È passata in questi giorni nel Consiglio Regionale della Lombardia la mozione che potrà dar giustizia a Sergio Ramelli, giovane militante del Fronte della Gioventù che il 29 aprile 1975 venne assassinato davanti al portone di casa a colpi di chiave inglese.

A seguito di questa mozione, non sono mancate le critiche, le più rilevanti quelle del Partito Democratico, che, in maniera molto pacata, ha tentato di velare la matrice politica che ha strappato la vita a Ramelli ed a tanti altri ragazzi come lui.

Tuttavia, con grande orgoglio, a seguito di tale mozione si potrà ricordare Sergio Ramelli e tutte le vittime dell’odio comunista degli Anni di Piombo dentro le mure scolastiche.

Anni di commemorazioni nel nome di Sergio e di ragazzi che come lui combattevano per un’idea politica semplicemente diversa da quella prediletta dal sistema vigente, sono servite a riaccendere un fuoco che in questi anni hanno sempre tentato di spegnere, e che ora come non mai tornerà ad ardere.

Il ricordo attraverso le letture, le canzoni, i racconti ha riportato giustizia ad una storia crudele e sinistra, da sempre tenuta nascosta, perché la morte di Sergio non poteva essere paragonata ad altre: la sua morte importanza non ne aveva, poiché uccidere un fascista non rappresentava un crimine.

Lanciamo un grande appello al MIUR chiedendo che la storia di Sergio Ramelli non venga ricordata solamente in Lombardia, ma che venga implementata nelle letture scolastiche di tutta Italia.