Se voi, cari lettori, foste chiamati a scattare foto pubblicitarie per abiti da bambini, in quali contesti immaginereste di inserire i piccoli?

Credo che il luogo ideale per fotografare delle bimbe con gonnelline di tulle potrebbe essere un prato primaverile o una giostra colorata.

E se questi bambini fossero in gruppo? In una festa coi palloncini e i cappellini a punta… ovvio! In una classe accanto a compagni e maestre… normale! In una gelateria coi coni sgocciolanti e le paste zuccherate… logico!

Caroline Bosmans, marchio belga che da sei anni vende brutti vestiti che in quanto tali, per essere smerciati, debbono costare troppo, riprende i suoi giovanissimi indossatori in pose molto particolari. Le bambine con le gonnelline di tulle sono tra le poltrone vuote di un teatro, gonne alzate e mutandine all’aria. Altri giovanissimi modelli sono all’ospedale sul lettino di una sala operatoria, spingono barelle, attendono una visita, siedono su sedie a rotelle attorniati da coetanei che, immobili, braccia lungo il corpo, sguardo a terra, indossano, come i loro sfortunati colleghi, visiere che coprono gli occhi e gran parte del volto.


Una linea della stessa marca mostra abiti strani, tute pesanti, ingombranti, rigate grigie o rosse, che nascondono completamente il viso se non per due fori all’altezza degli occhi; brutti ed enormi copricapi con corna di animali, croci nere tatuate sulle mani e arancioni sulle ginocchia, in contesti bui ed angoscianti, sono il leitmotiv della serie di fotografie più inquietante.

I bimbi, le rare volte che viene mostrato il viso, appaiono tristi ed alcune maglie mostrano un occhio grande, bianco, mal disegnato da cui scende una lacrima, sopra la scritta “sono piuttosto confuso”.


Quando non credete si possa far peggio, scoprite che il marchio ha ritratto bambini che sembrano morti o svenuti.

Perché riprendere un piccolo di circa sei anni, volto rigorosamente coperto, a gambe larghe mentre, sopra ai pantaloncini, si tocca i genitali? Che senso ha mettere una bimba della stessa età, copricapo con fiocco rosso e faccino occultato, in piedi su una lavatrice bianca da cui escono dei panni, anche loro bianchi, accanto ad alcune galline del medesimo colore?

Un bell’uomo muscoloso coperto da un paio di succintissimi slip ed una drag queen in abito dorato con una gallina in mano completano il quadretto.

Non manca la foto di una biondina in pigiamino rosa, accanto alla stessa lavatrice, coperte e galline bianche di ordinanza, ma lei sembra aver perso i sensi o peggio…

Altra foto che disturba qualsiasi persona normale è quella in cui si simula la morte di un bambino, riverso in terra: vicino a lui un cane ed una bimba con visiera nera, immobile, che guarda in basso.

La galleria degli orrori non è finita qui, ma continuare vorrebbe dire abusare della sopportazione di chi legge.

Alcune domande, però, bisognerebbe porle a coloro che hanno realizzato questi obbrobri: a che fine? Cosa volete rappresentare? Quali turbamenti avete in testa? E soprattutto: come mai vi sono state permesse queste pubblicazioni in un periodo in cui la tragedia della pedofilia sembra aver toccato troppi ambienti, troppe persone, troppe situazioni?

E l’Europa, che censura tutti i maleducati che scrivono “fr..cio” , l’Europa che fustiga chi osa mettere una g nella parola “nero”, possibile non si sia accorta di nulla? Possibile che non si possa pubblicare un articolo sul revisionismo, ma passi come arte pubblicitaria il macabro applicato ai bambini?

E ancora: come mai è consentito alla Bosmans, madre di quattro figli, di appestare i figli degli altri con le sue scioccanti trovate? È davvero concesso tutto per vendere una mutanda in più?

La signora sa immaginare solo bambini tristi, in compagnia di persone inadeguate, in ambienti quantomeno inadatti, con vestiti che sembrano maschere mostruose? Il gusto di chi vuole soddisfare? E perché?

Se sto facendo inutile dietrologia e la signora non ha altri scopi che dar forma alle proprie fantasie, sarebbe opportuno censurare tali fantasie perché se per lei sono normali, noi che normali lo siamo davvero, non sentiamo il bisogno di un altro Eyes wide shut , soprattutto se in versione minorenni.

P. S. Un’ultimissima domanda ai genitori dei giovani modelli: come mai ancor non vi hanno tolto la patria potestà?