Le vanitose di tutto il mondo lo sappiano: più della metà dei prodotti di bellezza usati sul pianeta terra è prodotto in Italia. Cinquecento aziende del nord che creano il 60% del make up mondiale!

Una produzione di eccellenza che supera i 10 miliardi di euro, impiega 4000 addetti (senza considerare l’indotto) ed esporta l’80% di quel che produce.

Si sa davvero poco di questa eccellenza italiana perché i grandi marchi – soprattutto giapponesi, francesi ed americani – ovviamente non desiderano si sappia che quel che è venduto come giapponese, francese ed americano è, in realtà, italiano doc!

Da Lancome a Shiseido, da Dior a Chanel: tutti passano per l’Italia. E’ da noi che si produce il fondotinta che, da solo, fattura 25 miliardi di euro; è italiano il re del mascara, Renato Ancorotti, che controlla un decimo del prodotto del make up più venduto al mondo. Ancorotti è bravo, per carità, ma non è il primo.

In materia di bellezza e di stile l’Italia non si è limitata al grande, ma ha primeggiato anche nel piccolo. Fu un monaco, Agnolo Fiorenzuola che, tra un santo rosario e l’altro, tra un Te Deum e un Vespro, curiosamente si mise a dettare le regole della bellezza della donna del Rinascimento, che doveva avere occhi marroni, capelli biondo scuro, seni turgidi e perfetti, non abbondanti né piccolissimi, mani grassocce e gambe lunghe. Poche speranze per le more dagli occhi chiari; nessuna per le portatrici di reggiseno taglia prima o quinta!

Il primo trattato di cosmetologia è di un altro italiano, Messer MarinielloIl Michelangelo dei profumi è anche lui un connazionale, fiorentino come Michelangelo, e si chiama Renato BiancoCaterina de Medici se lo porterà in Francia e qui Renato sarà l’artefice di una vera rivoluzione: quella degli odori o, se preferite, delle puzze!

Caterina, alla quale avrebbero giovato il fondotinta Lancome prodotto in Italia e il mascara di Ancorotti, tanto per camuffare una pelle giallastra e due occhi bovini ed inespressivi, appena giunta in Francia poco ci mancò che morisse asfissiata… Asma? Broncospasmo? No! Erano gli aristocratici della corte del re che emanavano odori nauseabondi.

Renato Bianco fu messo alle strette dalla sfortunata ma reattiva Caterina, che intendeva sopravvivere in mezzo ai fetori di cortigiani imbellettati che avevano meno voglia di lavarsi che di zappare la terra.

Il buon Dio volle che la Medici portasse sempre al collo delle sfere piene di creme profumate che, avvicinate alle narici appena un francese si avvicinava, le permisero di resistere fino a quando Renato non iniziò a produrre essenze odorose in terra di Francia.

In poco tempo la moda italiana di emanare profumo e non odore pestilenziale travolse la corte e tutti indossarono le benedette sfere. Chi non lo faceva era bandito dalla società che contava e comandava.

Per il momento ci si profumava sullo sporco. Per arrivare a concepire l’idea di pulizia personale dovranno passare secoli, ma almeno Caterina poteva respirare!