Il movimento politico che state rappresentando sta suscitando molta preoccupazione tra i politici dell’UE. Inoltre, sembra essere parte di una tendenza pan-europea più ampia. Euroscettici e nazionalisti sono sulla buona strada per ottenere il massimo risultato nella storia delle elezioni al parlamento europeo. Questo è il motivo per cui vorrei farti le seguenti domande. Perché avete deciso di candidarvi alle elezioni per il Parlamento europeo? Alcuni potrebbero dire che il boicottaggio è il modo migliore per opporsi alla politica dell’UE.

Forza Nuova, attraverso il partito paneuropeo di cui Fiore è presidente, Alliance for Peace and Freedom, era già presente al Parlamento UE con Udo Voigt e il grande Jean-Marie Le Pen. Per noi quella sede è l’occasione per stabilire rapporti e concordare strategie comuni con le altre forze nazionaliste e popolari presenti in Europa che siederanno certamente anche nel nuovo Parlamento. È il caso del Partito Popolare Slovacchia Nostra di Marian Kotleba, che da solo dovrebbe ottenere tre rappresentanti, e anche di altre formazioni che aderiscono ad APF. Naturalmente le nostre posizioni contro questa UE non cambiano e lo sanno bene i padroni di questa Europa, ma perché lasciare che solo i populisti o i conservatori rappresentino, in modo parziale, certe istanze? La voce dei nazionalisti, il nostro modello di Europa dei popoli deve essere rappresentato, proprio nell’interesse di mostrare strade alternative, d’avanguardia e autenticamente patriottiche.

Quali sono i principali temi della vostra campagna elettorale?

Il nostro slogan è “Spezza Le Catene Di Bruxelles”. Per uscire dalla schiavitù è necessario uscire dall’Unione e dalla moneta unica, per dare vita ad un’Europa dei popoli e riconquistare la sovranità monetaria. Altro tema fondamentale è il sostegno alle famiglie e alla natalità, che si finanzia destinando il denaro speso finora per alimentare il business dell’immigrazione a politiche sociali rivolte in primo luogo alla famiglia naturale. Per impedire la sostituzione etnica del popolo italiano già in atto è inoltre necessario avviare una seria politica di rimpatrio di almeno 600.000 clandestini arrivati in Italia negli ultimi anni. Il terzo punto principale riguarda la tirannide politicamente corretta del cosiddetto antifascismo. Le centrali europee sono il naturale alleato, in ogni settore, di chi poi nelle piazze vorrebbe impedirci la libertà di manifestazione e di pensiero. Centri sociali, sinistra radicale e liberale e alta finanza sono in questo schierati sullo stesso fronte: l’antifascismo è un male da estirpare. 

Credete che il risveglio delle elezioni porterà cambiamenti nella qualità del discorso politico europeo?

Sicuramente la consapevolezza e il consenso popolare sui nostri temi sono destinati a crescere. Sarà il popolo a decidere fino a che punto spingersi in tempi brevi, sarà il popolo stabilire quale debba essere quindi, nei modi e nei tempi, la qualità dello scontro politico. Se i populisti falliranno non potrà che essere il nostro turno, ma dovremo affrontare la reazione del vecchio sistema di potere. 

Pensa che i media e i politici liberali abbiano ragione quando cercano di convincerci che l’Europa si sta dirigendo verso un regime autoritario?

Il regime autoritario e antipopolare esiste già, ed è sostenuto e incarnato proprio dai media e dai politici liberali, sono quelle le catene da spezzare. Noi diciamo spesso che i popoli dell’Europa dell’Est stanno indicando il cammino anche all’Ovest. Sei per la famiglia e contro l’invasione afro-asiatica? Stai già combattendo contro l’autoritarismo liberale.

Sareste d’accordo con la dichiarazione secondo cui l’ascesa del sostegno agli euroscettici è direttamente connessa con l’ignorare le voci di coloro che sono insoddisfatti della direzione generale delle politiche dell’UE?

Sì, è così. Ma questa Europa non può cambiare la propria natura antipopolare, non può rinnegare se stessa. Sia il PPE che i Liberali di ALDE che le Sinistre la tengono in vita su queste basi, la vogliono così. Le cose vanno male? Ci vuole più Europa, dicono. È come pensare di guarire un malato iniettandogli dosi maggiori di veleno.

