Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: Questo evento, se mai ce ne fosse stato bisogno, dimostra le mirabili capacità organizzative e di coordinamento delle nostre Forze Armate negli interventi a supporto delle attività della Protezione Civile: impiego innovativo delle Forze Armate al servizio del Paese – “Progetto Ianus” – e siamo orgogliosi degli uomini e delle donne della Difesa, perché pace, sicurezza, stabilità, tutela dei diritti fondamentali li dobbiamo anche al loro prezioso operato, alla loro dedizione professionale e spirito di sacrificio”.

Il Ministro della “Difesa” (?) Elisabetta Trenta: L’applicazione del Duplice Uso Sistemico favorirà la rimodulazione del concetto di Difesa, contribuendo in tal modo ad accrescere la resilienza del Sistema-Paese e a rendere la Difesa stessa ancora più moderna e sostenibile. In questo senso, il mio lavoro come ministro della Difesa sarà finalizzato a rendere l’Italia un Paese più sicuro sotto ogni aspetto”.

Francamente mi aspettavo qualcosa di più intelligente del dire una cosa nota almeno dal 1908… Quel che mi vien da dire, dopo essermi strizzato le meningi per interpretare le due supercazzole di cui sopra, è: “E quindi?” Una dispendiosa esercitazione e un fiume di parole per dire che l’acqua è bagnata?

È da decenni che i militari intervengono ANCHE in caso di calamità naturale. Nel 1908 – io non ero ancora nato e non lo posso testimoniare, ma la storia sì che lo testimonia – nella Messina devastata dal terremoto sono intervenuti i militari; poi sono nato e, dal 1963, posso testimoniare che nella tragedia del Vajont, durante l’alluvione di Firenze, il terremoto del Friuli, il terremoto dell’Irpinia, i soldati sempre sono stati i primi a intervenire e hanno costituito un elemento non trascurabile della macchina dei soccorsi che via via è andata perfezionandosi fino a raggiungere l’efficienza attuale. Fortunatamente oggi, almeno in teoria, non dovrebbe più esserci bisogno di loro.

L’esercitazione del 7 maggio scorso aveva per titolo «Esercitazione di uso innovativo sistemico delle FF.AA. al servizio della nazione» e ha addirittura visto l’impiego di due F35 (due caccia multiruolo! Un po’ come esibire un martello pneumatico in una mostra di strumenti chirurgici…). Ministro, non è che ci siamo allargati un po’ troppo con le supercazzole!? Che ci stavano a fare gli F35:

  • a significare che d’ora in avanti anche i piloti da caccia dovranno rinunciare ai duelli aerei e rassegnarsi a fare i protettori civili?
  • oppure li ha fatti sfrecciare li sopra giusto per fare «ammuina»? Un’ammuina un po’ cara se si pensa al costo di un’ora di volo di quei velivoli, che in quel contesto centravano come i cavoli a merenda.

Ma, supercazzole a parte, quel che più mi preoccupa è la seguente affermazione del Ministro Trenta: “L’applicazione del Duplice Uso Sistemico favorirà la rimodulazione del concetto di Difesa”. Cosa avrà voluto dire? Questa supercazzola sibillina non promette nulla di buono.

Spero solo che, qualora il Ministro Trenta avesse in mente di sancire che la Forza Armata adesso trova la sua ragion d’essere principalmente come strumento di protezione civile, ci possa essere un Capo di Stato Maggiore che rassegni indignato le dimissioni seguito dagli altri suoi colleghi eventualmente chiamati a sostituirlo.

Le Forze Armate Italiane dal dopoguerra ad oggi hanno ampiamente dimostrato di essere un valido, forse il più valido, strumento di politica estera.

È evidentemente questa – oltre a quella, scontata, della difesa del territorio nazionale da possibili attacchi militari da parte di potenze straniere – e non altra, la ragion d’essere delle Forze Armate italiane, dal dopoguerra in poi chiamate ad intervenire in molteplici teatri e sempre apprezzate per l’efficienza, e non c’è bisogno di andare a pescare nell’impiego dual use del piffero, che creerebbe solo confusione di ruoli e di identità e sottrarrebbe alla FF.AA. prezioso tempo per l’addestramento, unica ragion d’essere del soldato quando non si trova in zona d’operazione.

Tutto il resto, caro Ministro e caro CA.STA.MAG. (Capo di Stato Maggiore) che regge il bordone al ministro, è fuffa!