Egregio signor Presidente,

durante le celebrazioni al Quirinale per la Giornata delle memoria 2018, Ella sul ventennio Fascista ha affermato:  “Sorprende sentir dire, ancora oggi, che il fascismo ebbe alcuni meriti, ma fece due gravi errori: le leggi razziali e l’entrata in guerra. Si tratta di un’affermazione gravemente sbagliata e inaccettabile, da respingere con determinazione”. 

Ed ancora: Razzismo e guerra «non furono deviazioni o episodi», e neanche degli sbagli strategici, «ma diretta conseguenza» del modo di pensare del governo di allora, una «macchia indelebile» della nostra storia. Un ventennio quindi tutto da buttare.

Mattarella, Lei sostiene che è un errore affermare che il Fascismo ebbe alcuni meriti, ma a me in questo caso piace sbagliare.

Le spiego il perché.

Mi permetta anzitutto di proporLe, giusto per compensare la Sue lacune, un parziale elenco delle OPERE FATTE DA MUSSOLINI che troverà a fine testo.

Accerterà così che è stato fatto più in vent’anni di Fascismo che in settant’anni di democrazia.

I meriti del fascismo non sono un’invenzione di qualche nostalgico ma un dato ormai acquisito nella storiografia e nella coscienza comune, dopo lunghi decenni di rimozioni e demonizzazioni.

E’ grave che il Capo dello Stato ignori la differenza tra regimi totalitari – comunismo e nazismo – ed il regime autoritario, col consenso popolare, che fu il Fascismo.

Per quanto riguarda la Giornata della Memoria devo parimenti ricordarLe signor Presidente che non esistono morti di serie A o di serie B: qualcuno si ricorderà anche dei milioni di esseri umani uccisi nel secolo scorso dal comunismo? Non furono anche loro spogliati di ogni dignità, stuprati nell’anima prima di essere uccisi nel corpo, mentre anzi il mondo guardava ai loro carnefici spesso con indulgenza se non con approvazione? Non è forse orribile e incivile accettare con tacita accondiscendenza l’oblio, la totale mancanza di onori per le vittime del comunismo e l’impunità storica e giudiziale dei colpevoli? Molti sono vivi, liberi, ancora al potere e spesso godono degli ammiccamenti delle masse e dei governanti occidentali. Mi sembrerebbe giusto ricordare anche lo sterminio degli Armeni (1894 e 1915-16) e quello dei cinque milioni di contadini ucraini

(1932-33) i quasi due milioni di morti in Cambogia (1975-79) per mano dei Khmer Rossi e il milione di Ruandesi sterminati nel 1994. Se poi volessimo fare ancora meglio, potremmo ricordare anche il Genocidio dei Nativi Americani e quello dei popoli Africani, per non dire di altri “minori” massacri.
Per coerenza, egregio Presidente, celebrerà al Quirinale con la stessa enfasi anche le Foibe?

Ritornando al Ventennio, desidero ricordare che le Leggi razziali non erano nel Dna della dottrina fascista, come attesta il gran numero di ebrei che aderirono al fascismo fin dall’inizio. L’ebraismo italiano era “profondamente integrato nella società plasmata dal regime fascista!”

Gli ebrei fascisti non erano un corpo estraneo allo stato e i suoi più alti ed influenti esponenti proclamavano “l’assoluta fedeltà degli israeliti al fascismo e al suo duce”. Renzo De Felice, sul suo “Storia degli ebrei italiani”, scrive che gli ebrei furono fondatori, per esempio, dei fasci di combattimento di Milano, ebbero parte attiva nelle squadre di Italo Balbo e furono fra i protagonisti della “marcia su Roma”. I Caduti ebrei di quella epopea figurano nel “martirologio ufficiale della rivoluzione fascista”. Furono anche fra i finanziatori del partito fascista.

E’ noto che i provvedimenti a favore degli ebrei nel 1930, perfezionati nel 1931, risultarono tanto graditi alla comunità ebraica italiana che i rabbini innalzarono preghiere di ringraziamento nelle sinagoghe. E’ anche noto l’attacco lanciato dal Duce, contro le teorie nazionalsocialiste. Il 6 settembre 1934, dal palazzo del Governo di Bari Mussolini, dopo aver esaltato la civiltà mediterranea, disse: “Trenta secoli di storia ci permettono di guardare con sovrana pietà talune dottrine d’oltr’Alpe, sostenute da progenie di gente che ignorava la scrittura con la quale tramandare i documenti della propria vita, nel tempo in cui Roma aveva Cesare, Virgilio e Augusto”. Uno spietato attacco all’antiebraismo della Germania. Pertanto sino ad allora non esisteva alcuna pregiudiziale anti ebraica nell’animo di Mussolini.

