O Fico e compagnia bella non capiscono niente, oppure ciurlano nel manico, dimostrando una vergognosa disonestà intellettuale.

Quella masnada a cui si è aggiunta anche qualche altra sfilacciatura, per una quindicina di giorni ha fatto da megafono alle istanze umanitarie (umanitarie?) della Sea-Watch 3, la nave con 42 profughi (profughi?) a bordo, in attesa in rada davanti a Lampedusa per una quindicina di giorni.

Fico, dall’alto dello scranno della terza carica dello Stato, ha chiosato che «40 persone che sbarcano da noi non sono un problema»: una scoperta da premio Nobel! Proprio un fico.

Certo che quei non-profughi ma aspiranti clandestini – che hanno pagato la sosta in Libia e l’onorario agli scafisti per introdursi in maniera truffaldina da noi – non sono il problema, ci mancherebbe altro che non fossimo in grado di gestire 42 loschi individui, però… c’è un però: quei 42 costituiscono sicuramente uno degli elementi che alimentano un problema ben più grande e pericoloso che riguarda: 

  • il traffico di esseri umani; 
  • la complicità con quel traffico; 
  • il reato di immigrazione clandestina;
  • e tutto quel che, a cascata, inquina il quieto vivere dell’italiano onesto, ossia: l’incremento dello spaccio di stupefacenti, dei reati predatori e della violenza sessuale, nonché uno squilibrio sociale per cui l’Italiano povero è costretto a condividere (in condizione di inferiorità) la sua povertà con quella dell’immigrato clandestino.

Ho volutamente paragrafato questi fattori affinché siano più evidenti a quelle anime belle che non hanno ancora capito i termini del problema. Per scarsa intelligenza? Perché obnubilati da troppo idealismo? Perché comunque il tutto alimenta un business consistente? Perché sono gli agenti (consapevoli o meno, poco importa) di una visione globalista del mondo? Oppure perché ciurlano nel manico? Mah… scegliete voi! 

Personalmente propendo per la scarsa intelligenza unita all’obnubilazione ideologica, nonché al ciurlare nel manico per nascondere le palesi contraddizioni. 

Quanto alla Sea-Watch e al suo capitano con i capelli rasta, atteniamoci ai fatti:

  • la Sea-Watch ha tenuto il bordone a scafisti e clandestini (i primi, pericolosi criminali; i secondi, quantomeno dei lestofanti).
  • ha favorito l’attività criminale dei trafficanti di uomini;
  • ha favorito l’immigrazione illegale;
  • ha spernacchiato la sovranità dello Stato forzando un blocco navale delle Forze dell’Ordine;
  • ha speronato, in porto, una motovedetta della GdF;
  • ha dimostrato di essere più interessata alla ribalta politica italiana piuttosto che a mettere in salvo quei (falsi) naufraghi nei porti sicuri più vicini, quelli tunisini di Gabes, Sfax, Sousse, Hammamet, Tunisi, ed eventualmente Malta.

Ma, e non è una considerazione secondaria, se quel capitano, al posto di rimanere 15 giorni a penzolare al largo di Lampedusa, avesse diretto la prua verso la nazione competente per bandiera, li avrebbe sbarcati dove il diritto marittimo internazionale prevede che siano sbarcati, ossia nel paese la cui bandiera corrisponde a quella battente su quella nave: l’Olanda.  

A questo punto se quel capitano non esce dalla Procura in manette per entrare in una cella, quella nave non viene sequestrata, e quei 5 parlamentari italiani che hanno offerto il loro supporto morale a un delinquente non vengono radiati dal Parlamento (che ha votato quelle leggi che la capitana con i capelli rasta ha infranto), siamo al ridicolo e allora .. porti aperti fino a quando la nostra sovranità non sarà del tutto cancellata.