Nell’era attuale del post nichilismo, in cui le stesse gerarchie ecclesiastiche hanno rintracciato, per un Dio che sempre più raramente e confusamente nominano, un posto angusto e chiuso all’interno del corpo di chi volesse continuare a credergli nonostante tutto – ognuno a suo modo per carità! – l’unica svolta autenticamente e definitivamente rivoluzionaria non può che derivare dall’azione pratica che proprio a Dio sia ispirata. 

“E non parlo qui del Dio generico, che si chiama talvolta per sminuirlo Infinito, Cosmo, Essenza, ma di Dio nostro Signore, creatore del cielo e della terra, e del suo Figliuolo che un giorno premierà nei regni ultraterreni le nostre poche virtù e perdonerà, speriamo, i molti difetti legati alle vicende della nostra esistenza terrena”. (1)

La “sovranità costituzionale” (2) di Dio va riaffermata nella società – e non certo alla maniera monca e deista della scuola liberale – per far sì che si mostri come attuale (riconoscendo in Dio entrambe le sovranità: costituzionale e attuale), in modo che le azioni ne indichino almeno la possibilità di realizzazione concreta. Ciò in vista dell’unica soluzione al caos, che non può non risiedere nella tradizionale, armonica derivazione della “sovranità attuale” dalla superiore e fondante “sovranità costituzionale”. 

Nostro dovere è quello di lavorare spiritualmente su noi stessi per consolidare il carattere di avanguardia che abbiamo scelto, ma solo nel popolo possiamo trovare interlocutori, nonostante anch’esso sia nichilizzato come e più delle élite, perché, per precisa volontà provvidenziale, solo in esso persistono ancora le leve arrugginite della semplicità e dell’innocenza.
Che Dio ci guidi nell’impresa di afferrarle e rimetterle in funzione per indirizzarne l’uso verso il bene, da bravi e umili meccanici che alle “genti meccaniche” si volgono.

“La nostra esistenza deve essere inquadrata in una marcia solida che sente la collaborazione della gente generosa ed audace, che obbedisce al comando e tiene gli occhi fissi in alto perché ogni cosa nostra, vicina o lontana, piccola e grande, contingente ed eterna, nasce e finisce in Dio”. (3)

Note

(1) Arnaldo Mussolini: “Coscienza e dovere”.
(2) Per i concetti di “sovranità costituzionale” e “sovranità attuale” cfr. Juan Donoso Cortés: “Saggio sul cattolicesimo, il liberalismo e il socialismo”, Rimini 2007, p. 172 e seg. e la “dipendenza in cui si trovano tutti i problemi relativi al governo delle nazioni rispetto a quelli che riguardano Dio, supremo legislatore di ogni società umana”.
(3) A. Mussolini, op. cit.

Print Friendly, PDF & Email