Treni elettrici e tecnologici spingono il PIL di Kenya e Nigeria rispettivamente al 4,4% e al 1,4% su base annua e 0,4% e 8,97% su base trimestrale (Fonte TradingEconomics.com), con i soldi cinesi. Chiaramente la situazione economica africana, nonostante questi tassi di crescita del PIL reale interessanti, è ben diversa da quella delle altre potenze mondiali, poiché il livello di PIL nominale di questi stati africani è decisamente diverso. Gli investimenti diretti esteri cinesi in Africa sono cosa nota e chiaramente i cinesi, che tutto sono tranne che fessi, non vanno in Africa a fare le opere pie.

Pechino è, da qualche anno, di fronte a un problema di grande portata, specialmente per la sua economia, in transizione da un’economia pianificata a un’economia capitalista – a tal proposito vi sono state molte riforme nel settore economico della Cina, in primis quelle del settore bancario/finanziario, per non trascurare la riforma delle imprese di proprietà statale – ossia l’approvvigionamento di energia; l’economia in forte espansione e la crescente urbanizzazione stanno aumentando la domanda cinese di petrolio, carbone e gas naturali. L’Africa, sotto questo aspetto, può essere un’ottima opportunità per l’abbondanza delle sue materie prime.

Alla luce del forte aumento della domanda di petrolio prevista per i prossimi anni, l’energia rappresenta al giorno d’oggi la vera ossessione del ‘Dragone’, che, non potendosi assicurare un’autosufficienza energetica, sta costruendo una politica di relazioni e di legami economici e commerciali con paesi ricchi di petrolio. I cinesi stanno incrementando le acquisizioni globali e il finanziamento di progetti in Asia Centrale, in Medio Oriente, in America Latina e in Africa. Per espandere le riserve e la produzione di petrolio, diversificare i fornitori di energia primaria e ridurre il rischio operativo, stanno sviluppando un sistema logistico globale efficace, acquisendo competenze sia di natura tecnica che di natura manageriale. Secondo EIA, nel 2013 il Medio Oriente ha fornito 2,9 milioni di bbl/d (52%). Altre regioni che esportano in Cina includono l’Africa con 1,3 milioni di bbl/d (23%), le Americhe con 562.000 bbl/d (10%), la regione Asia-Pacifico con 129.000 bbl/d (2%), e 736.000 bbl/d (13%) da altri paesi. Arabia Saudita e Angola sono per la Cina le due principali fonti di importazioni di petrolio, e insieme rappresentano il 33% del totale delle importazioni di greggio della Cina.

Così, in cambio di materie prime, il governo cinese inietta miliardi di dollari sui binari africani. Kenya, Etiopia e Nigeria sono fra i tre Stati simbolo della trasformazione in corso. Il “Lunatik Express”, costruito dagli inglesi ai tempi della loro colonizzazione in Kenya, è un lontano ricordo: ora è stato sostituito da Madaraka, treno in grado di percorrere i 450 chilometri che dividono la capitale del Kenya, Nairobi, dalla città costiera di Mombasa in 4 ore e mezzo, la cui realizzazione ha contribuito a migliorare le infrastrutture di questo paese. La China Road and Bridge Corporation per altri 3,6 miliardi di dollari si è aggiudicata anche l’appalto per il proseguimento verso ovest della tratta. Si arriverà, infatti, fino a Kisimu, quasi al confine con l’Uganda.

I primi risultati si stanno già vedendo con la realizzazione del primo treno ad alta velocità dell’Africa occidentale che collega Abuja, capitale della Nigeria, a Kaduna, località settentrionale del più popoloso Paese d’Africa. Convogli capaci di raggiungere i 150 chilometri all’ora.

Ci sentiamo spesso dire che aiutare gli africani a casa loro è impossibile, che è da populisti, per giustificare le scellerate politiche di accoglienza che, fino ad oggi, non hanno fatto altro che portare disagi a livello economico, sociale e di sicurezza all’interno delle città europee. Prima di emigrare, cari benpensanti, esiste il diritto a non emigrare. Una frase troppo clericale per voi, dato che è stata detta da Papa Benedetto XVI? Allora vi rispondo con quest’altro pensiero di Confucio, e che poi fu fatto proprio da Mao Tze-tung (questo dovrebbe piacervi, visto che è ddde sinistra): “Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno, insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita”.