Cinque anni fa, ad Atene, un ragazzo di sedici anni è morto di fame. Non se ne è accorto nessuno dei “giornaloni” del mainstream e neppure delle Ong affamate di foto di migranti morti in mare!

Nel Paese dove è nata la nostra civiltà, il 21% dei bambini non muore di fame, ma non è nutrito a sufficienza e deve ricorrere agli alimenti offerti da Alba Dorata.

Nelle scuole greche si sviene in classe… e non per la paura dell’interrogazione, ma per la scarsa alimentazione.

Gli insegnanti riportano che i ragazzini greci non dicono di aver fame, ma di aver dimenticato a casa la merenda o il pranzo… miseria e orgoglio che rendono ancora più amara l’agonia di un popolo fratello.

Nel campo profughi di Ritsona i greci si mettono in fila per farsi dare gli avanzi di cibo che le Ong portano ai migranti e ad Atene è triplicato in poco tempo il numero dei senzatetto. Nella Grecia della Troika il 60% dei bambini non è stato vaccinato ed un greco su tre dichiara di non avere la possibilità di curarsi.

La Germania, caritatevole quanto basta, nel 2017 ha negato di poter rivalutare i debiti della Grecia. È ovvio che un Paese che muore di fame si acquista con poco!

In Grecia si va all’altro mondo perché non ci si può curare, ma anche perché si è disperati: il numero dei suicidi negli ultimi tre anni è aumentato del 36%, la mortalità infantile del 4% e le malattie croniche del 25. Sono due milioni e mezzo i greci che non hanno assistenza sanitaria e il Paese si sta svendendo anche le isole: tirate fuori 3 milioni di euro e vi comprate Gaia, nel mar Ionio.

Il Qatar ha fatto shopping acquistando, tra le altre cose, sei isolotti, mentre Tsipras ha concesso ad una insaziabile Germania i diritti di gestione di 14 aeroporti. Non paga, la Germania sta esportando in Grecia tutto l’esportabile ed ha alzato al 60% la sua partecipazione nelle quote della compagnia telefonica dello stato ellenico, Ote.

Pochi giorni fa Atene ha deciso di vendere anche la quota di maggioranza di Hellenic Petroleum.

Sono comunque le persone “normali” a vivere più drammaticamente la crisi. Una crisi voluta, anzi programmata a tavolino con la complicità di politici quantomeno inadatti.  Lo Stato greco oggi sfratta dalle loro case i suoi cittadini per venderle agli stranieri. Il gioco è semplice: la Grecia concede il  permesso di residenza a chi faccia un buon acquisto immobiliare. Col permesso di residenza, la possibilità di muoversi liberamente negli Stati ”Schengen”. Se si investono appena 250mila euro comprando una casa si può usufruire della preziosa, ambita concessione e non si deve nemmeno cambiare residenza. Se la si cambia, dopo sette anni si ottiene la cittadinanza.

Cinesi e russi si sono tuffati nel mare greco! Le case si vendono a poco o a pochissimo e a vendere sono spesso le banche e non direttamente i proprietari. In poco tempo le richieste dei cinesi sono cresciute del 200%. Le abitazioni non costano più nulla, ma, ecco il trucco, le banche pretendono i medesimi soldi. La soluzione? Perdere tutto o suicidarsi.

Tanti greci hanno scelto entrambe le cose: avendo perso tutto si sono suicidati! È la cura europea, signori!