Nessuno poteva prevedere il grande clamore, la sincera, palpitante emozione che con la sua piccola vita Alfie ha saputo suscitare nelle ultime settimane. Milioni di uomini e donne, soprattutto donne, si sono appassionati ad uno scontro in cui la piccola e “insignificante” vita di Alfie ha messo in crisi giudici, chiese, media e medici.

Tutto ha ruotato attorno all’idea centrale di vita e al valore della stessa: vale la pena spendere il denaro della National Health per una vita compromessa? Vale la pena spendere soldi, suscitare clamore per una vita che il giudice Hayden ha definito “futile”? E infine: si può “nel miglior interesse del figlio” (e cioè la sua morte!) togliere la tutela del bambino ai genitori?

Il giudice Hayden, personaggio tristemente emblematico perché splendido e illuminato difensore dell’idea di adozione di bambini da parte di “famiglie” gay, dell’utero in affitto e dei diritti della comunità LGBT, impedisce non solo che Alfie venga portato in Italia, ma anche che torni a casa per paura dei dimostranti fuori della clinica… Ma Alfie, l’insignificante Alfie, si ostina ad essere un problema perché:

  • non muore quando giudici e medici avevano deciso che morisse;
  • il nostro Ospedale Bambin Gesù si assume la responsabilità di occuparsi di lui, dimostrando che ci sono Paesi più civili di quello britannico – da troppi anni ormai la Sanità inglese ha perduto il suo glorioso primato di civiltà – pronti a lottare fino in fondo per difendere la piccola vita di Alfie, insidiata da una malattia ad oggi sconosciuta;
  • l’amore capace di suscitare quella vita futile si rivela enorme e moltiplica le preghiere, i sacrifici, i piccoli scioperi della fame.

E ancora la sacrosanta rabbia, la passione, la dedizione dei giovani genitori attraversa città, nazioni, fino a diventare un fatto mondiale.

Il popolo cristiano supera nella difesa di Fede e Vita una regina che dovrebbe essere capo di una chiesa (muta la sua chiesa e muta la regina) e la stessa nostra Chiesa Romana, che non ha certo brillato per ardore, se solo il Papa avesse acconsentito alla “spregiudicata” richiesta del padre di andare a trovare Alfie sarebbe stato ribaltato in un colpo solo il corso di 500 anni di storia anti-romana… ma così non è stato. Tuttavia, milioni di donne e uomini gettano nella spazzatura le decisioni del sinedrio e dei sinedristi: Alfie va in cielo, e ormai in milioni si sono convertiti alla Vita.

Non preoccupiamoci, è proprio questa l’impronta della Provvidenza nella storia: sono spesso i popoli e i loro piccoli eroi a imporre i cambiamenti di rotta.

Alfie, britannico – ma di sangue irlandese, Liverpool è città in gran parte irlandese e cattolica – ha ottenuto l’affetto e la solidarietà degli italiani anche attraverso la voce di due democristianotti, non certo conosciuti per il loro coraggio, come Alfano e Gentiloni (a loro questa volta va il nostro plauso). E poi come non menzionare gli indomiti polacchi: milioni in Polonia sono stati coinvolti in quest’onda emozionale.

E ancora: come non notare che la mano della Provvidenza abbia voluto che questo bambino nascesse e morisse a cavallo fra Irlanda ed Inghilterra, in un momento in cui l’Irlanda sta subendo l’ennesimo assalto alla vita, con l’ennesima proposta di un referendum sull’aborto?

La potente energia del mondo femminile, sprigionata dal caso Alfie Evans, procederà anche nella difesa della vita a Dublino e ridisegnerà, nella coscienza dei popoli, i veri confini invalicabili della vita, allargando le braccia delle madri, le braccia della Madre, a tutti i bambini che vengono al mondo con deformazioni, handicap o malattie terminali.

Il giudice Hayden ha deciso che tutte queste vite sono futili e costose. Le preghiere levatesi al Cielo a milioni hanno detto il contrario. E Alfie ci ripagherà con le sue preghiere da lassù. Quelle preghiere dal Cielo salveranno il mondo.

P.S. Apprendo adesso della molto sospetta somministrazione di farmaci che ha preceduto il decesso del piccolo, sembra certo che il bambino non sia morto solo per la rimozione dei sostegni vitali; se Dio ha permesso questa ennesima crudeltà dei sinedristi, lo ha fatto certamente per un bene molto più grande. Prega per noi, piccolo Alfie, e per i tuoi assassini!