Come si giunse dunque alle leggi razziali?

Condivido qui le riflessioni di Francesco Paolo d’Auria, rimarcando che la guerra d’Etiopia provocò un inasprimento delle relazioni con Francia e Inghilterra, le nazioni imperialiste per antonomasia, che guidavano la Società delle Nazioni. Anche per il subdolo intervento di Roosevelt, furono imposte all’Italia le “Sanzioni” cioè l’embargo economico.

La Germania si dissociò e continuò ad intrattenere rapporti con l’Italia. Nel 1936 scoppia la guerra civile spagnola; i Paesi capitalisti si schierano, con l’Unione Sovietica, contro l’Italia che collabora con Francisco Franco. Di nuovo la Germania è accanto all’Italia. In questa fase storica si formano due schieramenti: uno di carattere democratico-capitalistico, guidato principalmente da Gran Bretagna, da Francia e dagli Stati Uniti di Roosevelt; l’altro da Germania e Italia. Mussolini cercò di evitare in ogni modo questa alleanza con il Führer di cui osteggiava fortemente la politica. Il 22 giugno 1936 rilasciò una intervista all’ex ministro francese Malvy, nella quale ribadiva la propria disponibilità a collaborare con la Francia e con l’Inghilterra: “Disse Mussolini: “La situazione è tale che mi obbliga a cercare altrove la sicurezza che ho perduto dal lato della Francia e della Gran Bretagna. A chi indirizzarmi se non a Hitler? Vi ho fatto venire perché informiate il vostro Governo della situazione. Io attenderò ancora, ma se prossimamente l’atteggiamento del Governo francese nei confronti dell’Italia fascista non si modifica, se non mi si darà l’assicurazione di cui ho bisogno, l’Italia diventerà alleata della Germania”. Questa testimonianza viene riportata da E. Bonnifour nella “Histoire politique de la troisième republique”.
Furono i Paesi capitalisti dunque a “gettare l’Italia in braccio” alla Germania per annientarle successivamente entrambe.

