Di colpo, senza un minimo di preavviso, con uno spot televisivo veniamo informati da Gad Lerner – che parla ex cathedra per conto di chi determina cosa pensare, nonché come e quando farlo – che le razze non esistono più.

Caspita, che bella notizia! Adesso sto proprio meglio, perché ogni volta che mi guardavo allo specchio mi deprimevo nel rendermi conto che appartenevo alla razza bianca.

Se ho ben capito, avrebbero deciso di abolire le razze, alla faccia della realtà, perché finalmente si sono resi conto che c’è troppo razzismo. Era ora!

E’ l’uovo di Colombo (un altro bianco che ha sterminato le razze precolombiane a colpi di morbillo… razzista precursore della guerra biologica): basta abolire le razze e il razzismo sparisce; non solo, sparisce anche l’indicazione antropologica “razza di coglione che non sei altro”.

Per cui, se ho capito bene, i neri non appartengono più alla razza negra, i gialli a quella gialla e noi bianchi finalmente non apparteniamo più alla razza bianca e, stando a quanto prevedono, smetteremo anche di essere razzisti e xenofobi e ci verranno abbonate le crociate e il colonialismo… Che bel passo in avanti.

Certo che, se vogliamo essere seri fino in fondo, sarebbe opportuno informare anche i negri (adesso che le razze sono state abolite, ritengo che si possa riprendere a chiamarli con il loro nobile nome di sempre: negri) e i gialli, e i pellerossa e gli esquimesi, ma anche i biondi ugro-finnici e gli aborigeni, che le razze, su indicazione di Gad Lerner, sono state abolite, perché negri, gialli, ugro-finnici, esquimesi, aborigeni potrebbero anche cadere dal pero e continuare a chiamarci bianchi. Cosa che sarebbe disdicevole principalmente perché diventerebbero automaticamente razzisti, ma anche perché, stando a quanto sostiene Gad, in realtà, non esistiamo, e loro perderebbero tempo a chiamare chi non c’è.

Che una sana pernacchiona spettini il compagno Gad!