Alessio Costantini, responsabile romano di Forza Nuova, era in prima linea lo scorso martedì, giornata assurta alle cronache per i violenti scontri avvenuti sotto la sede nazionale del PD tra i tassisti in rivolta contro l’emendamento Lanzillotta al DDL Milleproroghe, i venditori ambulanti contrari alla direttiva Bolkestein e le forze dell’ordine.

Abbiamo voluto sapere da lui le motivazioni dell’adesione di Forza Nuova alla protesta.

Alessio, in primo luogo, al di là della soddisfazione di aver guidato una protesta che ha avuto una risonanza nazionale, quali sono i punti di contatto tra la protesta di una categoria di lavoratori (come quella dei tassisti) e il programma politico di Forza Nuova?

Oggi è più che mai necessario lottare contro ogni tipo di proroga e contro ogni tipo di liberalizzazione che vada a ledere le categorie dei lavoratori italiani autonomi in nome di un presunto mercato libero. Forza Nuova ha da sempre a cuore la tematica del lavoro italiano. Con il 40% di disoccupazione giovanile, chiudere le possibilità di lavoro a chi si vuole mettere in proprio per favorire le grandi multinazionali, vere e proprie fabbriche di povertà e precarietà, è un delitto contro il nostro futuro. Il livello di tassazione è opprimente. E poi c’è la questione corporativa.

Spiegaci meglio questo passaggio sul corporativismo.

Uno dei punti fondamentali del programma di Forza Nuova, l’ottavo per la precisione, propone la fondazione di corporazioni per la difesa dei lavoratori. Tale forma prevede il superamento della dialettica tipica della lotta sindacale di stampo socialista, per una forma di organizzazione delle professionalità in associazioni di categoria che attuino il principio del superiore interesse della nazione nell’espletamento della propria attività, in luogo della ricerca spasmodica del profitto o delle migliori condizioni individuali. Occorre uscire da un’ottica individualistica, atomizzata, della c.d. società, per approdare ad una dimensione organica della Comunità nazionale.

E quindi?

Quindi è evidente che il tipo di organizzazione dei tassisti e degli ambulanti è più simile alla nostra concezione che a quella sindacale. A Roma, i tassisti sono coordinati fra loro per offrire un servizio di rilevanza pubblica, garantendo standard di costi e qualità. Non lottano contro un padrone. Difendono la categoria per garantire la dignità dei propri appartenenti. Anche per gli ambulanti abbiamo visto una organizzazione simile. La differenza è abissale. Se anche altre categorie potessero organizzarsi in tale modo, ne gioverebbe non solo la vita dei singoli, ma anche la qualità del servizio offerto. L’attaccamento alla patria e ai valori nazionali visti in piazza ci hanno riempito il cuore di gioia.

Tornando al merito della protesta, perché pensi che Uber non sia un servizio utile per Roma e i romani.

Perché è un servizio svolto già in maniera eccellente dai Taxi. I tassisti sono titolari di regolari licenze rilasciate dal Comune. Hanno un diritto acquisito a svolgere questo servizio. Su questo non vi è alcun margine di trattativa. Consentire a multinazionali di sostituire i servizi pubblici svolti su licenza dai lavoratori autonomi sarebbe l’ennesimo colpo basso inflitto ai lavoratori italiani. Si lamentano della violenza e chiedono di essere civili. Cominciasse a comportarsi civilmente chi siede nella stanza dei bottoni. La promessa che facciamo noi di Forza Nuova è quella di non tirarci mai indietro quando ci sarà bisogno di scendere in piazza per i lavoratori italiani!