In ottemperanza alla rima manzoniana che dice «di mille voci al sonito mista la sua non ha», ho atteso che il polverone suscitato da giornali, tv e social network, nonché dalle chiacchiere sparse qua e là sull’uccisione del Vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, si depositasse.

La magistratura chiarirà quei punti oscuri che evidentemente sussistono nella dinamica dei fatti e sancirà una realtà processuale. Per ora, sono chiari due punti carichi della peggiore vergogna:

  • il vomitevole commento di una insegnante;
  • gli ipocriti peana per un giovane delinquente ammanettato e bendato.

Mi permetto di «vomitare» (la bile, si sa, favorisce l’emesi) due commenti.

Il primo: stando ai quotidiani ma anche alle notizie dei TG, una insegnante avrebbe spietatamente vergato il proprio commento circa la morte del giovane Carabiniere.

La ringrazio signora insegnante (il signora è di troppo… ma fa pendant) per quello che lei ha scritto su Facebook: “Uno di meno, e chiaramente con uno sguardo poco intelligente, non ne sentiremo la mancanza”.

La ringrazio perché avevo deciso di non lasciarmi coinvolgere, in fondo quel carabiniere è morto facendo il proprio dovere, mi dicevo, per cui, in maniera militarmente schietta: onore a lui caduto, appunto, sul campo dell’onore. Invece, lei, con la sua spietata quanto infame considerazione partecipata su Facebook, ha testimoniato l’esistenza di vili maramaldi capaci di uccidere un uomo morto, senza pietà per sua madre e per la sua giovane sposa.

Lei, in quella foto ha addirittura riconosciuto uno “sguardo poco intelligente”. Io non la conosco, ma so che se esistesse uno specchio dell’anima, la sua non sarebbe riflessa.

Sì, grazie a lei e ai corifei del “camerata basco nero il tuo posto è al cimitero” prendo coscienza che la Patria è in pericolo… Altro che fascismo, omofobia e xenofobia, è in pericolo a causa di gente come lei o come quell’altra insegnante distintasi per aver urlato in strada, bottiglietta di birra in mano, all’indirizzo delle Forze dell’Ordine “bastardi dovete morire”. Gentaglia che odia gli italiani perché non hanno votato come quella gentaglia si aspettava che votassero e adesso, in preda alla peggiore “rosica”, accusano Carabinieri e Polizia di essere violenti fascisti e noi italiani di essere diventati omofobi e xenofobi in preda di rigurgiti di nazifascismo.

Se non ci fosse di mezzo un giovane Carabiniere caduto sul campo dell’onore, una giovane sposa e una madre disperata, cara la mia signora (lei capisce che anche il cara serve solo a fare pendant e signora è volutamente scritto con la “s” rigorosamente minuscola) le direi che è ridicola; in realtà, reprimendo non poco il mio sdegno per la sua persona, le dico papale papale che lei è sicuramente una imbecille e mi chiedo, preoccupato, che cosa potrà mai insegnare ai suoi alunni.

Sono un Colonnello in pensione, mi chiamo Corrado Corradi, e saluto militarmente quel giovane Carabiniere caduto e abbraccio con affetto sua madre e la sua giovane sposa, chiedendo loro scusa per quello che una insegnante italiana ha potuto esprimere con quella maledetta considerazione.

Il secondo commento riguarda, invece, l’indicibile polemica su quel giovane delinquente legato e bendato.

Quel delinquente, seduto con le mani legate dietro la schiena e gli occhi bendati, non può suscitare scandalo a meno che non lo si voglia strumentalizzare per questioni di rivoltante ipocrisia e meno ancora può suscitare sciocche polemiche sulla liceità o meno di tale trattamento per due motivi molto semplici:

  • di fronte a un atto come quello che ha commesso (11 fendenti a un Carabiniere), un eccesso, non violento, di forza da parte dell’Arma è più che giustificato e inoltre, se i Carabinieri han deciso di legarlo e bendarlo, avranno avuto le loro ragioni: avete idea di cosa avviene spesso nei commissariati di polizia e nelle stazioni dei carabinieri quando arrestano un drogato? Ricordo benissimo una scena in cui un mascalzone drogato ha demolito a testate il muro della sala d’aspetto di un commissariato nell’intento di autolesionarsi ed incolpare le Forze dell’Ordine); Se si contestano a priori le ragioni di un tale trattamento, ebbene allora sciogliamo l’Arma e anche la Polizia e soprattutto sospendiamo l’addestramento alla resistenza agli interrogatori dei nostri soldati… Sopprimiamo le manette e le inferriate alle finestre delle carceri.
  • Che senso ha stracciarsi le vesti per un trattamento che nulla ha di violento ma solo un po’ «muscoloso», quando invece si invoca il 41 bis (isolamento diurno e notturno, luce accesa e sorveglianza h24 – anche quando vai in bagno – un’ora d’aria, nessuna attività, una visita al mese, tv e giornali censurati): una tortura psicofisica perpetuata, usque ad mortem, per altri assassini. Ma soprattutto, se quelli che adesso lanciano i loro più sciocchi peana sui diritti umani, non avessero imperversato sulle Forze dell’Ordine, per questioni di bassa ideologia da loro aprioristicamente ritenute violente, e avessero autorizzato senza sterili, ma strumentali polemiche l’adozione del «taser», adesso non saremo a questo punto, con un carabiniere morto ammazzato e un criminale che gli ruba la scena perché non trattato con i guanti.

Circa la reazione indignata dei media statunitensi, non facciano ridere e pensino piuttosto a chiudere Guantanamo, del quale un democratico presidente, insignito aprioristicamente del Nobel, ne aveva ordinato la chiusura, non mancando però di chiosare un vergognoso «appena possibile». Ordine sospeso dalla decisione del successore, che ne ha decretato, invece, l’operatività per un altro lustro. America dove, quel giovane assassino, manco ci sarebbe arrivato allo «Sheriff’s Office», in quanto freddato per strada al primo fendente.

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