Si è appena concluso a Verona il Congresso mondiale delle Famiglie; qual è la sua valutazione?

Il Congresso ha avuto il merito di accendere i riflettori dell’attenzione generale su questioni da tempo scomparse dal dibattito politico: aborto, crollo demografico, contrasto all’ideologia gender e agli pseudo-diritti gay sono tornate ad essere centrali e, in quanto divisive, hanno consentito a tutti di valutare le varie posizioni che dentro e fuori sono state espresse.

Forza Nuova, che ha sempre considerato questi temi, assieme alla lotta all’immigrazione e alla riconquista della sovranità monetaria, prioritari e affatto legati alle sensibilità individuali, non poteva non esprimersi, perché si tratta di questioni da cui dipende la sopravvivenza dell’Italia.

Dopo Verona il quadro pro vita è oggi più forte?

Culturalmente sì, perché sono tante le voci, emerse dal mondo della cultura e della società civile, che si sono espresse a favore della vita e della famiglia. Non può dirsi lo stesso sul piano politico, anzi, è emersa una posizione nuova, ma non certo inedita perché molto democristiana, che vorrebbe schierarsi contro l’aborto pur essendo a favore della 194.

Salvini ha affermato addirittura che l’aborto è una conquista sociale, ciò significa che da questo Governo e da questo Parlamento non ci si può attendere nulla.

Cosa propone Forza Nuova?

Vista la situazione di impraticabilità legislativa confermata a Verona dalle forze di governo, noi proponiamo, attraverso il Comitato Referendario Familia che abbiamo presentato proprio a Verona, di indire referendum, sia abrogativi che propositivi, sui temi dell’aborto, dell’emergenza demografica, del gender e del concreto sostegno al matrimonio e alla famiglia. Ciò alla luce delle regole referendarie che stanno cambiando, consentendo un più facile cambiamento delle leggi con il consenso popolare.

Il Comitato Referendario è lo strumento che offriamo per scardinare questa impasse neo democristiana, crediamo che limitare i danni non sia sufficiente, non bisogna aver paura di affrontare la battaglia in campo aperto.

A quali cambiamenti stiamo assistendo e da dove provengono?

Tutto sta cambiando: lo spirito del ‘68 controlla sempre i media e il deep State, ma sempre meno il popolo italiano.

Quello che manca è la classe politica adeguata per andare coraggiosamente incontro al cambiamento in atto e affrontare la liquidazione rivoluzionaria degli apparati del sistema profondo.

Non c’è in Parlamento chi voglia cambiare cattive leggi come la 194 o iniziare ad aiutare le giovani famiglie con forti contributi come avviene in Polonia o Ungheria. Manca chi inquadri il problema come un’autentica emergenza nazionale, chi comprenda, agendo di conseguenza, che più si va avanti e più si avvicina il punto di non ritorno. Con la repressione a cui siamo soggetti, Forza Nuova sta dimostrando di essere pronta al sacrificio, lo stesso non può dirsi di altri.