Quando distruggiamo l’Iraq, facendo centinaia di migliaia di morti, esultiamo, d’altronde era noto che Saddam fosse un sanguinario dittatore; quando Israele chiude i palestinesi nel lager di Gaza, non ce ne accorgiamo neppure, d’altronde quella è l’unica democrazia del Medioriente; quando viene lanciato un razzo sugli insediamenti, ci pare l’atomica; quando ne arrivano centinaia dall’altra parte, e al fosforo, li scambiamo per fuochi d’artificio.

La morte violenta di un israeliano è una tragedia per l’umanità; quella di centinaia di palestinesi lo è solo per le loro famiglie.

Quando attacchiamo la Libia non battiamo ciglio, dei civili morti lì non sappiamo nulla: occhio non vede, cuore non duole; quando a Londra due neri islamici sgozzano un soldato britannico,  inorridiamo, ma “uno” è poco, e le immagini sono sfocate; i 200 morti di Madrid sono vecchi di undici anni; l’orrore di Beslan l’abbiamo digerito in fretta, quello al teatro Dubrovka di Mosca ci ha appena sfiorati; di quello di Volgograd, abbiamo perso memoria un minuto dopo la notizia.

Quando  l’aereo russo è caduto, abbiamo pianto un po’, ma mica tanto; i cinque milioni di abortiti europei non ci suscitano una lacrima; la fine dell’angioletto di quattro anni, ritrovato su una spiaggia turca ci inebetisce d’orrore; quella dei 27 bambini russi, parecchio meno; i morti del Bataclan sono sicuramente più morti di tutti; i 39 assassinati sulla spiaggia di Tunisi ci hanno spaventato, ma giusto il tempo di cambiare tour operator; le quattro vittime italiane al Museo del Bardo ci hanno lasciati indifferenti; per Valeria, funerali di Stato; le stragi di cristiani in Africa ci dispiacciono, ma con moderazione; quelle dei clandestini misti a terroristi che crepano nel Mediterraneo sono intollerabili; discriminare un islamico è un insulto alla civiltà; assistere inermi all’eliminazione quotidiana di centinaia di cristiani, no; l’intenzione di deporre Assad è pia; gli iraniani sono cattivi; con l’Arabia saudita delle decapitazioni siamo alleati; con la Turchia, che gioca la carta dei falsi siriani, trattiamo in ginocchio; a Putin imponiamo le sanzioni; parteggiamo strenuamente per l’autodeterminazione dei popoli, a parte quella dei russi di Crimea; siamo per la democrazia, ma guai ad eleggere Assad, e ti vorrai mica far governare da Gheddafi?!

Mentre facciamo guerre ingiuste accanto agli americani e per i loro esclusivi interessi, siamo in affari con l’Isis, creatura anche statunitense; mentre predichiamo la tolleranza, apriamo le frontiere a migliaia di islamici maschi, giovani e addestrati a non tollerarci affatto; mentre discettiamo di civiltà, accettiamo passivamente la nomina Onu dell’Arabia Saudita ai diritti umani; mentre ospitiamo cinquanta milioni di islamici, vogliamo la Turchia di Erdogan in Europa; mentre disarmiamo i nostri figli, privandoli di ogni valore,  guardiamo con simpatia i loro coetanei musulmani. che s’addestrano alla sharia, dettando legge in classe, per strada e ovunque possibile.

Predichiamo la multiculturalità, ma cancelliamo il latino dalla scuola dell’obbligo; rispettiamo tutte le religioni, ma impediamo ai preti di metter piede nelle scuole; Gesù Cristo l’abbiamo defenestrato da tempo; piangiamo il povero ladro freddato da chi si difende, ma apriamo moschee a chi ai ladri taglia le mani; insegniamo ai nostri bambini il bello dell’omosessualità, ma dialoghiamo con chi gli omosessuali li impicca alle gru; ci inventiamo “i diritti delle bambine”, ma corteggiamo chi permette i matrimoni delle novenni; discettiamo con la Boldrini di “presidente” e “presidentessa”, ma tolleriamo la poligamia e l’infibulazione; pontifichiamo di rispetto delle regole, ma esclusivamente per i cittadini italiani; non muoviamo un dito per gli otto milioni di connazionali poveri, togliamo i figli alle famiglie indigenti, ma manteniamo in albergo migliaia di ragazzoni ufficialmente nullafacenti e in fuga da nessuna guerra.

Siamo diventati i più feroci nemici di noi stessi, odiamo tutto ciò che è nostro; siamo i più idioti tra i popoli del mondo, i più masochisti, i più schizofrenici. Paragoniamo il Bernini alle maschere ndunga, la Divina Commedia alle nenie dei pigmei, i canti tribali ai preludi di Bach, la Pietà di Michelangelo alla giraffina di legno, i graffiti sulla roccia ai quadri del Botticelli. Abbiamo perso occhi ed orecchi, bussola e misura. Temiamo così tanto di passare per razzisti, che preferiamo passare per fessi. Siamo vittime e carnefici di un mondo che ci ha sempre voluti annientare e che, in tempi di relativa tranquillità, siamo andati a massacrare per il gusto di fare i servi sciocchi dei potenti. Bombardiamo senza motivo le terre di Allah, ma in casa nostra facciamo gli zerbini ai musulmani. A ben pensare, un po’ di sharia non ci farebbe male, tanto per riuscire finalmente a capire cosa abbiamo combinato quando abbiamo tradito Cristo, sputato in faccia alla Sua Chiesa ed ignorato san Tommaso e gli insegnamenti sulla guerra giusta!