Nessuna novità: Roma piange ed Atene è nella disperazione, ma né i nemici di Roma né quelli di Atene sono solo oltre confine. I due popoli che hanno fatto la storia d’Europa e del mondo, i propri nemici se li sono allevati nell’aia di casa.

Un governo rosso, quello greco, che, esattamente come quelli italiani del passato (il presente è troppo giovane per esser giudicato), ha in odio la propria cultura e la propria gente.

Notizie della vicinissima Grecia i mass media italiani non ne danno quasi più, ma la questione del nome della Macedonia, pressoché sconosciuta in Italia, è esemplare ed eccezionalmente simbolica.

Il popolo greco vuole che la Macedonia cambi nome: si tratta, infatti, di un furto e quando c’è un furto non solo c’è un ladro, ma pure un bottino. Di cosa si è impossessata Skopje, col placet dei compagni greci? Di un’identità culturale che è esclusivamente greca! Esiste la Macedonia, ma è greca da almeno tre millenni.

Non esiste, invece, e non è mai esistita un’identità macedone diversa da quella da sempre identificata nella parte settentrionale della Grecia con capoluogo Salonicco.

Non esiste né è mai esistita nemmeno un’etnia macedone. Non vi è traccia, nei secoli, di una lingua macedone.

Le rivendicazioni di Skopje sono storicamente infondate e basate sulla strenua volontà dei nemici della civiltà di annientare la Grecia, che della civiltà è stata fondatrice, maestra e faro.

D’altronde, se ogni popolo ha alla stessa maniera contribuito all’evoluzione della civiltà, diventa logicamente quasi accettabile il tentativo di amalgamare le etnie, le culture, le razze: laddove non c’è differenza perché ci dovrebbe essere distanza?

Però le differenze, le disuguaglianze ci sono state e ostinatamente rimangono, e l’attuale forzata coabitazione, anziché annullarle, le evidenzia, le accentua con la spietatezza propria dell’oggettività: un brutto appare inguardabile se accostato ad un Alain Delon!

Un boomerang imprevisto persino da Soros e dai suoi servi!

È per questo, per l’ostinatezza della verità, che suona folle, quasi perverso, il tentativo di occultarla come vorrebbe Skopje, che ora “mette le mani” su Alessandro Magno, lui greco che più greco non si può, lui che portò la cultura greca ai quattro angoli del mondo, lui che ebbe come maestro Aristotele!

L’attuale governo di Atene, nemico giurato della Grecia, è complice nel tentativo di farne uno slavo, parlante una qualche lingua barbara… che soddisfazione per questi apolidi, traditori del loro stesso sangue, poter dimostrare l’impossibile, anche a costo di gettarsi a capofitto nel ridicolo!

Che gusto poter rinnegare se stessi in nome del nulla! Si chiama mondialismo ed è una forma estrema di demenza.

In Grecia sta dilagando, ma forse troverà un argine inatteso: si ribellano i ragazzi delle scuole, quei diciassettenni a cui i comunisti hanno concesso il voto credendo di averli dalla loro.

Sono proprio i giovanissimi che, sorprendentemente e strenuamente, si stanno battendo per non regalare il nome della Macedonia a chi non ne ha diritto.

Spero saranno ancora loro a dire di no al tentativo del governo, altra notizia accuratamente occultata in Italia, di uccidere la Grecia cancellando la croce dalla bandiera.

Senza croce, finalmente un bel vessillo a strisce azzurre e bianche, perfetto da issare sullo stabilimento balneare di un qualsiasi mare…

Se non c’è più il mare nostrum, perché dovrebbe ancora esistere quello su cui ha navigato Pitagora per andare a Crotone? Il mare di Ulisse e quello a cui guardava Archimede.

Terra senza storia e mare senza ricordi … così Alessandro potrà tranquillamente essere slavo, sempre che i greci lo permettano!

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