La guerra imperversava e i tedeschi rastrellavano gli ebrei nelle zone occupate ma, per ordine di Mussolini, “Ovunque penetrassero le truppe italiane, uno schermo protettore si levava di fronte agli ebrei (…). Un aperto conflitto si determinò tra Roma e Berlino a proposito del problema ebraico (…). Appena giunte sui luoghi di loro giurisdizione, le autorità italiane annullavano le disposizioni decretate contro gli ebrei (…)” (Léon Poliakov, “Il nazismo e lo sterminio degli ebrei”, pagg. 219-220). Questo schermo si ergeva, quindi, non solo in Italia, ma in Croazia, in Grecia, in Egeo, in Tunisia, e ovunque fossero presenti le truppe italiane.
Scrive Rosa Paini (ebrea) (“Il Sentiero della Speranza”, pag. 22): “Quel colloquio lo aveva voluto Mussolini ancora più favorevole agli ebrei, in modo da essere indotto a concedere tremila visti speciali per tecnici e scienziati ebrei che desideravano stabilirsi nel nostro Paese”.
Mordechai Poldiel (israelita): “L’Amministrazione fascista e quella politica, quella militare e quella civile, si diedero da fare in ogni modo per difendere gli ebrei, per fare in modo che quelle leggi rimanessero lettera morta”. Israel Kalk (“Gli ebrei in Italia durante il Fascismo”): “.. Siamo stati trattati con la massima umanità” e : “Credo di non temere smentite affermando che con voi la sorte è stata benigna e che la vostra situazione di internati in Italia è migliore di quella dei nostri fratelli che si trovano in libertà in altri paesi europei”.
Anche Salim Diamand (Internment in Italy – 1940-1945), scrive. “Non ho mai trovato segni di razzismo in Italia. C’era del militarismo, è ovvio, ma io non ho mai trovato un italiano che si avvicinasse a me, ebreo, con l’idea di sterminare la mia razza (…). Anche quando apparvero le leggi razziali, le relazioni con gli amici italiani non cambiarono per nulla (…). Nel campo controllato dai carabinieri e dalle Camicie nere gli ebrei stavano come a casa loro”.
L’autorevole docente dell’Università ebraica di Gerusalemme, George L. Mosse, nel suo libro “Il razzismo in Europa”, a pag. 245 ha scritto: “Il principale alleato della Germania, l’Italia fascista, sabotò la politica ebraica nazista nei territori sotto il suo controllo (…). Come abbiamo già detto, era stato Mussolini stesso a enunciare il principio “discriminare non perseguire”. Tuttavia l’esercito italiano si spinse anche più in là, indubbiamente con il tacito consenso di Mussolini (…). Ovunque, nell’Europa occupata dai nazisti, le ambasciate italiane protessero gli ebrei in grado di chiedere la nazionalità italiana. Le deportazioni degli ebrei cominciarono solo dopo la caduta di Mussolini, quando i tedeschi occuparono l’Italia .
Durante la guerra, nonostante le pressanti richieste da parte tedesca, Mussolini si rifiutò sempre di consegnare gli ebrei italiani ai nazisti e diede disposizioni per attuare nelle zone controllate dall’esercito italiano (Tunisia, Grecia, Balcani e sud della Francia) vere e proprie forme di boicottaggio per sottrarre gli ebrei ai tedeschi (era sufficiente avere un lontanissimo parente italiano, spesso inventato, per ottenere la cittadinanza italiana e sfuggire in questo modo alla deportazione).
Pochi della paludosa e mefitica giungla antifascista amano ricordare che nel 1940, quando già l’Italia era in guerra, la nave italiana Esperia, carica di profughi ebrei, salpò per l’Egitto. I bugiardi senza rimedio fanno risalire quel viaggio alla audacia del capitano, il Capitano Stagnaro, ma è fuor di dubbio che il governo fascista autorizzò tacitamente quel viaggio. In modo del tutto analogo, nel 1942, cioè in piena guerra, una altra nave carica di ebrei provenienti dalla Croazia e dai Balcani, circa 1500 persone, partì da Trieste in direzione Palestina. Il trasporto era stato organizzato dal governo italiano e concordato con i comandi inglesi. Inoltre è noto che Giorgio Perlasca, un ambasciatore italiano, fece miracoli per salvare perseguitati ebrei ma nessuno dice che Perlasca agiva per conto del governo fascista. Si è mai visto un ambasciatore agire contro le direttive del proprio governo? Perché non dare a Mussolini quantomeno il beneficio di aver deliberatamente chiuso ambedue gli occhi su queste vicende, dovendo egli costantemente affrontare la intransigenza germanica che si vedeva, ed era la verità, presa in giro? 

Con la resa dell’Italia la situazione per gli ebrei peggiorò non essendoci più lo scudo alzato da Mussolini. Fu in quei giorni, ed esattamente il 16 ottobre 1943 che i tedeschi effettuarono un rastrellamento nel ghetto di Roma catturando più di mille ebrei. Finalmente i tedeschi ebbero la possibilità di mettere in atto quanto sino ad allora era stato proibito.

Perché non intervennero i partigiani a difendere i deportati?

I tedeschi furono ostacolati solo dal fascista Ferdinando Natoni che ospitò nella sua abitazione alcune ebree facendole passare per sue figlie. Altri nomi di fascisti meritano di essere citati accanto a quello di Natoni: Perlasca salvò la vita ad alcuni migliaia di ebrei in Ungheria; Zamboni (fascista) riuscì a far fuggire da Salonicco centinaia di ebrei; Palatucci (fascista) ne salvò alcune migliaia a Fiume; Calisse (fascista) operò in Francia e fece fuggire diverse decine di ebrei. Non dimentichiamo Farinacci, che nascose una famiglia di ebrei nella sua tipografia e il futuro segretario del Msi, Almirante che ne nascose alcuni nel Ministero dove lavorava. Potremmo citare altri casi e nomi, ma non possiamo abusare oltre.

Mentre si svolgevano questi fatti, gli antifascisti e i partigiani che facevano?
Renzo De Felice osserva “nei mesi successivi all’emanazione dell’ordine di polizia n° 5, la politica antisemita della Rsi fu in un certo senso abbastanza moderata (…). Il concentramento degli ebrei fu condotto dalle prefetture, in relazione al periodo in questione s’intende, con metodi e discriminazioni abbastanza umani ed esso non fu affatto totale, come lascerebbe credere l’ordine del 30 novembre 1943. ……”.

