Giuro, non ho niente contro Greta, la considero una bambina sicuramente intelligente, sfruttata da una sapiente quanto spietata organizzazione pubblicitaria che, con un ecologismo ideologico e di maniera, inquina l’ambiente più del motociclista che sversa l’olio esausto in un tombino.

Pertanto, oltre a farmi simpatia, Greta suscita in me quel senso paterno di incazzata protezione, che sorge in ogni uomo che vede un ragazzino sfruttato, un po’ come quando vedo un bimbo rom che chiede (indottrinato a dovere dal padre) l’elemosina.

L’ho vista in tv rivolgersi ad un’assemblea dell’ONU tutt’altro che onorevole per l’appiattimento di cotanti membri davanti ad una ragazzina che, lì, in quel luogo e in quel momento, purtroppo, era solo una ragazzina usata, né più né meno come lo sono i bambini rom che mendicano a favore dei loro disonesti genitori.

Il piglio di Greta era tosto, per cui a lei rivolgo il mio: Brava Greta! veramente brava, e anche se sorridi poco sai essere simpatica e susciti tenerezza, ma anche rispetto!  

È pertanto evidente che, essendo la Sindrome di Asperger un disturbo che non comporta ritardi nell’acquisizione delle capacità linguistiche né disabilità intellettive, questa costituisce l’elemento di captatio simpatiae (si può dire? Diciamolo, tanto ci siamo intesi) artatamente pubblicizzato e necessario a smuovere i sentimenti.

Ma ai membri dell’assemblea ONU dico:

  • insipienti rappresentanti delle nazioni, nessuno di voi che si sia reso conto che qualcuno sta sfruttando per questioni di soldi e di ideologia una ragazzina?
  • nessuno di voi si rende conto che qualcuno sta usando una bambina e il suo handicap, che la rende ancor più bella, per creare un simbolo ideologico?
  • nessuno di voi che si sia reso conto che quel simbolo, di per sé curioso (una ragazzina Asperger), viene usato per promuovere la più vile confusione tra l’inquinamento e il riscaldamento del pianeta e scucire un tornaconto da una convinzione poco scientifica e molto ideologica ?

Con piglio serio e fermo Greta ha ripetuto :

  • “Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E tutto ciò di cui parlate sono i soldi? Come osate?”
  • “La speranza viene da noi giovani, come osate? Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote, eppure sono tra i più fortunati. Le persone stanno soffrendo, le persone stanno morendo, interi ecosistemi stanno crollando”;
  • “Il mio messaggio è che vi terremo d’occhio. Tutto questo è così sbagliato. Non dovrei essere qui, dovrei essere a scuola, dall’altro lato dell’Oceano. Venite a chiedere la speranza a noi giovani? Come vi permettete?”.

In maniera generale (troppo poco per sostenere la scientificità del cazziatone rivolto da Greta a quei “giganti” dell’ONU), Greta ha ragione. Già nel 1973 Konrad Lorenz nel suo libretto “Gli otto peccati capitali della nostra civiltà” metteva in guardia dall’eccessiva antropizzazione, paragonando le megalopoli a cellule tumorali, dall’inquinamento e dal rischio che comportava il possibile aumento di qualche grado della temperatura media della terra.

Su una cosa Greta si è sbagliata, ed è quando ha detto “…ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento, gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi…”.

Ha sbagliato perché i giovani, accecati dalle mene dell’organizzazione pubblicitaria che di Greta ha fatto un simbolo e dall’insipienza dei rappresentanti delle nazioni che siedono in assemblea all’ONU, è difficile che inizino a capire ed è difficile che possano tener d’occhio qualcuno.

Continueranno ad essere presi per i fondelli, come noi vecchi.