Il 15 agosto una delegazione di giovani militanti di Forza Nuova è sbarcata a Beirut, per iniziare un viaggio di 6 giorni che li porterà dal Libano a visitare le principali località della Siria.  

Questa visita segue i già numerosi incontri avvenuti negli ultimi anni tra i patrioti italiani e quelli libanesi e siriani, legati dalla comune appartenenza alla Cristianità come ponte e simbolo di fratellanza tra i popoli europei e mediorientali che resistono alla barbarie del terrorismo jihadista e dei suoi fiancheggiatori.  

La visita vuole sottolineare e sostenere la possibilità di un riavvio del turismo in Siria, ora che la guerra che ha insanguinato il paese volge al termine e vede la vittoria totale delle forze governative sulle brigate terroristiche internazionali di ISIS, al Qaeda e delle altre formazioni ribelli che negli ultimi anni hanno cercato di rovesciare il legittimo governo siriano. 

Oggi il turismo in Siria ha la possibilità di ripartire in particolare grazie ai giovani, che hanno l’opportunità unica di tornare a visitare un luogo ormai sicuro come Damasco, capitale siriana dotata sia di siti archeologici che di aree moderne la cui ricostruzione, dopo i danni della guerra, si avvia ormai al completamento. 

La volontà dei militanti forzanovisti giunti in terra siriana è quella di far conoscere ai ragazzi italiani la situazione siriana e di spingerli a compiere un viaggio diverso dal solito, controcorrente rispetto alle mete più gettonate, ma che consentirà loro di vivere l’esperienza unica di vedere un paese rinascere dalle ceneri di una guerra terribile e sanguinosa, che negli ultimi 8 anni ha causato oltre 500.000 morti. 

Il viaggio porterà i forzanovisti a visitare Damasco, Homs, Aleppo – capitale economica della Siria prima dell’inizio del conflitto – e Maaloula. Quest’ultimo, in particolare, si tratta di un luogo magico, sede di due monasteri e una tra le pochissime località rimaste al mondo in cui si parla l’aramaico, la lingua parlata da Gesù Cristo. 

Le esperienze vissute durante il viaggio saranno raccontate dai partecipanti durante una conferenza prevista per la fine di settembre, dove ci sarà modo di affrontare con diversi ospiti il tema del conflitto siriano, delle sue cause e dei suoi colpevoli, nonché della difficile transizione alla pace che il paese sta affrontando e che l’Europa intera dovrebbe supportare con investimenti a lungo termine che permettano la ricostruzione dell’unico, vero baluardo contro la barbarie islamista in terra mediorientale.