Forza Nuova ha atteso prima di pronunciarsi su quanto sta avvenendo in questa fase, ma oggi il quadro, pur nell’incertezza dovuta ai numeri di cui dispongono i partiti in Parlamento, presenta qualche elemento di grande chiarezza: c’è un deep state italiano che resiste e non permette nessuna svolta radicale; si pensi, ad esempio, alla tristemente valida previsione pre-elettorale fatta a Scalfari da Minniti, che parlava di una permanenza al potere del governo uscente.

Fiore, si discute da settimane sui futuri scenari governativi, cosa prevede accadrà nei prossimi mesi?

Impossibile prevederlo con precisione, ma ritengo che Minniti avesse tristemente ragione: non cambierà nulla. Gli sbarchi riprendono, le ONG non intendono fermarsi, le imprese vanno all’aria, l’Italia è sempre più depressa, chi combatte criminalità e caos nella propria città, come Luigi Corò, presidente di un comitato di cittadini a Venezia, finisce per l’ennesima volta all’ospedale senza che i suoi aguzzini spacciatori e criminali vengano toccati. Così come è necessario un fatto sconcertante, come il ritrovamento di poveri resti umani in quel luogo dell’orrore che è l’Hotel House nel maceratese (ancora Macerata al centro di orrori tribali), per tornare a parlare di un territorio su cui lo Stato non ha da tempo alcuna autorità, e non fa nulla per riacquistarla.

Ci sono poi troppe gravi evidenze e successivi segnali sul fatto che i centri sociali si stiano organizzando per dare vita nuovamente a cellule pronte all’aggressione fisica. Chi ha vinto le elezioni non potrà governare, e non solo per una mera questione di numeri, ma perché i poteri forti vogliono l’instabilità permanente. Il quadro è grave, le grandi aspettative di cambiamento sono già scomparse.

Cosa dovrebbe fare secondo lei un Governo che voglia davvero fare gli interessi nazionali?

Non lo dico per campanilismo politico, ma sono convinto che il nostro programma elettorale sia l’unica via d’uscita percorribile: blocco degli sbarchi, con costante pattugliamento nei pressi delle coste libiche, e contestuale espulsione immediata di tutti coloro che non sono profughi e non hanno alcun motivo per stare in Italia; revoca della cittadinanza e conseguente espulsione di chi ne ha usufruito in modo fraudolento, spesso corrompendo funzionari di polizia; azione di forza nel territorio di Castel Volturno per sgominare il quartier generale della mafia nigeriana, con espulsione di tutti gli africani presenti in quella zona e collegati in qualsiasi forma alla mafia; avviare un maxi processo, per reati associativi, a carico delle migliaia di componenti di queste pericolosissime organizzazioni criminali e svuotare le carceri di quel 35% di detenuti non italiani che le rendono invivibili, previo accordo con i Paesi d’origine, perché scontino la pena in patria; un serio e straordinario piano demografico che segua il modello francese di politiche per la famiglia, un reddito alle madri italiane: 650 Euro al mese per il primo figlio, o per il primo dall’entrata in vigore della legge, a cui se ne aggiungono 350 per ogni figlio dopo il primo, senza alcun limite numerico, fino al conseguimento dei diciotto anni.

L’assegno va erogato appena constatato il concepimento della nuova vita – anche prima, quindi del settimo mese di gravidanza, come avevamo previsto in un primo momento nella nostra proposta di legge Reddito alle madri – perché le donne non devono più abortire e lo Stato ha il dovere di intervenire con fermezza per recuperare anche quei 100 mila italiani che vengono uccisi ogni anno. Le famiglie numerose, come afferma del resto anche l’articolo 31 della Costituzione, devono essere tutelate e privilegiate. Tutta la società, e questa sarebbe davvero una sana e necessaria rivoluzione dagli effetti salutari permanenti, deve essere regolata in direzione della famiglia, non degli pseudo-diritti dei singoli o delle minoranze.

Come fare tutto questo senza sfondare i cosiddetti parametri europei?

Facciamo ragionamenti seri. Il debito di 2300 miliardi non sarà mai ripagato e non è lì per questo, ma ha solo la funzione di essere un’arma di ricatto. Non va pagato, ad eccezione dei Bot, non c’è alcuna motivazione morale per farlo. In più, se non si ha il coraggio, come pare, di uscire dall’Euro, va quanto meno avviata una moneta complementare per aiutare i pensionati, dare spinta alla piccola impresa, finanziare il piano demografico, vero e proprio investimento per uno Stato sano, sostenere i più deboli (penso anche ai disabili).  

