L’avvento dei social ha avuto un effetto devastante sulle nostre intelligenze e sulla nostra fantasia: abbiamo scoperto il reame dell’imbecillità e, scopertolo, lo abbiamo assiduamente frequentato sicché quel reame ci è divenuto familiare… fin troppo!

Ne abbiamo viste e lette di così disparate, le castronerie dalle quali siamo stati bombardati quotidianamente sono state cosi enormi, la logica talmente vacillante, che ci siamo arresi persino ai post di Alessia Morani o del cuoco che, dichiarazioni alla mano, di certo confonde porcini e funghi allucinogeni.

Nella resa, stremati da un tal bombardamento mediatico, a molti son parse dotate di un qualche senso e addirittura di una qualche, seppur tremolante, consistenza le dichiarazioni della gaffeur di cui sopra, quelle di uno chef suonato e di un Sanfilippo davvero diabolico.

Persino le ormai famigerate tendine di Alessandra Moretti pretendono ed ottengono una loro collocazione nel sinuoso mondo di FB, dove tutto, dal pitone gay alla suora abortista, trova, nella grande macchina della mistificazione, senso e giustificazione.

Mai però avrei potuto credere che la parte più sana d’Italia, quella che sta eroicamente resistendo all’avanzata della bolgia, quella che pur avendo disertato prima, ha trovato (non so dove, non so come… ma forse sangue e storia qualcosa significano!) il coraggio di negare, più o meno timidamente, il proprio consenso alla dissoluzione, si facesse sedurre dalla corbelleria più immane che abbia sentito negli ultimi tempi: la soluzione del problema dei flussi migratori è nella ridistribuzione.

Possibile che siamo così abituati al ragionamento sgangherato da lasciar passar per buona un’idiozia di tali dimensioni? Il disordine della storia trovi almeno un argine, un puntello, un baluardo nel ragionamento e nella logica.

E allora che si legga il grande vescovo nero, Sarah, e si evitino i commenti degli Oscar Giannino, maestro di verità oggi che ieri mentiva su lauree mai conseguite. Non si leggano neppure per riderne, i post delle ragazzotte del PD: sono virus e i virus sono contagiosi.

Abbiate tutti paura delle innumerevoli puttanate con le quali vi tempestano il cervello, perché leggere continuamente puttanate indebolisce la capacità di usare la logica, così come frequentar puttane rende più difficile imbattersi nella “donna da sposare”.

Ritroviamo il semplice buonsenso, altrimenti anche i migliori di noi, vinti da continui lavaggi del cervello, potrebbero ritrovarsi, emuli di qualcuna in Parlamento, a storcersi come ossessi quando si dirà che i bambini nascono da un padre e da una madre.

Si faccia attenzione, perché già in molti credono in “un efficace ricollocamento dei migranti nei Paesi europei”, che è come dire che l’Italia si salverà dal cancro dell’islamizzazione e dell’africanizzazione, condividendo la malattia con altri, peraltro non raramente più malati di lei!

Fesserie, appunto, e coi tacchi a spillo!

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