Quanto alla natura, il suo carattere dittatoriale è indubitabile ed è quanto meno chiaro a partire dalla soppressione delle libertà nel 1925. Il fascismo però non fu, nella fase del largo consenso (cioè almeno fino alla guerra di Etiopia e all’emanazione delle leggi razziali) un totalitarismo, come giustamente individuato da Hannah Arendt. Ciò sia per motivi interni, avendo il fascismo nel suo seno anime diverse e differenti che trovavano nel Duce solo un’unità simbolica; sia per motivi esterni, cioè la forza temperante comunque esercitata dalla Chiesa Cattolica e dalla stessa Monarchia.

Quindi, lungi dal voler disconoscere la gravità di ciò che portò alle leggi razziali ed all’evento bellico, insisto nel riconoscere il valore di tutto ciò che di buono è stato all’epoca realizzato. Mattarella, Lei sostiene che è un errore, ma a me in questo caso piace sbagliare.

Caro Presidente, attendo con ansia il Suo messaggio del prossimo 31 dicembre così ci spiegherà, a reti unificate, quali sono invece i meriti di questa Sinistra, anti italiana, che ci ha portato da quinta potenza del mondo a… non oso dirlo.

Ossequi a Lei.

Alessandro prof. dott. Tamborini*
*Plenipotenziario, 
Responsabile Nazionale di FN per le politiche
di tutela e promozione del patrimonio culturale ed artistico.
Cattedratico di Scienze Religiose, Storia e Simbolismo dell’Arte Antica e Medievale.

 

Ecco specificamente quanto in 20 anni è stato fatto dal Fascismo, tenendo conto delle crisi belliche:

 

Opere sociali e sanitarie

 

  1. Assicurazione invalidità e vecchiaia, R.D. 30 dicembre 1923, n. 3184
    2. Assicurazione contro la disoccupazione, R.D. 30 dicembre 1926 n. 3158
    3. Assistenza ospedaliera ai poveri R.D. 30 dicembre 1923 n. 2841
    4. Tutela del lavoratore di donne e fanciulli R.D 26 aprile 1923 n. 653
    5. Opera nazionale maternità ed infanzia (O.N.M.I.) R.D. 10 dicembre 1925 n. 2277
    6. Assistenza illegittimi e abbandonati o esposti, R.D. 8 maggio 1925, n. 798
    7. Assistenza obbligatoria contro la TBC, R.D. 27 ottobre 1927 n. 2055
    8. Esenzione tributaria per le famiglie numerose R.D. 14 maggio 1928 n. 1312
    9. Assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, R.D. 13 maggio 1928 n. 928
    10. Opera nazionale orfani di guerra, R.D.26 luglio 1929 n.1397
    11. Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (I.N.P.S.), R.D. 4 ottobre 1935 n. 1827
    12. Settimana lavorativa di 40 ore, R.D. 29 maggio 1937 n.1768
    13. Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (I.N.A.I.L.), R.D. 23 marzo 1933, n. 264
    14. Istituzione del sindacalismo integrale con l’unione delle rappresentanze sindacali dei datori di lavoro (Confindustria e Confagricoltura); 1923
    15. Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.), R.D. 3 giugno 1937, n. 817
    16. Assegni familiari, R.D. 17 giugno 1937, n. 1048
    17. I.N.A.M. (Istituto per l’Assistenza di malattia ai lavoratori), R.D. 11 gennaio 1943, n.138
    18. Istituto Autonomo Case Popolari
    19. Istituto Nazionale Case Impiegati Statali
    20. Riforma della scuole “Gentile” del maggio 1923 (l’ultima era del 1859)
    21. Opera Nazionale Dopolavoro (nel 1935 disponeva di 771 cinema, 1227 teatri, 2066 filodrammatiche, 2130 orchestre, 3787 bande, 1032 associazioni professionali e culturali, 6427 biblioteche, 994 scuole corali, 11159 sezioni sportive, 4427 di sport agonistico.)