La moneta a cui mi riferisco (questo potrebbe valere anche per chi, come Lega, centrodestra e 5Stelle, sembra intenzionato a tenere un piede nell’UE e nel circuito Euro, cosa che noi non vogliamo assolutamente) potrebbe essere, intanto, complementare a corso non forzoso, da scambiare con la certezza che lo Stato la accetti per il pagamento di tasse o imposte comunali.

Nei fatti – e al di là di quello che suggeriscono, interessati, FMI e BCE – l’Italia ha urgente bisogno dell’equivalente di 500 miliardi di euro da spendere per:

– piano demografico

– pensioni a livelli decenti e assistenza alle categorie più deboli

– rilancio della piccola impresa

– finanziamento del rimpatrio di immigrati.

Il piano di rimpatrio come potrebbe essere avviato?

Per quanto riguarda il rimpatrio degli africani, che costituiscono la stragrande maggioranza degli individui che si trovano sul nostro territorio illegalmente e che costituiscono materia prima per schiavitù e criminalità, serve fare un accordo con Alitalia e organizzare quattro voli al giorno per Abuja. Sono più o meno mille persone al giorno che tornerebbero a casa loro con il consenso della Chiesa cattolica nigeriana, che si è espressa con forza a favore del rimpatrio e della fine dell’era delle grandi migrazioni. Stesso discorso è stato fatto dal presidente del Senegal, oltre che da ecclesiastici senegalesi, che ha parlato della necessità per la gioventù africana di tornare a casa propria, cosa che porterebbe ad un grande e proficuo sviluppo per l’economia locale.

Oltre tutto, visto che per i regolamenti europei – per inciso, aggirati senza vergogna quando si tratta di aiutare le banche – l’Italia non può dare aiuti alla sua ex compagnia di bandiera, questo sarebbe il modo per risolvere la continua emergenza in cui si trova Alitalia.

Realizzando un simile programma, avremmo in un anno alleggerito enormemente il peso dell’immigrazione, eliminato la mafia nigeriana, aumentato lo sviluppo demografico quasi del 50% passando da 474.000 nuove nascite a 700.000 circa nel primo anno e a 850.000 nel secondo. Le piccole imprese troverebbero un terreno nuovamente fertile, non solo per la maggiore disponibilità economica, ma anche per un rinato senso di fiducia.

In tutti i Comuni vanno costituiti dei comitati popolari anti-droga, anti-stupri, anti-microcriminalità, composti da cittadini che facciano sentire la propria presenza per garantire l’ordine quartiere per quartiere. Non possiamo più avere cittadini soggiogati da violenza, prepotenza, arroganza. Servono comitati civici di uomini e donne che fungano da deterrente e da monito contro il degrado.

Può un governo di centrodestra riuscire ad attuare un simile piano di risveglio e riscatto nazionale?

Vorrei crederci, ma il processo di de-ideologizzazione della politica ha colpito tutti, tranne noi naturalmente. Perché noi facciamo derivare i nostri programmi da un’idea di società e di Stato ben chiara, che ha come matrice e modello una tradizione millenaria; quanto diciamo può essere messo in atto soltanto da una classe politica dinamica e pragmatica, che non faccia compromessi con il cuore e la finalità imprescindibile del progetto: salvare l’Italia.

Siamo pronti a riconoscere ogni passo fatto verso la giusta direzione, siamo e saremo a disposizione di chi vorrà far sterzare la politica verso l’ordine, ma non possiamo concedere patenti a nessuno senza vedere prima i fatti.

L’Italia deve iniziare il cambiamento nei prossimi mesi o, forse, non sarà più possibile. Il deep State italiano farà carte false pur di non mollare la preda. L’ odio verso la Patria di certi settori – finanziari, mediatici, politici – sarà sempre più palpabile e forte; il sistema nel suo complesso è però sempre più debole. Il vento rivoluzionario è entrato nell’Europa occidentale, l’adesione di Jean Marie Le Pen ad APF è uno scossone non da poco per l’area populista. Il vecchio leone vuole indicare chiaramente che, per invertire la rotta, è il momento di lasciarsi alle spalle il populismo e dar forza al nazionalismo radicale; chi ha combattuto in mille trincee per decenni e decenni, mantenendo inalterato lo spirito della propria gioventù, scorge oggi i primi bagliori della nuova aurora.