Sono ormai noti i fatti che hanno portato all’annullamento di una cerimonia che, a Cassino, avrebbe dovuto inaugurare una stele (1) in memoria dei paracadutisti tedeschi che, nel corso del secondo conflitto mondiale del XX secolo, si batterono eroicamente nella cittadina laziale. Gli immancabili indignati antifascisti, ANPI in testa, hanno fatto i capricci e le democratiche autorità – prone al diktat antifascista che regola anche gli intestini più pigri (unica funzione positiva che gli si possa riconoscere) – hanno obbedito.

A fronte di quanto accaduto più di una voce si è levata contro l’annullamento imposto, fra le varie quella particolarmente autorevole e carismatica del Generale Marco Bertolini – Presidente dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia (ancora una volta distintasi nel manifestare lo sdegno che gli Italiani seri provano dinnanzi a tutto ciò che offende e ridicolizza l’immagine dell’Italia) – il quale, lo scorso 18 marzo, ha indirizzato una perentoria lettera di protesta al Ministro della Difesa, la piddina Roberta Pinotti, il cui eloquente testo riportiamo di seguito.

Note

(1) Stele voluta dall’associazione degli albergatori della zona in collaborazione con l’associazione dei paracadutisti tedeschi. Un’iniziativa, dunque, non fondata su motivazioni politiche. 

—————————————————

Signor Ministro,

alcuni giorni fa il Generale di Corpo d’Armata Hans-Werner Fritz, Presidente dell’Associazione paracadutisti tedesca, mi aveva avvertito che stava venendo in Italia con un gruppo di associati per una cerimonia a Cassino in memoria dei valorosi paracadutisti tedeschi che vi caddero durante la Seconda Guerra Mondiale. Il Generale Fritz era il mio corrispettivo presso il “COI” tedesco di Potzdam quando io ero in servizio e con lui vennero affrontati molti problemi comuni, tra cui il coordinamento dei nostri sforzi per l’ormai dimenticato ripiegamento dall’Afghanistan, l’alternarsi italo-tedesco al Comando della Task Force a Erbil, ed altre cosette del genere. Ovvio quindi che tra lui e me si creasse una certa familiarità, sfociata in amicizia nel corso del Congresso delle Associazioni Paracadutisti Europee nel 2017, durante il quale ci siamo reincontrati, seppur in vesti differenti da quelle con le quali ci eravamo salutati un anno prima a Erbil.

Probabilmente anche Lei lo avrà incontrato in qualche occasione.

Stamattina, Hans mi ha mandato una mail comunicandomi laconicamente che c’è stata una crescente pressione sulla questione che ha costretto le autorità italiane (non so se locali o nazionali) a posticipare la celebrazione alla quale l’ANPD’I avrebbe ovviamente partecipato con una sua rappresentanza.

Gli ho risposto cercando di esporgli, nei limiti dell’asettico basic-english che sono in grado di utilizzare, i miei sentimenti. Che sono di vergogna profonda.

Le scrivo, quindi, per metterLa a parte della frustrazione di tutta l’ANPD’I e per suggerirLe – anche se certamente ci avrà già pensato – di prendere qualche misura per ribadire ai nostri commilitoni tedeschi, ma non solo, che gli appelli alla sbandierata “difesa comune” europea non sono solo vuote parole. E che non abbiamo dimenticato i doveri che ci derivano dalla nostra appartenenza alla civiltà cristiana, che ha nel culto dei morti, di tutti i morti, e soprattutto dei Caduti, di tutti i Caduti, uno dei suoi più radicali appigli.

Le chiedo anche di valutare se un’associazione come l’ANPI, protagonista di questa bella frittata oltre che di tutt’altro che edificanti manifestazioni di carattere virulentemente politico come quelle che ci ha proposto la cronaca degli ultimi mesi, possa essere confusa con le associazioni d’Arma, avendo anzi contributi finanziari dal Suo Ministero che le altre non possono neppure immaginare.

Distinti saluti

Marco Bertolini  

Lettera del Generale Bertolini

Print Friendly, PDF & Email