Nuntio vobis gaudium magnum!

La Troika (il mix di rappresentanti della Commissione Europea, del FMI e della BCE) è tornata esattamente da dove era venuta, dopo aver “rimesso in sesto” i conti pubblici ellenici.

Quando pose il suo delicato piedino in Grecia, per il trattamento d’urgenza, il rapporto debito/PIL era del 146%; dopo… del 180!

L’efficiente “organismo” ha curato il paziente glicemico greco rimpinzandolo di glucosio e prescrivendogli stretta sedentarietà. Geniale!

Tutti seduti sul sofà, considerato che Atene ha visto evaporare nel nulla 200.000 posti di lavoro nel pubblico impiego.

La Troika, però, ha pensato che il pavimento poteva ben sostituire il divano… e il divano di famiglia se l’è portato via: è cresciuto del 350% il numero di coloro che hanno dovuto rinunciare ai beni creati dal lavoro dei familiari.

Dovresti ereditare il sopracitato sofà? Spiacenti, non è possibile. Perché? Perché, caro cittadino greco, ti impongo tali tasse di successione che ti converrà regalarmelo il divano. Tanto tu che ci fai? C’è il pavimento! Sei greco? Fai lo spartano!

E così per case, campi, negozi. Tutto fagocitato da papà Stato, che ora frequenta una poco di buono chiamata Troika (e ringraziamo Zeus per quella “k”).

Come si sa, le troike non sono madri di famiglia e in Grecia la mortalità infantile è salita del 50%.

Non va meglio agli adulti, che preferiscono il suicidio ad una Troika in casa: 10mila si sono ammazzati in cinque anni! Una nazione di undici milioni di abitanti, con mezzo milione di bambini poverissimi, il 30% di disoccupazione, 400 euro al mese di retribuzione media, sanità pubblica allo sfascio.

Theodors Giannaros, direttore dell’ospedale di Atene, per questa ragione dichiara di vergognarsi d’essere europeo! Diecimila morti, denuncia, significano la sparizione di una città di medie dimensioni. Nessuno ne parla!

La tecnica del FMI per sterminare senz’armi popoli e nazioni è di una semplicità disarmante. Per “risanare” i conti di uno Stato, la prima pasticca prescritta si chiama austerity, cioè il massacro della sanità e delle pensioni. La seconda medicina si chiama prestito. I prestiti però debbono necessariamente essere garantiti. Da cosa? Dai beni pubblici! Ecco perché la Grecia “troikizzata” non possiede più porti né aeroporti e ha dovuto privatizzare le reti di servizi.

Le troike costano e la terra degli Dei ne ha trovata una infaticabile e onerosissima, che ragiona così: allo Stato concedo tassi di interesse non usurai solo se “i conti pubblici sono in regola”Ma se uno Stato è in difficoltà è ovvio che i conti pubblici in regola non possono esserlo!  Se non lo sono neanche un po’, la Troika fa ingoiare la seconda pillola di austerity e dispone l’ulteriore demolizione dello stato sociale.

Poi impone tasse folli e propone l’arrivo di investitori stranieri, che, però, vanno corteggiati e ingolositi. Come? La Troika ci ha già pensato. Ha la fila sotto casa, come ogni Troika degna di questo nome: una fiumana di lavoratori disperati disposti a tutto e garanzie sociali ridotte a niente. Gli investitori arrivano. Gli schiavi hanno la loro ciotola di riso.

La Grecia era una casa con qualche crepa. È passata la Troika e ne ha fatto, coerentemente, un bordello.