Con le decisioni prese dalla Corte di Giustizia Europea contro la Polonia [e con la più recente presa di posizione contro l’Ungheria Ndr] una cosa sta diventando ogni giorno più chiara: l’UE è la corsia veloce che conduce sulla strada dell’antica Atene. Non, però, l’Atene della tanto decantata democrazia idilliaca, perché, come scrive Tucidide, nella realtà Atene ha edificato la sua democrazia su un impero colonialista.

COSTRUIRE L’IMPERO

Dopo aver sconfitto i persiani a Maratona e a Salamina, la missione di Atene appariva ora quella di liberare anche le sue ex colonie ioniche. A tal fine si formò una lega sull’isola sacra di Delo nel 478 a.C., conosciuta appunto come Lega Delica. La Lega si finanziava mettendo in comune le risorse delle città aderenti. Nel giro di 20 anni, la Lega si era trasformata in un impero ateniese che minacciava i propri membri di privazione del diritto di voto, ne confiscava le finanze, invadeva gli Stati che opponevano resistenza e li obbligava a “piegare il ginocchio” di fronte ad Atene. Riconoscete lo stile? La sola differenza, per ora, è che in Europa l’UE cerca di ottenere lo stesso potere con mezzi legali e giudiziari. È ironico come questo periodo imperialista coincida con la democrazia ateniese, vista come il modello storico d’oro per le nostre democrazie contemporanee.

FINANZIARE LA PROPRIA CONDANNA A MORTE

Se la storia dovesse ripetersi, il fine dell’UE apparirebbe decisamente interessante. A dispetto dello sviluppo tecnologico e di una superficiale convergenza culturale, le profonde differenze tra i popoli europei, che costituiscono l’essenza stessa dell’Europa, sono troppo forti per permettere un consolidamento della UE. Fu solo dopo aver piegato Nasso (471 a.C.) e Thassos (465 a.C.) che Atene cominciò veramente a dominare e a trasformare gradualmente tutti gli ex stati membri in colonie fiscali, amministrative e militari di Atene. Città già indipendenti ora venivano tassate direttamente, “ambasciatori” curavano gli interessi ateniesi, guarnigioni ateniesi erano dislocate all’interno o nei pressi delle città della Lega per mantenere il controllo effettivo sugli stati “membri”. Ironicamente, questi membri avevano finanziato la propria condanna a morte. I loro contributi, sia in denaro che in navi, erano usati per metterli sotto pressione perché si allineassero agli interessi di Atene. Simili pratiche sono facilmente riconoscibili nella UE di oggi.

UNIONE EUROPEA: L’IMPERIALISMO CHE SOSTITUISCE LA DEMOCRAZIA

Lo stesso processo si sta verificando oggi nell’UE. In ogni capitale un rappresentante della UE controlla attentamente il bilancio nazionale. Contemporaneamente, i contributi alla UE divengono sempre meno volontari. Ci sono rappresentanze diplomatiche della Comunità Europea, istituzioni, musei, università, che ci raccontano la favoletta della buona Unione Europea mentre questa sta già sviluppando un suo esercito e, cinicamente, Frontex appare come un primo embrione di una marina europea. Si discutono meccanismi per la tassazione diretta dei cittadini degli stati membri, per un codice civile e penale unificati. Certo, al momento si tratta di processi ancora agli inizi e, per ora, a carattere volontario. Si tratta di un metodo ben collaudato, nel commercio come nella politica: si inizia con una offerta libera, per poi far pagare a caro prezzo alla massa assuefatta il rimanente, necessario per continuare a utilizzare il regalo iniziale.

SI ESIGE APERTAMENTE LA SOTTOMISSIONE

Gli ultimi passi riguardano le azioni intraprese contro Polonia e Ungheria, ma in subordine anche contro Repubblica Ceca, Slovacchia e Austria. Si tratta dell’imposizione forzata della visione del mondo della UE alle stesse fibre sociali dei vari stati nazionali. Ancor più che nella sostanza del litigio con la Polonia, il problema sta nel linguaggio intimidatorio adottato. La minaccia di privare i dissidenti del diritto di voto è solo un esempio. Lo abbiamo già visto prima: nell’impero ateniese. Questa entità, l’Unione Europea, è un imperialismo che si ritorce contro i suoi stessi stati membri. Molti di loro, non possono o non osano fare nulla al riguardo. Gli stati membri vengono dissanguati dei loro talenti e della loro volontà, la loro stessa struttura politica è stata riorientata verso Bruxelles. Ancora una volta, stati membri di una “lega” hanno finanziato la propria condanna. Ungheria e Polonia sono le nuove Nasso e Thassos. Curiosamente, il periodo del primo impero ateniese coincide con quello esaltato come nascita della moderna democrazia. La nostra era democratica sembra amaramente coincidere proprio con una riedizione di un imperialismo tanto oppressivo.

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