Non sappiamo ancora che cosa sia la morte, siamo solo coscienti che si tratti di un passaggio irreversibile che annulla la vita, e vogliamo imporre a suon di articoli di legge l’eutanasia, un’azione che rende legale la morte provocata!?

Grillo non mi è mai stato simpatico, né come comico né come capo politico, però credo che, in questo caso, il suo “VAFFA” calzi a pennello.

Quando il noto dj Fabo è stato soppresso, ottemperando alla sua volontà di morire, qualcuno ha detto (più o meno) «vola libero nel cielo, dj Fabo».

In questo caso, più che a Beppe Grillo farei ricorso al più simpatico Alberto Sordi, il quale avrebbe chiosato: «Ma che cazzo stai a dì?».

Cosa ne sappiamo se stia volando libero nel cielo oppure si sia spento per l’eternità come se non fosse mai esistito, oppure se stia affrontando un travaglio per il quale non era pronto. Di sicuro ora, i miei cinque sensi terreni, ma soprattutto quel razionalismo che si affida esclusivamente alle evidenze materiali, possono solo testimoniare che «sei nella terra fredda/sei nella terra negra, né il sol più ti rallegra/né ti risveglia amor».

Io, da «cattolico baciapile», considerato un imbecille da chi cattolico non è (qualcuno ha anche scritto un libro sull’idiozia dell’essere cattolici), confido nella divina provvidenza e misericordia. Pertanto, prego in silenzio affinché Fabo e chi come lui possa godere della luce eterna nell’aldilà, ma di fronte alla morte non ho spiegazioni e chi non è cattolico non ha risposte più esaurienti delle mie, per cui mi chiedo: ma come diavolo ci si può sentire a posto con la coscienza sparando quella frase: «vola libero nel cielo, dj Fabo», che a maggior ragione per il razionalista è un’idiozia, perché tangibile evidenza (cara al materialista) dimostra che il dj Fabo, come tutti gli altri defunti, si sta decomponendo e mineralizzandosi due metri sottoterra?

Solo io povero idiota cattolico e, per qualcuno, baciapile, posso permettermi il privilegio di sperare perché per me, con Dante, la fede è «sustanza di cose sperate e argomento de le non parventi» (Paradiso XXIV) e quanto al mistero che ci circonda dalla nascita alla morte, sempre concordo con il sommo poeta: «Matto è chi spera che nostra ragione/ possa risalir la infinita via/ che tiene una sustanza in tre persone./ State contenti, umana gente, al quia/ che, se possuto aveste veder tutto/ mestier non era parturir Maria». Un capolavoro di fantasia, dirà il razionalista; un gran condensato di filosofia, mistica e teologia, dico io da somaro cattolico.   

Ma l’intelligentone razionalista, laico e magari anche materialista, come fa a non rendersi conto che la morte è una scommessa irrevocabile tra il continuare ad essere (in un’altra dimensione) e il cessare (per sempre) di essere, che condensa tutto il senso di un’esistenza, un passo fatale, definitivo: l’ultimo passo. E il razionalista illuminato ha dato al dj Fabo la spinta definitiva per compiere quel passo.

Sono sicuri gli illuminati razionalisti che quella sia stata un’azione giusta? Sono sicuri che il dj Fabo fosse davvero pronto per questo? Sono sicuri che la sua richiesta non fosse dettata solo dalla disperazione e che quella disperazione fosse andata negletta da persone mosse più dall’ideologia che dall’amore?

Tu, intelligentone razionalista ed eutanasista, che ne sai della morte per dichiarare che è il male minore, a fronte di una vita piagata dal dolore?