Ma come si fa, in tema di immigrazione e accoglienza, a tifare per il cosiddetto “modello Riace”?

I sostenitori di tale idiozia dicono più o meno che «Riace era un paese morto e con  l’integrazione dei clandestini  – di questo trattasi – nel tessuto di quel paese ormai disabitato, questo è risorto».

Bel capolavoro: un paese italiano riportato in vita con la presenza di chi italiano non è e che tra una decina d’anni, forse meno, accamperà, ovviamente (a causa di quel sindaco disgraziato e dei suoi sostenitori), diritti che italiani non sono.

Quei clandestini che stanno ripopolando Riace veicolano usi e costumi (cultura, tradizioni, spiritualità) profondamente diversi da quelli che per secoli hanno animato quel paese.

Quegli usi e costumi diventeranno, col tempo, consuetudini e poi diritto, trasformeranno così un paese italiano in una enclave profondamente straniera in territorio italiano, cosa che attirerà un sempre maggior numero di stranieri,  proprio come è avvenuto in Jugoslavia, ove una politica demente dell’UE ha permesso che in territorio serbo cristiano si impiantassero enclaves bosniache musulmane… sappiamo com’è andata a finire.

Quanti paesini si sono spenti in Italia dall’unità politica ad oggi? C’era proprio bisogno di attaccare Riace alla spina dell’immigrazione clandestina per mantenerlo in vita? Come si fa a non prevedere quel che Riace diventerà ? Si fa, si fa! Quando si è imbecilli oppure in malafede (o entrambe le cose), si può fare ogni danno.

Non si pensi che quel paesino non sia noto a chi dell’immigrazione clandestina ha fatto un’attività strategica per cambiare i connotati all’Italia e all’Europa : i Soros e i loro accoliti, ossia coloro che operano per creare un mercato globale dove ogni individuo umano è disperatamente azzerato e annullato nella propria identità (da quella etnica a quella sessuale); per non parlare dei padrini dell’Islam militante e jihadista che operano per il lebensraum spirituale del loro credo.

Quel paesino  è stato il tentativo di creare un “cavallo di troia” e ha costituito la cartina di tornasole che ha dimostrato quanto una buona fetta di italiani e di europei sia bollita, ovvero pregna di mentalità immigrazionista, capace di indurre alcuni a favorire la sparizione del proprio popolo: le assurde politiche immigrazioniste e le patetiche manifestazioni anti-razziste promosse dai progressisti sono la dimostrazione lampante di come a questa parte politica non importi nulla dell’Italia e degli italiani, nonché la certificazione del loro totale asservimento alla UE, il cui scopo è proprio quello di eliminare le sovranità e le identità nazionali.

Stiamo attenti, perché quel sindaco, oltre ad essere un amministratore locale che ha gestito le finanze pubbliche in maniera disordinata ed opaca (favorendo, tra l’altro, matrimoni combinati ed illegali), è soprattutto lo strumento di una bieca strategia di infiltrazione e occupazione sottotraccia del territorio. Stiamo attenti alle emulazioni da parte di altri sindaci in preda al delirio da accoglienza modaiola.