La notizia, ovviamente definita “shock” dai media, viene da Treviglio e più precisamente dalle scuole locali. Un opuscolo sull’educazione stradale destinato agli studenti delle medie spiega che la razza bianca sopporta meglio l’alcol di altre. L’affermazione, ci dicono, avrebbe “fatto sobbalzare gli insegnanti” e i media politicamente corretti si indignano, attività ormai inscindibile dal loro lavoro – ma teoricamente la loro funzione una volta non era quella di informare obiettivamente lasciando al lettore il giudizio?

Il comune è “desolato”. La vice-sindaco locale si scusa dicendo che non potevano mettersi a leggere tutte le pagine dell’opuscolo, ma che ovviamente “prendono le distanze da quella frase”, anche se scritta “in buona fede”. Naturalmente verrà presto stampato un nuovo opuscolo “corretto”, in senso democratico, antirazzista e ugualitario, supponiamo. Prendiamo le distanze dalla verità, insomma.

In effetti l’opuscolo illustra ai ragazzi l’effetto degli alcolici sull’organismo umano da un punto di vista scientifico e medico e spiega che la stessa quantità può essere tollerata o meno a seconda dei casi: se si è grassi o magri, giovani o adulti, maschi o femmine, di una razza o di un’altra, se si beve durante o fuori dai pasti, se la gradazione è più o meno alta. Ma cosa saranno mai la scienza, la medicina, la verità oggettiva a fronte dell’ideologia del politicamente corretto dei democratici? Non è forse dai tempi dello stalinismo che si è stabilito dogmaticamente che la genetica è solo una pseudoscienza borghese? Per di più l’opuscolo spiega che “il fegato della donna ha una minore capacità di metabolizzare l’alcol” rispetto a quello dell’uomo. Quanto impiegheranno media, insegnanti, autorità scolastiche e comunali a condannare anche questa affermazione, che oltre a essere pesantemente sessista e antifemminista è implicitamente discriminatoria verso i fegati di omosessuali, transessuali, bisessuali e affini? Dopo tutto, se uno vuol diventare donna, non gli tagliano mica il fegato. Ma del resto, lo hanno già spiegato che in comune non hanno il tempo di leggersi tutte le pagine dell’opuscolo. Caso mai, se gli insegnanti sobbalzeranno e i media si indigneranno di nuovo, lo faremo ristampare per la terza volta!

Intanto, la società che ha redatto l’opuscolo si difende spiegando che si è rifatta a ricerche dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma, e allora l’assessore del comune scende sul sentiero di guerra: «Chiederò formalmente anche all’Istituto superiore di sanità di stralciare la frase relativa all’etnia e specificamente alla razza bianca», come se la ricerca, lo studio e la verità medico-scientifica dipendessero dal politicamente corretto di un singolo assessore comunale.  

Ormai, il principio guida dei democratici politicamente corretti è “se i fatti non corrispondono alle nostre teorie, tanto peggio per i fatti”. Nessuno osa neppure pensare di prendere in considerazione la pura e semplice verità scientifica. Tanto per fare un esempio, basta andare su google per trovare che “gli asiatici tollerano l’alcol meno degli europei” a causa di una diversa presenza di un enzima nel fegato: “La concentrazione di alcol-deidrogenasi varia, infatti, da popolazione a popolazione e da individuo a individuo. Nelle popolazioni europee (razza caucasica) la percentuale di persone che non riescono a smaltire rapidamente gli effetti di una sbronza varia tra il 5 e il 20 per cento. Nelle etnie orientali (per esempio i giapponesi, i nativi americani, gli inuit), la percentuale sale invece al 90.” Anche sul piano storico, è risaputo ad esempio che gli alcolici hanno inflitto ai nativi pellerossa danni ben più gravi di quelli provocati dalle armi: le tribù potevano procurarsi fucili come quelli dei bianchi, ma non cambiare la propria natura genetica. Differenze etniche simili si registrano anche per altri aspetti, per esempio la digeribilità o meno del latte: un alimento quasi sempre digeribile per la maggioranza degli europei, ma molto meno adatto alla quasi totalità dei cinesi.

Non sarebbe vantaggioso per tutti essere informati sull’opportunità o meno di consumare certi cibi piuttosto che altri? Dov’è il problema se prendiamo atto che le diverse etnie è bene che seguano diete diverse a seconda della propria genetica e selezione naturale nei millenni?

No, in fondo il problema è che le razze, le etnie, i popoli, non esistono perché, semplicemente, non devono esistere.  Lo hanno deciso i poteri forti, i padroni dei media, gli stregoni della globalizzazione e del politicamente corretto, la moda ideologica, i politici che varano le leggi speciali e che fanno gli assessori.  Riconoscere le differenze significa ammettere l’esistenza delle razze e magari delle loro suddivisioni ulteriori, in popoli e nazioni radicati in determinati territori e con usi e costumi diversi – e si corre il rischio di capire e quindi rispettare il legame di un popolo con la sua terra e con le sue tradizioni, persino quelle alimentari. Si corre il rischio di capire che se le diverse etnie si mescolano e si invadono a vicenda i problemi non si risolvono, ma al contrario si moltiplicano e si aggravano fino a esplodere. In altri termini: le etnie esistono in natura e quindi le ha volute Colui che la natura l’ha creata. Un mondo che nega l’Ordine naturale – le razze, i popoli, l’amor di patria, la famiglia tradizionale, l’essere maschile o femminile, le gerarchie sociali naturali – non può che essere un mondo impazzito, un mondo che si ribella al proprio Creatore! Un mondo che prima ancora di sprofondare nel caos trova il modo di impantanarsi nel ridicolo, come in questo caso. Ridicolo, perché si tratta di un potere impotente: un potere che vieta un opuscolo, ne impone il ritiro o la modifica, nega le differenze di fatto ma non potrà mai cambiare la natura delle cose che resterà sempre la stessa.

Certo, di fronte a un sistema politico-culturale orwelliano come quello che stanno edificando i nostri nemici sembra non esserci molto da fare: anche il proclamare la verità o il semplice buon senso appare inutile, quando i detentori del potere sono loro stessi a essere totalmente ubriachi di politicamente corretto ad altissima gradazione, bevuto in quantità esagerate, e sono del tutto privi di enzimi capaci di smaltire la sbornia ugualitaria. Certi alcolizzati quando crollano a terra nel loro stesso vomito, non vogliono neppure essere aiutati a tornare a casa e non si riesce a risollevarli. Allora in certi casi, non ci resta che farci una fragorosa risata e consolarci con un bicchiere di vino o di birra. Tanto siamo bianchi e lo reggiamo meglio degli altri!