I comunisti la chiamarono casa del popolo
22. Guerra alla Mafia e alla Massoneria (vedi “Prefetto di ferro” Cesare Mori)
23. Carta del lavoro GIUSEPPE BOTTAI del 21 aprile 1927
24. Lotta contro l’analfabetismo: eravamo tra i primi in Europa, ma dal 1923 al 1936 siamo passati dai 3.981.000 a 5.187.000 alunni – studenti medi da 326.604 a 674.546 – universitari da 43.235 a 71.512
25. Fondò il doposcuola per il completamento degli alunni
26. Istituì l’educazione fisica obbligatoria nelle scuole
27. Abolizione della schiavitù in Etiopia
28. Lotta contro la malaria
29. Colonie marine, montane e solari
30. Refezione scolastica
31. Obbligo scolastico fino ai 14 anni
32. Scuole professionali
33. Magistratura del Lavoro
34. Carta della Scuola

Opere architettoniche e infrastrutture

  1. Bonifiche paludi Pontine, Emilia, Sardegna, Bassa Padana, Coltano, Maremma Toscana, Sele ed appoderamento del latifondo siciliano. Con la fondazione delle città di Littoria, Sabaudia, Aprilia, Pomezia, Guidonia, Carbonia, Fertilia, Segezia, Alberese, Mussolinia (oggi Alborea), Tirrenia, Tor Viscosa, Arsia e Pozzo Littorio e di 64 borghi rurali, 1933 – 1939
    36. Parchi nazionali del Gran Paradiso, dello Stelvio, dell’Abruzzo e del Circeo
    37. Centrali Idroelettriche ed elettrificazione delle linee Ferroviarie
    38. Roma: Viale della Conciliazione
    39. Progetto della Metropolitana di Roma
    40. Tutela paesaggistica ed idrologica
    41. Impianti di illuminazione elettrica nelle città
    42. Prosciugamento del Lago di Nemi (1931) per riportare alla luce navi romane
    43. Creazione degli osservatori di Trieste, Genova, Merate, Brera, Campo Imperatore
    44. Palazzo della Previdenza Sociale in ogni capoluogo di Provincia
    45. Fondazione di 16 nuove Province
    46. Creazione dello Stadio dei Marmi (di fronte allo stadio si trova ancora un enorme obelisco con scritto “Mussolini Dux”)
    47. Creazione quartiere dell’EUR
    48. Ideazione dello stile architettonico “Impero”, ancora visibile nei palazzi pubblici delle città più grandi
    49. Creazione del Centro sperimentale di Guidonia (ex Montecelio), dotata del più importante laboratorio di galleria del vento di allora (distrutto nel 1944 dalle truppe tedesche che abbandonavano Roma)
    50. Costruzione di numerose dighe
    51. Fondò l’istituto delle ricerche, profondo stimatore di Marconi che mise a capo dello stesso istituto grazie alla sua grandiosa invenzione della radio e dei primi esperimenti del radar, non finiti a causa della sua morte
    52. Costruzione di molte università tra cui la Città università di ROMA
    53. Inaugurazione della Stazione Centrale di Milano nel 1931 e della Stazione di Santa Maria Novella di Firenze
    54. Costruzione del palazzo della Farnesina di Roma, sede del Ministero degli Affari Esteri
    55. Opere eseguite in Etiopia: 60.000 operai nazionali e 160.000 indigeni srotolarono sul territorio più di 5.000 km di strade asfaltate e 1.400 km di piste camionabili. Avevano trasformato non solo Addis Abeba, ma anche oscuri villaggi in grandi centri abitati (Dessiè, Harar, Gondar, Dire, Daua). Alberghi, scuole, fognature, luce elettrica, ristoranti, collegamenti con altri centri dell’impero, telegrafo, telefono, porti, stazioni radio, aeroporti, financo cinematografi e teatri. Crearono nuovi mercati, numerose scuole per indigeni, e per gli indigeni crearono: tubercolosari, ospizi di ricovero per vecchi e inabili al lavoro, ospedali per la maternità e l’infanzia, lebbrosari. Quello di Selaclacà: oltre 700 posti letto e un grandioso istituto per studi e ricerche contro la lebbra. Crearono imprese di colonizzazione sotto forme di cooperative finanziate dallo stato, mulini, fabbriche di birra, manifatture di tabacchi, cementifici, oleifici, coltivando più di 75.000 ettari di terra.
    56. Sviluppo aeronautico, navale, cantieristico

Opere politiche e diplomatiche

  1. Patti Lateranensi, 11/02/1929
    58. Tribunale del popolo
    59. Tribunale speciale
    60. Emanò il codice penale (1930), il codice di procedura penale (1933, sostituito nel 1989), il codice di procedura civile (1940), il codice della navigazione (1940), il codice civile (1942) e numerose altre disposizioni vigenti ancora oggi (il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, il Codice della Strada, le disposizioni relative a: polizia urbana, rurale, annonaria, edilizia, sanitaria, veterinaria, mortuaria, tributaria, demaniale e metrica)
    61. Conferenza di Losanna
    62. Conferenza di Locarno
    63. Conferenza di Stresa
    64. Patto a quattro
    65. Patto anti-Comintern

