Una strofa struggente della Vandeana canta:

“Sanguina il Sacro Cuore, sulla nostra bandiera,

e nella notte empia l’ultima mia preghiera.

Vergine Santa salva la Francia dalla maledizione, 

risorga il giglio della vittoria: Controrivoluzione”

Non siamo ai tempi del terrore giacobino, ma l’empietà c’é tutta.

Santità, in questa notte empia, in cui imperversa la menzogna cammuffata, e dove ormai la potestà di Gesù Cristo incardinata in terra per inveramento della parola di Dio nella carne non va oltre i limiti dello Stato Città del Vaticano, le rivolgo la mia ultima preghiera: non faccia che la Chiesa diventi una ONG planetaria, impedisca che il sacerdozio degeneri in filantropia.

È di Don Camillo (sacerdote della riforma borromaica) che abbiamo bisogno, non di Albert Schweitzer e sicuramente non abbiamo bisogno di quel fenomeno del suo Cardinale elemosiniere e delle sue iniziative farlocche (1).

È in Italia, dove il cattolicesimo si è incardinato, che si svolge la battaglia della fede, della verità e della vera carità: evitare che i cristiani svaniscano nei vani pensieri. Santità, ricordi il vero volto della minaccia che incombe su tutti noi: “evanuerunt in cogitationibus suis” (2). Ed è più che mai adesso che abbiamo bisogno del pane di vita e non di preconfezionate e scadute merendine.

Riprenda Santa Romana Chiesa a dispensare la verità e non dogmi modaioli.

Riprenda Santa Romana Chiesa a dispensare la carità e non superflue e vane elemosine.

Riprenda Santa Romana Chiesa a insegnare la bontà e non il vieto buonismo modaiolo.

Monche della verità, la carità e la bontà degenerano; la prima nell’esibizione dell’elemosina spicciola, la seconda nel vieto buonismo per cui ci si premura di soccorrere il migrante, ma non si hanno remore ad abbandonare il nonno malinconico e disperato in una casa di riposo.

San Martino col suo gesto di pura e veritiera carità ha fatto fiorire l’estate in pieno autunno, ma l’elemosiniere del Papa, col suo gesto che puzza di mero protagonismo sociale modaiolo, ha dato la stura alle peggiori critiche, alle quali ora la Chiesa non ha argomenti credibili da opporre… perché non ha servito la verità, ma il tempio di ipocriti scribi e farisei: la moda culturale.

Bel cavolo di capolavoro quel gesto dell’elemosiniere, improntato più alla filantropia spicciola e al protagonismo sociale che alla carità.

La carità ha senso se promana da Dio; l’elemosina “a schiovere”, e per di più a favore di chi non ne ha reale bisogno (ma che, guarda caso, è alla ribalta cultural-modaiola), si tramuta, per assenza di verità, in protagonismo e non fa altro che alimentare l’ingiustizia sociale.

Che i suoi sacerdoti, Santità, usino parole e mani per dire la verità (3) e per benedire, ma anche, quando occorre, per scomunicare… perché verità sancisce che «non di solo pane vive l’uomo» e l’uomo svanisce non per mancanza di pane ma a causa dei vani pensieri, quei pensieri oggi dettati dalla moda culturale promossa da centri di potere notoriamente anti-cristiani.

Chiesa e sacerdoti, quando antepongono al pane della vita, la vieta elemosina materiale e il protagonismo sociale di bassa lega, diventano renitenti a verità e benedizione.

Santità faccia chiarezza nelle nostre menti confuse, ribadisca, urlando a tutti, che la carità senza la verità è fuffa e che questa è la differenza tra la carità di Santa Romana Chiesa, che dispensa pane di vita, e l’elemosina della filantropia mondana, troppo di moda per non sospettare che dietro ad essa non ci sia lo zampino del menzognero adulatore.

Sorga l’avita Chiesa, Mater et Magistra, che dispensa pane di vita e si prodighi Santo Padre, per porre fine alla dittatura del buonismo che stravolge e mortifica la vera carità cristiana.

Sì, “stat crux dum volvitur orbis”, levi alta la sua voce, Santità, affinché la croce sia il saldo fulcro del mondo.


(1) Non ha nemmeno provveduto lui di persona a riallacciare l’elettricità, ha solo fatto da  tutore a chi «contra legem» ha provveduto a riallacciarla, affinché venisse infranta la legge di Cesare, quella che Gesù ha chiosato essere diversa (ma non contrapposta) da quella di Dio.

(2) SanTommaso D’Aquino, commento al Corpus Paulinum

(3) La Verità è l’attributo principale della Carità, ciò che le conferisce una dimensione precisa e non la espone alle più strampalate interpretazioni.

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