Il bello della Verità è che è sempre bella, chiunque la dica e in qualunque modo la dica. La Verità però non potendo essere imposta deve essere proposta.

Il modo in cui la si propone determina l’impatto su chi l’ascolta che reagisce prima emotivamente, poi razionalmente. La reazione emotiva influisce drammaticamente sulla risposta razionale.

Da tempo, ai tanti che hanno deciso di onorare la Verità nel modo più efficace, cioè semplicemente raccontandola, si è aggiunta una donna medico, Silvana De Mari.

La signora ha suscitato in me una grande ammirazione ed un sentimento che solitamente non mi appartiene: l’invidia, seppure benevola.

Ho motivi seri per essere, se non perdonata, certo capita: esercita il lavoro-missione più importante che si possa immaginare, dopo quello del sacerdote, e scrive libri che, mi dicono, sono dei gioielli. Basterebbe questo… e invece non basta!

La De Mari è dotata di coraggio in un mondo di vigliacchi e di una certa altera, elegantissima noncuranza per le apparenze che, in una società di bambole siliconate, sembra più una grazia che una scelta.

Non fosse ancora sufficiente, trova il tempo di pregare e di farcelo sapere (spronandoci così ad imitarla), di pubblicare video di pillole di psicologia terra terra (così lei le chiama), di scrivere articoli sul suo blog e non solo, di fare propaganda contro il crimine dei crimini: l’aborto, di dire ai circoli Mario Mieli che il loro beniamino era un maiale coprofago, malato di pedofilia.

La dottoressa fa anche pubblicità ai propri libri esibendo uno stile molto americano, senza balletti, senza finzioni, senza concessioni alle ipocrisie, senza traccia di false modestie: “Sono bellissimi, comprateli!”… tipo “Sono Cassius Clay, sono il più forte!”. Lei è davvero Cassius Clay e se lo può permettere, ma…

Gli attivisti gay la tollerano come il diavolo tollera l’acquasanta, Lilli Gruber ancora si pente di averla invitata ad “Otto e mezzo” mentre i due seguitissimi maestri del trash, Cruciani e Parenzo, non credo dimenticheranno mai la serata nella quale furono ripetutamente zittiti dalla signora che, come una mamma con due figli impertinenti e poco perspicaci, prima li spettinò per bene, poi li mise in riga come soldatini.

Mancò solo l’ordine di andare a letto senza cena, ma ci regalò comunque uno dei momenti radiofonici più divertenti degli ultimi anni.

Silvana De Mari dimostrò allora e continua a dimostrare oggi di essere un asso con lo stile di uno schiacciasassi e la delicatezza di un panzer; una macchina da guerra che pare esser stata fabbricata apposta per passar sopra al politicamente corretto ed annichilirlo: questa la sua forza ed anche la sua debolezza.

I contenuti sono più importanti di come li si comunica, ma come li si comunica non è affatto indifferente.

È lei stessa che ci insegna, in una delle sue pillole di psicologia, che in un mondo in cui il denaro è tanto importante, non possiamo fingere o vivere come se non lo fosse.

E allora va ricordato che in un mondo in cui la comunicazione è tanto importante, non possiamo ignorarne i modi e le regole.

L’accento posto su una lettera e non su un’altra, modifica il senso della parola.

Gli accenti, i toni, i modi della De Mari sono sempre uguali, che parli con Cruciani o con i suoi estimatori.

Toni inappellabili, comprensibili per una persona continuamente provocata ed offesa, ma toni che sfiorano l’arroganza (lasci dire agli altri che scrive benissimo! Una tantum dica anche lei “forse” e “secondo me”), toni che allontanano persino coloro che potrebbero essere facilmente avvicinati.

Fieramente, coraggiosamente e indomabilmente ferma nei principi, latita, nella comunicazione di questa signora (che merita tutta la nostra stima), la seduzione e il dubbio: l’ammirazione per Harry Potter quando grandi esorcisti ne hanno denunciato la pericolosità, è quantomeno imprudente; dire che l’Inghilterra all’alba della seconda guerra mondiale aveva mantenuto la ragione, significa ignorare o trascurare importanti verità storiche.

Altre verità, ma non assolute (come accade a tutto ciò che è di questo mondo) e talora tagliate con l’accetta, emergono dalle sue pillole di psicologia terra terra proposte, però, come fossero Vangelo. La verità senza sfumature precipita nel dogma, ma i dogmi, anche nella Chiesa di Roma, sono pochi ed abbracciano solo le grandi questioni di fede.

Numerose, quasi infinite le modulazioni dell’umano verso le quali il cattolicesimo ha sovente mostrato grande carità, dolcissima misericordia. Quelle modulazioni dell’umano sulle quali Silvana De Mari ci può dare lezione e verso le quali spero sarà più indulgente.

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