In Africa si tagliano i genitali femminili, si appiattiscono i seni delle ragazze per renderle meno femminili, si fanno quasi morire di obesità le donne perché, in talune regioni, una bella moglie è una moglie tanto grassa da non poter camminare.

L’Africa è il continente dei bambini soldato e dei bambini stregoni, abbandonati come cani perché accusati di portare male.

In Africa si dà fuoco al volto delle donne per poi schiavizzarle nel mercato della “carità”.

In Africa si mangiano i pigmei e gli albini.

In Africa si vendono le proprie figlie agli stregoni.

Pochi sanno che in Africa malati di mente ed epilettici non hanno destino migliore: incatenati agli alberi per tutta la vita o, nelle città, liberi e nudi.

Nudi come animali perché nemmeno il diritto ad una veste viene loro concesso e liberi di morire di fame in mezzo alla spazzatura.

Gregoire Ahongbonon è un grande africano e, come tutti i grandi africani, è rimasto in Africa a salvare la sua gente, la più disperata, quella che, malata di mente o di epilessia, viene imprigionata, quella a cui si tira il cibo da lontano o si picchia perché il diavolo fuoriesca da corpi già martoriati, da menti devastate.

Un ex meccanico del Benin, Gregoire, è venuto in Italia, ma non per chiedere il pocket money, lo stipendio o una accogliente camera d’albergo con wifi, ma un aiuto per i suoi poveri.

Ne ha liberati, da catene e ceppi, già 1500, sacrificando trent’anni della sua vita per loro. Il percorso da fare, spiega Gregoire, è ancora lungo, ma mi pare che lui, a differenza dei suoi connazionali “migranti”, abbia indicato una strada, luminosissima!