Migrants arrive at the Sicilian harbour of Pozzallo, February 15, 2015. Some 275 migrants rescued on Friday from overcrowded boats near Libya arrive safely in Sicily, days after more than 300 others died trying to make the crossover. REUTERS/Antonio Parrinello (ITALY - Tags: SOCIETY IMMIGRATION)

I paladini dell’accoglienza e dell’immigrazione incontrollata devono spesso fare i conti con un aspetto che, diciamolo, li coglie di sorpresa e li indispettisce alquanto: la sorprendente mancanza di gratitudine dei loro stessi protetti.

Fin dal momento dello sbarco, ciò che contraddistingue gran parte dei tanto vezzeggiati “migranti” è la loro apatia, imperturbabilità, mancanza di empatia. Prendere, ricevere, ottenere: esigenze elementari, mani che si protendono. Nessun sorriso, nessuna riconoscenza, nessuna simpatia nei confronti del paese che – troppo a cuor leggero – li accoglie.

Vedeva bene Jean Raspail quando, ne “Il Campo dei Santi”, descriveva l’Armata dei migranti come una massa in senso puramente fisico, quantitativo, restia alle emozioni, non desiderosa di contatto con chi, invece, bramava a tutti i costi di essere riconosciuto come salvatore ed ospite zelante.

Di fronte ai quotidiani fatti di cronaca nera che coinvolgono gli immigrati presenti nel nostro Paese, quindi, non vi è da provare alcuno stupore: semplicemente, non chiedono, prendono, pretendono, strappano con la forza.

Si tratta di una irriconoscenza sociologica, di un non comprendere il linguaggio nobile del ricevere fra pari. Semplicemente, la gentilezza è una virtù qualitativa, che non ha nulla a che vedere con masse straripanti di conquistatori, soprattutto se sicure di trovare quali interlocutori gli ultimi eredi di una civiltà millenaria ormai prostrata ed impotente.

Vani e comici, invece, sono i tentativi di dare espressività alle masse amorfe: mettendo in mano ai “fratelli migranti” monetine e ordinandoli in coda ai seggi delle primarie; vestendoli con casacche da lavoro e schierandoli in fila sulle spiagge; esibendoli in manifestazioni con cartelli prestampati.

È tutto inutile, l’occhio rimane spento, insensibile, gelido. Ed è un gelo che non passa, che non socializza, che non è smosso dalla smania buonista dei loro soccorritori. Soltanto la Grande Sostituzione potrà appagare questa fame.