Opere espansionistiche

  1. Riconquista della Libia
    67. Conquista dell’Etiopia
    68. Guerra di Spagna

Opere economiche e finanziarie

  1. Istituto di Ricostruzione Industriale (I.R.I.), 1932
    70. Istituto Mobiliare Italiano (I.M.I.), 1933
    71. Casse Rurali ed Artigiane, R.D. 26 agosto 1937, n. 1706
    72. Riforma bancaria: tra il 1936 e il 1938 la Banca d’Italia passò completamente in mano pubblica e il suo Governatore assunse il ruolo di Ispettore sull’esercizio del credito e la difesa del risparmio
    73. Socializzazione delle imprese. Legge della R.S.I., 1944
    74. Parità aurea della lira
    75. Battaglia del grano
    76. 1929: crisi finanziaria mondiale. Il mondo del capitalismo è nel caos: il Duce risponde con 37 miliardi di lavori pubblici e in 10 anni vengono costruite 11.000 nuove aule in 277 comuni, 6.000 case popolari che ospitano 215.000 persone, 3131 fabbricati economici popolari, 1.700 alloggi, 94 edifici pubblici, ricostruzione dei paesi terremotati, 6.400 case riparate, acquedotti, ospedali, 10 milioni di abitanti in 2493 comuni hanno avuto l’acqua assicurata, 4.500 km di sistemazione idrauliche e arginature, canale Navicelli; nel 1922 i bacini montani artificiali erano 54, nel 1932 erano arrivati a 184, aumentati 6 milioni e 663 mila k.w. e 17.000 km di linee elettriche; nel 1932

c’erano 2.048 km di ferrovie elettriche per un risparmio di 600.000 tonnellate di carbone; costruiti 6.000 km di strade statali, provinciali e comunali, 436 km di autostrade. Le prime autostrade in Italia furono la Milano-Laghi e la Serravalle-Genova (al casello di Serravalle Scrivia si trova una scultura commemorativa con scritto ancora “Anno di inizio lavori 1930, ultimato lavori 1933”)
77. Salvò dalla bancarotta l’Ansaldo, il Banco di Roma e l’Ilva (1923-24)
78. Attacco al latifondo siciliano
79. Accordi commerciali con tutti gli Stati compreso l’Urss
80. Pareggio di bilancio già dal 1924

Opere sportive e culturali

  1. Costruzione dell’Autodromo di Monza, 10/09/1923
    82. Fondazione di Cinecittà
    83. Creazione dell’ente italiano audizione radiofoniche (EIAR), anno 1927
    84. Primi esperimenti della televisione che risalgono all’anno 1929 per volere del Duce; nel dicembre del ‘38 l’ufficio stampa dell’EIAR comunicò che nei primi mesi del ‘39 sarebbero iniziati servizi regolari di televisione. Il 4 giugno 1939 alla Mostra del Leonardo ci furono alcune trasmissione sperimentali, sul Radiocorriere apparvero i programmi e persino le pubblicità di alcuni paleolitici apparecchi televisivi. Purtroppo il progetto venne abbandonato a causa

dell’entrata in guerra
85. Istituzione della Mostra del Cinema di Venezia, prima manifestazione del genere al mondo, nata nel 1932 per opera del direttore dell’Istituto Luce, De Feo, e dell’ex ministro delle Finanze Giovanni Volpi di Misurata
86. Creazione dell’albo dei giornalisti, anno 1928
87. Fondazione dell’istituto LUCE, anno 1925
88. Nel 1933 appoggiò la prima trasvolata atlantica compiuta da Italo Balbo (tra l’altro, fu in quella occasione che venne inaugurata la posta aerea”)
89. Accademia d’Italia (Marconi, Pirandello, Mascagni, ecc.)
90. Littoriali della cultura e dell’arte

Opere di utilità varie

  1. Registro per armi da fuoco
    92. Istituzione della guardia forestale
    93. Istituzione dell’archivio statale, anno 1923
    94. Fondazione della FAO
    95. Fondazione dei consorzi agrari
    96. Annessione della Guardia di Finanza nelle forze armate
    97. Istituzione di treni popolari per la domenica con il 70% di sconto, anno 1932
    98. Istituì il Corpo dei Vigili del Fuoco.
    99. Ammodernò il Pubblico Catasto urbano e dei terreni
    100. Mappò tutto il territorio nazionale compilando le mappe altimetriche usate ancora oggi, e che non sono mai state aggiornate da allora.

