Al fine di specificare più compiutamente quanto ho affermato nell’articolo Un primo commento sull’impiego dei nostri militari in Niger, ritengo opportuno fare le seguenti chiose.

1) Se la priorità è il controllo dei flussi migratori, non c’é dubbio che lo strumento definitivo è il blocco navale. Se poi sia fattibile o meno, questo attiene alla volontà di stabilire accordi ed eventualmente far orecchie da mercante nei confronti delle organizzazioni internazionali.

2) Attenzione però: se l’obiettivo a latere di tale priorità è quello di contrastare i gruppi jihadisti nel Sahelo- Sahara, la questione cambia, e anche di molto. Possiamo anche permetterci di andarli a svegliare, quei gruppi dormienti, certamente non ci mancano le capacità operative, ma l’importante:

  • E’ che si parli chiaro sin dall’inizio e che sin dall’inizio si sappia che si va a disturbare il can che dorme (in realtà, una muta di feroci randagi) e che è da dementi pensare di ridurli a più miti consigli con la filosofia delle “missioni di pace”;
  • E’ che si abbia la consapevolezza che il can che dorme è bene andarlo a svegliare almeno equipaggiati con il manicotto e un randello. Per cui, anche se l’obiettivo primario è il contrasto dei flussi migratori, il controllo di quel  territorio non potrà che essere assicurato da un dispositivo “combat ready”, propenso o fortemente orientato allo scontro armato;
  • E’ che si assuma che loro non faranno sconti, per due principali ragioni: a) se ne fregano della Convenzione di Ginevra; b) sono ferocemente incazzati contro noi infedeli; pertanto, è bene aver coscienza che rischia di scapparci anche qualche scena truculenta nei confronti di eventuali prigionieri…

3) Per quanto precede, visto che si va a mettere mano in un nido di vipere, è bene portarsi dietro il siero (che ci immunizzi dalla sindrome del pacifista, quella per cui i soldati buoni sono solo quelli che non sparano) e prepararsi a non fare sconti.

4) Siamo in grado di fare ciò? I nostri soldati sul terreno sicuramente sì. Sono i nostri decisori politici coscienti di ciò? Ritengo di no.

Comunque, onore ai nostri soldati, dovunque siano e qualsiasi compito svolgano, e onore alle loro bandiere.