Si chiama Stephen Ogongo ed è un kenyano di 44 anni che risiede da 25 anni in Italia. Ben “inserito”, molto determinato. E dietro di lui si sta formando una lunga fila. Ogongo, infatti, ha dato ufficialmente inizio ad un progetto politico senza precedenti in Italia: un partito degli immigrati e per gli immigrati.

É, questa, l’ambizione dichiarata di “Cara Italia”, il movimento appena fondato da Ogongo che punta dritto alle elezioni. Finora, in pochi giorni, ha ricevuto circa seimila adesioni. Ma le ambizioni del kenyano non si fermano alla “semplice” conquista di una rappresentanza nelle istituzioni: vi è molto di più.

Obiettivo dichiarato di Cara Italia, infatti, è creare una nuova leadership e una nuova classe dirigente dichiaratamente filo-immigrazionista, primo passo per sdoganare l’idea di un’Italia multiculturale. Una via da cui – la Francia insegna – non vi è ritorno.

Lotta aperta a chi contrasta l’immigrazione, culto della “diversità” in quanto tale, parole d’ordine roboanti appena velate dalla solita patina di buonismo “democratico”. Ogongo sta riscuotendo l’interesse e sta svegliando gli appetiti di immigrati di ieri e di oggi, oltre che dei franchi tiratori sempre pronti a favorire l’invasione. E fra le righe della sinistra (e non solo) siamo certi che ne scoverà molti.

Ogongo – ne sia consapevole – avrà molti avversari, perché il suo, al di là delle vuote parole di propaganda, non è un programma di inclusione: è un programma che mira all’esclusione, alla nostra esclusione. Il tutto sul filo sottile del senso di colpa, dei “diritti civili” o presunti tali.

Dallo spioncino della porta vediamo sorridere il volto rubicondo di Ogongo, ma la spallata che si prepara è quella di milioni di immigrati. Tra gli avversari troveranno anche noi.