 

ACQUA: per tutta la vita Mussolini cercò acqua potabile e creò innumerevoli acquedotti, i più famosi Pugliese e Peschiera;
AGRICOLTURA: la sua prima occupazione che continuò e promosse per tutta la vita fu

l’agricoltura;
AEREONAUTICA: la trovò quasi inesistente e la portò tra le migliori d’Europa;
ALBERI: istituì la Forestale;
AMMINISTRAZIONE: non sapeva amministrare i suoi soldi ma per quelli dello Stato fu modello;
ANALFABETISMO: eravamo i primi in Europa, siamo diventati ultimi nell’analfabetismo;
ANIMALI: puniva chi li maltrattava;
ARCHEOLOGIA: sviluppò l’archeologia in tutti i suoi rami;
ARCHIVI: dal 1923 istituì gli Archivi Statali;
ARTIGIANATO: dopo la cura dell’agricoltura ci fu per il Duce quella dell’artigianato;
ASFALTO: centuplicò le strade, fu il primo ad utilizzare l’asfalto;
ASSEMBLEA: amava le assemblee con gli stranieri, fondò la FAO;
ASSISTENZA: creò l’opera per la Maternità e per l’infanzia per l’assistenza di tutti, piccoli e grandi;
ATEISMO: fu il primo che fece sentire il nome di Dio e della Chiesa in Parlamento;
ATLETICA: ci volle tutti atleti, iniziò con la ginnastica dall’asilo fino alla maturità;
AUTARCHIA: siamo vissuti alcuni mesi in perfetta autarchia. I primi nel mondo;
AUTOMOBILE: la volle per tutti, vedi: Balilla, Topolino;
BIBLIOTECA: volle in tutti i paesi d’Italia la biblioteca a disposizione di tutti ;
BONIFICHE: bonificò milioni di ettari di terreno, rendendoli da incolti ,fertilissimi;
BRIGANTAGGIO: la Mafia e la Camorra furono completamente eliminate in Europa;
CALCIO: fece del gioco del Calcio il gioco nazionale, l’Italia vinse due titoli mondiali;
CAMPEGGIO: amava il campeggio e lo fece amare agli italiani;
CARBONE: fece scavare carbone in tutte le regioni d’Italia, Carbonia ne è la prova;
CASA: forse la preoccupazione più grande del Duce fu la casa per tutti, costruì le Case popolari per i poveri;
CHIESE: costruì migliaia di chiese, solo nelle paludi Pontine ne costruì 126 (es. Aprilia );
CINEMA: amò il cinema, fece costruire Cinecittà;
CIRCEO: un borgo antico abbandonato fatto rinascere come Parco Nazionale;
CITTA’ E COMUNI COSTRUITI DAL DUCE IN 10 ANNI: Latina, Aprilia, Sabaudia, Pomezia, Guidonia, Ardea, Ostia Lido, Fregene, Palo, Ladispoli, Macerata;
CITTÀ GIARDINO: ogni città italiana ha una città giardino detta Mussoliniana;
COLONIALISMO: definito il più grande colonizzatore, perché fece come Roma, volle le colonie;
CONSORZI: il Duce fondò i consorzi agrari al servizio degli agricoltori;
CONTADINI: tra tutti i lavoratori amava i contadini, i più utili d’Italia;
COSTRUZIONI: per tutta la vita fece costruire case, palazzi, ministeri;
DEMOCRAZIA: se tra tutti i politici c’è un Democratico è il Duce, seguiva il popolo;
DIGHE: ne fece costruire molte per raccogliere le acque;
DISCIPLINA: è vero, però, che il Duce voleva completa disciplina;
DISOCCUPAZIONE: la maggior preoccupazione per il Duce fu sempre la disoccupazione;
DITTATURA: quella del Duce non fu dittatura ma democrazia popolare;
DOPOSCUOLA: fondò i Doposcuola per completare la preparazione degli alunni;
DESERTO: fece del deserto libico zona di altissima produzione agricola;
EDILIZIA: costruzioni, monumenti, scuole;
ENCICLOPEDIA: il Duce è l’autore della più grande e completa Enciclopedia del mondo;
ESPORTAZIONE: un altro punto fisso del Duce: esportare i nostri prodotti agro-industriali;
ETIOPIA: è questo l’Impero coloniale sospirato dal Duce per il popolo;
FERROVIE: moltiplicate dal Duce;
FORO: il foro era per il Duce il centro dell’Impero;
