Il professor Taormina offre qui una disamina radicale della giustizia italiana, dei nuovi strumenti di persecuzione politica, del perché Forza Nuova è sotto attacco, dei casi Bibbiano e Palamara e di molto altro. Per deontologia professionale non può parlare del paradigmatico caso di Giuliano Castellino, ma arriva a pronunciare parole inquietanti e terribili. Forza Nuova vede comprovata la sua tesi: parte della magistratura è elemento fondamentale del Deep State. Nei prossimi giorni porteremo il nostro saluto a Castellino, unico detenuto politico in Italia. Con lui il Movimento affronta il caldo e la sofferenza del carcere, consapevole di attraversare una fase inevitabile che precede la liberazione d’Italia.

Già nel 1987 la parte migliore del sistema democratico (Partito Socialista, De Felice e altri intellettuali, oltre naturalmente alla destra) riteneva obsoleta la legge Scelba. Vi fu però un’opposizione inattesa e tenace dalla parte più oscura del regime: parte della DC (il futuro Presidente Scalfaro in testa) e parte del PCI. I signori attendevano dall’Europa la spinta per l’introduzione di quella che sarà la legge Mancino.

Fascismo e razzismo dovevano essere collegati per garantire la continuità del sistema di Yalta e aprire il terreno all’immigrazione di massa. Il professor Taormina, con le sue parole, offre alcuni spunti per superare l’eclissi di giustizia che incombe sull’Italia.

Roberto Fiore

ALLARME RAZZISMO IN ITALIA?

“Gli italiani hanno un forte ed atavico sentimento dell’identità e temono fortemente che questo retaggio storico del Paese sia corrotto dalle diversità, specialmente quelle africane. Non farebbero male ad una mosca e sarebbero ben felici di dare ogni aiuto agli stranieri a casa loro. L’ipocrisia di sinistra, che tale è perché nell’intimo personale il comunista non è diverso dall’italiano di destra, cerca di trarre profitto elettorale elevando le barricate tra pro e contro immigrazione e ben viene la Mancino-Violante per radicalizzare la contrapposizione.

CASO CASTELLINO E ATTACCHI A FORZA NUOVA 

Io non conosco con precisione la situazione giudiziaria di Castellino, ma in generale posso dire che Forza Nuova è attaccata non tanto per i valori di destra che esprime, che io condivido quando sono sganciati da logiche di violenza, ma è aggredita perché pratica valori cattolici chiari, precisi e, se si vuole, di stampo ortodosso. Per questi valori c’è un odio-amore nel popolo italiano e chi odia lo fa violentando se stesso.

LOBBY LGBT E LEGGI LIBERTICIDE

Sono fermamente convinto che la lobby LGBT sia fortissima e sempre più invasiva. Il suo obiettivo è quello di corrompere il mondo e più andiamo avanti e meno si è nella condizione o in grado di parlare e di dire cosa realmente si pensa. Essere contro la logica omosessuale, l‘esprimere disapprovazione per quel che accade in un gay pride significa essere discriminatori e, ancora una volta, la legge Violante-Mancino è ben utile a questa stigmatizzazione sociale di chi omosessuale non è. L’eterosessualità è diventata una colpa. Dire che l’omosessualità debba essere vissuta da ciascuno per sé e senza eccessi è pure una manifestazione del pensiero considerata razzista.

COME CONTRASTARE QUESTA DERIVA?

Il percorso di contrasto a questa deriva è divenuto molto complicato perché l’attuale momento storico non dispone di un filtro sociale che in passato era esercitato dai partiti e conseguentemente dalle istituzioni. Oggi la disgregazione è fortissima e ognuno gioca la sua partita. Non vedo soluzioni adeguate come quelle che potrebbero provenire da una magistratura, Corte Costituzionale in testa, capace di dettare principi e di impedire al potere politico di fare il suo comodo. Occorre ricominciare daccapo e cioè, come sempre, dalla intrapresa di un processo culturale che passi per le scuole, per l’università, per una politica di tipo populistico. Ho guardato con interesse al governo gialloverde, ma sono molto preoccupato.

Sogno un Paese in cui ci si possa dichiarare fascisti, comunisti o anarchici senza subire discriminazioni. Non riesco a comprendere perché non mi debba dichiarare fascista. L’importate è che ci sia il rispetto per l’opinione avversaria e che si sia tutti d’accordo per il ripudio della violenza come mezzo di confronto politico. Non credo che la strada possa essere quella di denunziare chi definisce un suo concittadino un fascista, non solo perché non credo nello strumento penale al di fuori del crimine naturale, ma perché chi dà del fascista non offende nessuno. Essere fascista deve essere una qualificazione politica come un’altra e le leggi, comprese le norme della Costituzione, che vanno in direzione contraria, dovrebbero essere abolite.

CASI PALAMARA E BIBBIANO PUNTA DELL’ICEBERG
Il caso Palamara esiste da quanto è stato istituito il Consiglio Superiore della Magistratura, così impropriamente qualificato perché, in realtà, esso è lo specchio fedele dell’Associazione Nazionale Magistrati, quella che Cossiga qualificava come “Associazione per delinquere”, rilevando che, con operazioni delinquenziali, si gestiva il potere giudiziario attraverso lottizzazioni e scambi di interessi. La vicenda Palamara ha fatto esplodere il caso perché si sono aggiunti gravi fatti di corruzione. Considero il caso Palamara, dunque, la punta dell’iceberg, perché non solo il sistema è spalmato su tutto il territorio nazionale anche in termini di corruzione, ma soprattutto perché sotto il sistema si giocano altre schifezze. Se potessi parlare io da una posizione di immunità, rivolterei la giustizia come un calzino.

Anche Bibbiano è la punta dell’iceberg: i Tribunali per Minorenni sono da abolire a causa di magistrati incapaci e della corruzione dilagante. Ad oggi nulla accade e gli interessi illeciti prosperano.

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