Sana Cheema è morta ammazzata, sgozzata dal padre e dal fratello minore. Cosa di più lurido possono udire le mie orecchie!? Chi è così altrettanto lurido da portarci questi selvaggi, ignoranti e la loro legge di morte, la bestemmia della vita, del dono di Dio?
Guardo negli occhi il mio cane: leggo Fedeltà, Dignità, Libertà e Amore, cento, mille palmi sopra dei farisei che mi vendono per denaro, dei fedeli di un dio pagano che predica la morte; che non rispetta il ventre che lo generò.
La donna è il mio simbolo dell’Amore, della Famiglia cristiana, della Libertà. La chiamammo donna, ma avremmo potuto chiamarla Amore senza mutarne il significato.
Voglio invitarvi a cogliere il significato valoriale della donna, al quale gli italiani dovrebbero orientare il sistema legislativo e previdenziale. Gli italiani, ma tutti gli europei, perché l’Europa è l’unico continente ad avere vissuto la Rivoluzione Cristiana, che ci ha dato il principio dell’Amore per il Prossimo. Le stesse Costituzioni degli Stati sociali sono figlie di questo principio, che ha permeato le nostre identità. Non lo è la legislazione dell’Unione europea, ma dovrebbe esserlo.
Nelle società che non sono state toccate dalla Rivoluzione Cristiana e dove meno è cresciuta la civiltà, si riconoscono alla donna ruoli limitati alla procreazione e alle cure domestiche della famiglia. In generale, le si riconosce un ruolo sussidiario e subalterno rispetto all’uomo, una via di mezzo fra la fattrice, l’amante e la badante. Quelle donne sono come un roseto, i cui bocci non si schiudono mai.
La discriminazione nei confronti delle donne, ancora oggi, trova la sua massima espressione in quella non-religione che è l’Islam. Si chiamava Allah uno dei 360 dei pagani adorati a La Mecca prima di Maometto. Allah si legge, è incartato nel Corano. È un dio pagano, violento e vendicativo. Islam significa letteralmente “sottomissione” del fedele ad Allah. Le donne vi sono considerate esseri antropologicamente inferiori e schiave sessuali che valgono la metà dell’uomo.
Non è così per mia madre, mia figlia, la mia donna. Non è così per le tutte le “mie” donne italiane.
Rozza persona colei che calca le istituzioni della Cristianità coprendosi il capo, coprendo il simbolo dell’Amore cristiano, della madre della vita, della regina della famiglia, alle fondamenta della società.
Rozza persona colui che calca il trono della Cristianità coniugandosi con l’infedele.
Raccolsi un giorno un moribondo, amputato terribilmente. Disse con gli occhi al cielo: “Mamma!”. L’hai detto anche tu, Sana? Prego per te la preghiera di Gesù: Padre Nostro!