Non servo certamente io per far notare a voi, cari lettori, che gli attenti giornalisti nostrani si occupano della cellulite delle obese casalinghe statunitensi, della dermatite, del capo tribù Maori e dei calli della regina d’Inghilterra, ma della vicina martoriata Grecia poco parlano e, quando parlano, molto occultano.   

La Grecia, in balia di quest’Europa Troika e traditrice, quando non si adegua, non si allinea, non si conforma, subisce una censura che sembra studiata su quella, piuttosto stringente, (mi pare di ricordare!), dell’ex impero sovietico.

Provate a scrivere in greco, su FB, “questo è un mio amico” sotto la foto del candidato sindaco di Atene, Elias Kasidiaris e, il tempo di ingoiare una tic tac, vi ritroverete imbavagliati e bloccati per almeno tre giorni.

La presenza di Alba Dorata, terzo partito di Grecia, nei maggiori network pubblici è inesistente, in quelli piccoli pure e in quelli privati altrettanto, mentre formazioni lillipuziane e/o appena nate hanno il loro spazio mediatico, il loro tempo televisivo e radiofonico, la loro presenza sui giornali.

Ad Alba Dorata viene negato tutto e sempre, persino la vicepresidenza della Camera: al quarto partito, quello comunista, è stata concessa, al quinto,” I Greci Indipendenti (partito di destra che ha formato una coalizione contronatura con Syriza), anche.

Si son saltati a piè pari i facinorosi nazionalisti. In Grecia il quarto e il quinto vengono prima del terzo… ma solo se il terzo è Alba Dorata!

Persino quando capita la inimmaginabile disgrazia che un uomo di punta del terzo, il sopracitato Elias Kasidiaris, prenda il 17%, televisioni e radio nazionali riescono a far finta che nulla sia accaduto.

Più facile per lui l’arrampicata a mani nude sul Monte Atos che l’accesso ai media.

Muta la magistratura, peraltro interpellata!

Peggior sorte per le sedi di Alba Dorata: bande di compagni in tutta la Grecia (sarà noia, sarà deficienza… saranno suggerimenti occulti?), passano il loro inutile tempo a prenderle d’assalto e, solo poche settimane fa, il 31 marzo, hanno vandalizzato la sezione centrale di Atene e bruciato la libreria.

Nella capitale la sede si trova non in un angolo buio dell’estrema, abbandonata e negletta periferia, ma proprio accanto al Ministero degli Interni, che è zona presidiatissima dalle forze dell’ordine, le quali, però, quando si tratta di Alba Dorata, mostrano una distrazione quantomeno sospetta.

Chi ha attaccato il presidio ateniese, caschi in testa e mazze alla mano, si sente tanto forte da pubblicare sui propri siti i filmati delle violenze perpetrate.

I vivaci ragazzotti, quando fermati (non arrestati… ci mancherebbe), hanno dichiarato nomi importanti: molti figli e parenti di deputati o di ministri di Syriza.

Il commissariato poco distante non ha mosso ciglio… figurarsi eseguire qualche arresto, cecità selettiva!

Ponendo però che di cecità non si tratti, siamo sicuramente di fronte ad un tipico caso di stanchezza cronica, dovuta alla consapevolezza di aver a che fare con gente intoccabile, scagionata a prescindere, non colpevole a priori.

Altri attacchi da parte dei “compagni che sbagliano, ma neanche troppo” versione ellenica, si sono ripetuti tre volte a Pireo (quartiere del porto di Atene), a Creta, a Salonicco e in altre città. Nella sede di Pireo, l’11 Febbraio di quest’anno, è stato rotto un braccio a martellate ad una militante, Maria Halatsi, la quale, il giorno dopo il ferimento, era di nuovo in sezione! Con gente di questa tempra si ragiona male.

Mentre i galantuomini di sinistra prendono di mira le donne di Alba Dorata, la guardia di finanza greca punta il mirino sui conti del movimento: dopo un anno, tutto dedicato a ricerche e controlli, non è saltato fuori un solo euro occultato o in nero.

Non facciamolo sapere a quelli del PD che si può far politica senza rubare e senza corrompere.

Malgrado la definitiva e chiarissima sentenza della guardia di finanza greca, Alba Dorata non può ancora accedere ai fondi europei e nazionali che le spetterebbero, perché, caduta l’accusa di ladrocinio, è stata inventata quella di associazione a delinquere.

Una ben strana associazione a delinquere, vittima dei delinquenti e con i conti, spulciati all’inverosimile, perfettamente regolari.

Saranno fascisti, saranno brutti, ma i nazionalisti greci non sono sporchi… un unicum nel quadro desolante dei partiti, marci e corrotti, delle democrazie occidentali!

Ai patrioti di Alba Dorata non si perdona nulla, la pulizia e l’onestà che li contraddistinguono in primis. Che Dio li mantenga quali sono!