Allo stesso tempo, quando le élite liberali parlano della libertà di parola e del diritto di esprimere opinioni, stanno anche cercando di togliere la legittimazione democratica ai movimenti nazionalisti. Qual è la vostra opinione in merito?

Sì, è la dittatura del pensiero unico politicamente corretto in stile giacobino: “Nessuna libertà per i nemici della libertà”, come diceva Saint-Just. Vecchie modalità massoniche, che ignorano volutamente quale sia il vero significato della parola libertà.

Qual è la ragione per cui l’accusa di populismo viene costantemente usata contro i nazionalisti?

In Italia l’accusa per i nazionalisti è quella di Fascismo o Nazismo, l’accusa di populismo riguarda principalmente la Lega. Tutti questi termini, comunque, vengono usati all’unico scopo di non rispondere con altre argomentazioni a quelle dell’avversario, demonizzandolo. Naturalmente l’accusa di Fascismo non ci preoccupa minimamente.

Dopo aver preso in considerazione che nei tempi moderni uno dei tanti modi per mobilitare l’elettorato è manipolare le emozioni, qual è la vostra opinione sull’affermazione che la democrazia stessa è molto vulnerabile al populismo?

Se per “populismo” si intende fare gli interessi del popolo, allora le democrazie oligarchiche che reggono l’Europa e gran parte del mondo non potranno alla lunga impedire l’avanzata dei nazionalismi se non negando apertamente i loro stessi principi. Penso che sia l’ultima carta che gli resterà da giocare, ma, paradossalmente, la vera democrazia potrà realizzarsi soltanto abbattendo questo vecchio sistema liberale sedicente democratico.

Pensate che il populismo sia sempre connesso a movimenti radicali? O può essere usato anche da liberali, socialisti o centristi?

Credo che il populismo sia sempre connesso a movimenti liberali, socialisti riformisti o centristi. I movimenti radicali sono nazionalisti e rivoluzionari.

Pensate che l’UE rappresenti sufficientemente gli interessi delle nazioni europee?

No, rappresenta esclusivamente gli interessi di potenti oligarchie ed in particolare quelle di Germania e Francia. 

Quali sono le vostre principali preoccupazioni in merito alla politica dell’UE?

L’avanzata di politiche anti-nazionali, anti-popolari e anti-tradizionali. In questo senso, anche l’avanzata di un certo populismo potrebbe rappresentare un argine, ma non è sufficiente. Serve un maggiore radicalismo.

Secondo voi, l’UE dovrebbe essere sciolta o riformata?

A breve termine, ogni riforma è impossibile. La Commissione Ue rischia di essere gestita, anche con l’avanzata populista, dalle stesse centrali di potere, dalle stesse oligarchie del pensiero unico.

Gli entusiasti della UE affermano spesso che i nazionalisti non sono in grado di comprendere l’idea di interessi comuni delle nazioni europee. Qual è la vostra risposta a ciò?

L’Europa non è la UE, i suoi interessi comuni, nel rispetto delle specificità nazionali, si fondano su quelle radici cristiane che proprio la UE ha voluto negare, negando così la stessa storia dell’Europa. 

Cos’è un’alternativa all’UE? È il ritorno al tempo in cui gli interessi delle nazioni si scontravano l’uno con l’altro? Vedete un’opzione per una cooperazione paneuropea? O forse c’è qualcos’altro in vista?

Gli interessi di Germania e Francia si scontrano già con quelli delle altre nazioni europee. Un’opzione possibile è quella del modello Visegrad. Poteva allargarsi già all’Austria, ma hanno fatto fuori l’FPO proprio per evitare che Visegrad potesse allargarsi. La cooperazione paneuropea è comunque essenziale per gli scenari futuri, solo un’Europa libera, grande e armata sarà in grado di affrontare le sfide che ci attendono.

Pensate che l’ascesa delle tendenze nazionaliste e il sostegno ai partiti nazionalisti potrebbero avere conseguenze a lungo termine o è qualcosa che presto svanirà?

I partiti nazionalisti, al contrario di certi populismi o di atteggiamenti nazionalistici di nuova costituzione – penso sempre alla Lega di Salvini, che fino a ieri parlava di secessione del Nord Italia – hanno una storia coerente, credo siano destinati proprio a lungo termine a conquistare la fiducia e i cuori di strati sempre maggiori dei popoli europei.