Il “militarista” Trump, DJT per gli amici, non le manda certo a dire.

Come nel suo stile, diretto e poco avvezzo al politically correct, ha dichiarato senza mezzi termini che il programma F35 – i cacciabombardieri di quinta generazione – è da annullare, perché i costi sono fuori controllo e, inoltre, la messa a punto dei velivoli sembra essere più che problematica. Insomma, un vero fiasco, il cui costo complessivo si aggira sui 400 miliardi di dollari.

Un vero schiaffo in faccia al colosso Lockheed Martin, che si è vista fra l’altro scippata, sempre da DJT, la commessa per la fornitura di due 747 presidenziali – gli Airforce One, per intenderci.

Trump tempo fa aveva fatto sapere che erano del tutto inutili, visto che dopo il suo insediamento alla Casa Bianca utilizzerà il suo aero privato – il Trump force one – a sue spese (fra l’altro, ha anche rinunciato allo stipendio di Presidente).

La sua strategia, in effetti, non fa una grinza: perché non investire quei miliardi in armamenti più efficaci e in equipaggiamenti migliori per le truppe? Perché non spendere quel denaro per aumentare il numero degli effettivi di esercito, marina, aeronautica?

Poco importa se il titolo della Lockheed ha perso in un sol colpo il 4% in borsa, prima vengono gli interessi nazionali, gli azionisti possono anche smenarci qualche dollaruccio.

Le precedenti amministrazioni USA hanno insistito molto sullo sviluppo dell’F35, pur sapendo che sarebbe stato un flop incredibile. E la conferma viene dall’Operational Test and Evaluation Directorate del Pentagono, il cui rapporto – firmato dal direttore Micheal Gilmore – sostiene che «il programma non è sulla strada del successo ma invece su quella di un fallimento»!

Un aereo, insomma, che non regge il passo con velivoli come il russo Mig29, meno costoso, più affidabile ed efficiente.

Purtroppo, in Italia le cose vanno nella direzione opposta. L’inadeguata Ministro della Difesa Pinotti ha infatti dichiarato che il nostro Paese non può assolutamente rinunciare all’acquisto degli F35: “Si tratta di decidere se interrompere un programma con un investimento di tre miliardi già fatto e dire se si vuole l’aeronautica o no”.

Quindi, siccome l’Italia è in perenne ritardo, avrà i suoi F35, alla modica cifra di 12 miliardi di euro, da spendersi in tre anni! Quegli stessi aerei made in USA che gli stessi americani non vogliono e che probabilmente non avranno mai.