FINANZE: altro Corpo istituito dal Duce, prima non era militarizzato;
GELA: cambiò il nome (era Terranuova) e ne fece una moderna città italiana;
GIORNALE: creò 7 giornali;
GOVERNO: il vero governo fu il suo, rimasto al potere 20 anni ;
GUARDIE: fondò la Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale, la Guardia di tutti;
INDUSTRIA: durante il fascismo, Mussolini diede sviluppo all’industria a livelli esponenziali
ILLUMINAZIONE: al Duce piaceva la luce, illuminazione in città e paesi;
INTERNAZIONALISMO: volle avere contatti con tutti gli Stati della Terra;
LAGO DI NEMI: il Duce nel 1930-31 prosciugò il lago per riportare alla luce le navi romane;
LIBERTA’: parola fatidica per il Duce: libertà completa, controllata e civile;
LIRA: aumentò il valore della Lira;
MILLE MIGLIA: creazione del Duce;
MONZA, MUGELLO: questo circuito venne ideato da Mussolini;
‘900 : è uno stile di vita creato dal Duce, così nell’arte così nelle opere;
OSSERVATORI: i suoi capolavori : Trieste, Genova, Merate, Brera, Campo Imperatore;
PANE: per avere il pane per tutti vinse la battaglia“del grano”;
PINO, PIOPPO, ABETE: piante predilette dal Duce che distribuiva in tutta Italia;
PREVIDENZA SOCIALE: in ogni città vi è il palazzo della Previdenza Sociale;
PROVINCIE: furono 72, ne fondò altre sedici: Agrigento, Enna, Latina, Frosinone, Massa, Matera, Pistoia, Ragusa, Rieti, Terni, Savona, Varese, La Spezia ecc…;
RADIO: Mussolini amava la radio e il suo inventore aiutato da lui;
REFERENDUM: non ne aveva bisogno perché era sempre con il popolo;
REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA (R.S.I.): fu un bene operato dal Duce per la salvezza della Patria ;
RICERCHE: fondò l’Istituto delle Ricerche;
RIFORMA: ha riformato tutto, scuola, politica, Parlamento, vita stessa;
RIMBOSCHIMENTO: uno dei motivi della Forestale rimboscare tutto: monti, piani;
RINASCIMENTO: il fascismo vero moderno Rinascimento di tutto e di tutti;
RISPARMIO: era scrupolosamente risparmiatore nelle spese dello Stato;
RIVOLUZIONE: se rivoluzione vuol dire trasformazione, il Duce ha vinto;
ROMA: la sua passione, la Dea, l’Alma, la divina del Duce, ne fece una metropoli, vedi le sue strade, le sue piazze, i viali, i palazzi, i ministeri, le accademie, le università, l’antico portato alla luce del sole per nostro godimento;
STRADE: vedi ASFALTO;
TEMPO LIBERO: voleva che i giovani utilizzassero il tempo libero nella ginnastica;
TERME: il Duce amante dei romani li imitò in tutto e quindi anche nelle Terme;
TREBBIATRICI: ne comprò molte ai contadini.
TRIBUNALE DEL POPOLO: volle istituire il Tribunale del popolo per la difesa di questo;
TRIBUNALE SPECIALE: destinato per i nemici dello Stato e del Governo. L’unica condanna era quella del carcere o dell’esilio, mai la morte;
TUBERCOLOSI: era come la sifilide, inguaribile. Costruì il Forlanini per la sua cura;
UNIVERSITÀ: ha costruito innumerevoli università, anche la Città Universitaria a Roma;
URBANISTICA: la scienza che ha maggiormente eseguita, infatti, ecco le città;
UTOPIA: il fascismo non fu utopia perché ha realizzato ogni cosa propostasi. Fu utopia il Comunismo che pensava di conquistare il mondo ma ha fallito;
VACCINAZIONE ordinò la vaccinazione di tutti i bambini anche i più piccoli;
VELA: divenne sport al tempo del Duce come altri sport non esistenti allora;
VIGILI DEL FUOCO: istituiti dal Duce;
VULCANO: propose fin da allora uno studio speciale sulle eruzioni dei vulcani;
ZOLFO: il Duce cercò e trovò lo zolfo in tutte le regioni.