L’Operazione Groza è stato il presunto piano d’attacco di Stalin per invadere l’Europa nell’estate 1941 o massimo 1942. Fu scoperto dai servizi segreti dell’Asse probabilmente nel 1940 o all’inizio del 1941, analizzando alcune manovre sullo scacchiere russo.

Una di queste è il cambio delle leggi che fissano l’età della coscrizione, innescando un meccanismo che produsse un netto aumento della forza militare sovietica.

Questa specifica legge sulla mobilitazione consentì all’Armata Rossa di aumentare il suo esercito da circa 2.000.000 di uomini nel 1939 a 5.100.000 nella primavera del 1941, il tutto segretamente per evitare di allarmare il resto del mondo. Furono redatti pure diciotto milioni di riservisti.

Anche l’esercito era disposto in modo strategicamente illogico: c’erano concentrazioni di truppe offensive in due zone avanzate in territorio nemico, illogico per una guerra difensiva, perché se subisci un attacco rischi di cadere immediatamente in una sacca (come di fatto è avvenuto nelle prime fasi dell’Operazione Barbarossa).

Inoltre il Mar Nero, con i suoi porti e l’accesso al bacino carbonifero del Donbass, sono poco difesi. Dal punto di vista difensivo siamo all’assurdo, ma guardando la situazione dal punto di vista offensivo c’è un senso.

Ad esempio a Sud, dove è concentrata una grossa parte dell’Armata Rossa, passa l’oleodotto che porta il petrolio dalla Romania alla Germania.

Del resto consideriamo la situazione nella prima metà del 1941: Italia e Germania sono impegnate contro il Commonwealth britannico, l’America ufficialmente è neutrale ma già sta rifornendo di ogni ben di Dio l’Inghilterra. Questo vuol dire che Albione non si arrenderà mai ed i bombardamenti sulle città del Reich e dell’Italia aumenteranno; agli italogermanici non resta che prepararsi all’invasione dell’isola britannica, con tutte le forze disponibili (Operazione Leone Marino).

Per Stalin sarebbe l’occasione ideale per attaccare Hitler alle spalle. Ecco perché l’Armata Rossa è uscita oltre la linea di difesa e si è portata sul confine, ecco perché è concentrata verso sud: si prepara a tagliare la via del petrolio rumeno, indispensabile per lo sforzo bellico tedesco.

Nei mesi precedenti all’entrata in guerra, in Urss viene pubblicato un libretto dal titolo “Manuale di conversazione militare russo-tedesco per soldati”.

Tra le traduzioni (che figurano prima in russo, poi tradotte in tedesco ma traslitterate in cirillico, e infine in tedesco vero e proprio), troviamo frasi tipo: “Come si chiama questa città?”, “Come si chiama questa stazione?”, “Non avete niente da temere, presto arriverà l’Armata Rossa”.

Frasi senza senso per soldati che si preparano alla difesa del proprio paese, inoltre Hitler aveva preparato 4.000 paracadutisti, Stalin invece 20.000.

Perché prepararne così tanti? Nel paese si faceva la fame ma Stalin aveva comprato dall’America la seta per i paracadute, poi iniziò la guerra e non li usarono più. Come mai allora li avevano preparati? I paracadutisti vengono usati solo per guerre offensive, in una guerra difensiva sono quasi del tutto inutili.

Quando la Germania sferrò l’offensiva i sovietici non furono in grado di difendere i propri territori, la propaganda insisteva nel dire che non erano pronti alla guerra: invece lo erano eccome, ma ad una guerra offensiva anziché difensiva.

Le difficoltà tedesche ebbero inizio in seguito al telegramma che uno Stalin disperato inviò a Roosevelt, avvisandolo che se non ci fosse stato un supporto immediato l’Unione Sovietica sarebbe crollata nel giro di poche settimane. In breve tempo gli Usa diedero inizio al programma lend-lease, ossia una serie di grossi aiuti economici e bellici agli stati alleati, principalmente Gran Bretagna e Urss (ma anche Cina in funzione anti-giapponese).

Un bel numero di mezzi che inglesi e sovietici avevano per combattere contro l’Asse erano di fabbricazione americana.

Alla luce di queste situazioni possiamo escludere che l’attacco all’Unione Sovietica sia nato da una presunta follia megalomane di conquista del Führer. Si temeva un’alleanza tra comunisti e capitalisti (cosa che poi effettivamente è avvenuta) ed essendoci molte probabilità di essere invasi dall’Armata Rossa c’erano solo 2 opzioni: o rimanere sulla difensiva (come suggerì Benito Mussolini, perché comunque non era sicuro al 100% dell’invasione) o attaccare per primi in modo da avere un vantaggio tattico. Hitler scelse di giocarsi il tutto per tutto, dando il via ad una vera e propria crociata europea contro il bolscevismo (parteciparono praticamente quasi tutte le nazioni europee, anche la neutrale Spagna con le División Azul).

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