Dichiarazioni che parrebbero quasi grottesche ed ironiche, non fossero in realtà tragiche, ci giungono da Bruxelles, dove in questi giorni, dal 12 al 14 marzo, si è tenuta la terza conferenza internazionale sul “Supporto al Futuro della Siria e della regione”.

A dispetto dell’annunciato smarcamento dell’amministrazione Trump dagli affari siriani, lo scenario che si delinea è quello di sempre, che vede da anni gli Stati Uniti in prima linea nel finanziamento – quando non addirittura nell’armamento – di gruppi più o meno organizzati facenti capo alla variegata galassia dei ribelli anti-Assad. A confermarcelo, le parole dell’Ambasciatore James Jeffrey, rappresentante speciale per l’impegno in Siria, e quelle del portavoce del Dipartimento di Stato, Robert Palladino, che qui riportiamo:

«Sotto la direzione del Presidente, soggetta all’approvazione del Congresso, gli Stati Uniti intendono fornire 5 milioni di dollari per la continuazione delle operazioni salvavita dei Caschi Bianchi in Siria e per sostenere il “Meccanismo Internazionale Imparziale e Indipendente” delle Nazioni Unite (IIIM), che ha il compito di assistere l’investigazione e il perseguimento delle persone responsabili dei più gravi crimini di diritto internazionale commessi in Siria dal marzo 2011. Oggi, alla terza conferenza di Bruxelles sul sostegno al futuro della Siria e della regione, il rappresentante speciale per l’impegno in Siria ed inviato speciale della coalizione globale per sconfiggere l’ISIS, l’Ambasciatore James Jeffrey, ha annunciato pubblicamente lo stanziamento di questi contributi. Oltre a quelli realizzati lo scorso anno, questi contributi ai White Helmets e all’IIIM dimostrano l’impegno degli Stati Uniti e il costante sostegno alla giustizia e alla responsabilità in Siria».

Palladino prosegue tessendo le lodi dei Caschi Bianchi, che, a suo dire «fanno il lavoro più pericoloso del mondo», salvando vite umane «dai perniciosi attacchi chimici del dittatore Assad».

Come sempre, gli Stati Uniti fingono di non sapere, ignorando le prove che hanno inchiodato i Caschi Bianchi alle proprie responsabilità di fronte all’organizzazione di falsi attacchi chimici, di falsi salvataggi messi in scena in favore di telecamera, quando non addirittura di veri attacchi armati, portati avanti per fornire “false flags” che giustificassero l’intervento internazionale contro il legittimo governo siriano. Niente di nuovo sotto il sole, insomma: prosegue l’ennesima sporca guerra capitalista ai danni dell’ennesimo incolpevole popolo libero e sovrano.