Il Partito Social Nazionalista Siriano, uno degli attori militanti più presenti nel contesto della guerra civile siriana, partecipa attivamente da lungo tempo alla vita politica libanese e siriana. Fu fondato nel 1932 da Antun Saade con l’intento di definire il “nazionalismo siriano” e tra i punti principali del Partito Social Nazionalista Siriano vi è la riunificazione della Grande Siria (Siria, Libano, Palestina, Giordania, Ovest Iraq, zone della Turchia meridionale popolate da siriani e Cipro) e l’edificazione di uno Stato laico – cioè non governato dalla sharia, ma ben diverso dal laicismo antireligioso occidentalista.

Il PSNS, come ogni partito, ha i suoi punti principali: la disciplina autoritaria, la realizzazione della Grande Siria, la riforma radicale della società attraverso la sua secolarizzazione, la riforma del lavoro in senso socializzatore, dell’istruzione secondo i canoni dell’educazione nazionale e del prestarsi al sacrificio in nome della Patria durante guerre o conflitti di qualsiasi entità.

Il PSNS in Siria è suddiviso in tre rami – PSNS Centrale, PSNS Intifada e l’Ala di Rinascimento Nazionale Sociale – e la guerra e le realtà miliziane hanno dato nuovo vigore alle due correnti principali.

Per quanto concerne le “Primavere Arabe”, il PSNS si è contraddistinto per le posizioni prese verso il regime baathista. Ad esempio, dall’inizio dei disordini in Siria, i membri del PSNS Centrale non si schierarono affatto contro il regime, organizzando al contrario vere e proprie contro-manifestazioni in favore di Assad, collaborando costantemente con l’esercito siriano e le realtà popolari vicine al Partito Baath siriano (il partito di Assad). Differenza di fondo tra i due partiti è che mentre il PSNS punta all’unificazione della patria siriana, il Baath aspira a riunificare l’intero mondo arabo.

Diversi militanti PSNS morti in battaglia contro i sionisti – tra i quali anche ragazze – sono riconosciuti come veri e propri eroi nazionali. Il culto dell’eroe, il concetto di realizzazione del sacrificio e del martirio, sono quindi ben presenti nell’impostazione ideologica e nella formazione spirituale dei militanti del partito.

Con la guerra civile siriana il PSNS Centrale (al contrario di quello Intifada, corrente minoritaria) ha assunto sempre più posizioni nette all’interno del conflitto, divenendo protagonista di primo piano sul campo di battaglia, formandosi a livello paramilitare, guadagnandosi la fiducia del regime, e svolgendo un ruolo essenziale per la riconquista della Siria e la sua liberazione dalle forze ribelli colluse con gli islamisti e l’occidentalismo sionista/americano. Questa svolta porterà il Partito Social Nazionalista Siriano ad uno stretto rapporto con il Partito Baath, oltre che con lo stesso Assad, sviluppando una visione comune della Siria e del suo ruolo internazionale.

Il PSNS centrale fa da riferimento alla milizia delle Aquile del Tornado, realtà paramilitare che ha stretti rapporti, oltre che con l’Esercito regolare, con le forze libanesi di Hezbollah, condividendo con questi lo stesso campo di battaglia, le stesse operazioni militari e spesso anche la stessa formula di addestramento. Inoltre, con il coinvolgimento della Russia nello scenario di guerra, le gesta delle Aquile del Tornado sono state premiate dal Ministero della difesa Russo con delle medaglie d’eccellenza per l’efficienza militare sul campo di battaglia.

A livello geopolitico, il Partito Social Nazionalista Siriano, ha intrapreso un legame di sincera amicizia e collaborazione con Roberto Fiore e con il movimento Forza Nuova. Al momento in cui scriviamo, una delegazione forzanovista è in visita in Siria in un’ottica di solidarietà e collaborazione tra movimenti fratelli.

Attualmente il PSNS, quindi, si trova ad essere cruciale negli avvenimenti della guerra civile siriana e ciò sta comportando un aumento della sua popolarità (è attualmente il secondo partito in Siria) oltre che della sua formazione politica e militare in crescita costante, divenendo così riferimento per moltissime realtà che si rifanno al socialnazionalismo sia in Europa che in Sud America, oltre che ovviamente, in medio-oriente.