Erano attese da alcuni giorni, e alla fine sono arrivate. Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti, ha rassegnato le dimissioni. La decisione sarebbe legata all’approvazione della Manovra, con il mancato stanziamento dei fondi attesi per il suo dicastero (circa 3 miliardi).

In attesa di sapere quale sarà il futuro politico dell’ex-ministro – dato in uscita dal Movimento 5 Stelle e in procinto di fondare un gruppo parlamentare autonomo – è arrivato chiaro e netto il giudizio negativo da parte di Lotta Studentesca, movimento giovanile di Forza Nuova, sul suo operato al MIUR, breve ma denso di decisioni e dichiarazioni a dir poco controverse.

“Dalle ultime notizie, Fioramonti si è dimesso dall’incarico di Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca attraverso una lettera di dimissioni formali nei confronti dell’attuale Premier Conte, una controversia alquanto ridicola e incomprensibile tra di loro, a quanto pare.” recita il comunicato dei ragazzi di Lotta Studentesca, che rivendicano la paternità ideologica dell’opposizione al ministro: “Attualmente, le scuole italiane hanno bisogno di essere curate in ogni punto di vista, strutturale, culturale e ideologico. Una vittoria, per noi ragazzi, la sua dimissione […]”

Pur non rappresentando, a loro avviso, il prodromo a una svolta eclatante – dato che senz’altro “si andrà incontro ad un Fioramonti bis”, riferimento probabilmente dettato dalle voci che vogliono come suo successore Nicola Morra, ex-professore di Liceo, grillino “ortodosso” noto per le sue simpatie antifasciste e giustizialiste – Lotta Studentesca il carattere assolutamente eccezionale, in negativo, della breve esperienza di Fioramonti al MIUR: “Fioramonti, si è particolarmente distinto in questi mesi sia per le sue dichiarazioni fuori da ogni concetto logico, sia per la povertà di idee innovative utili a migliorare il sistema scolastico nazionale. Una storia già vista e rivista negli ultimi anni. Come non ricordare l’esilarante Ministro Fedeli, “quella con la terza media”, o Bussetti, a cui forse è davvero stato concesso poco tempo.”

L’auspicio finale del comunicato è dunque chiaro: “Non basterà cambiare Ministro, poiché il ruolo in se è vittima scadente di una società mal gestita da decenni ma ci auspichiamo che venga cambiato totalmente il sistema scolastico italiano: dai fondi sull’edilizia fino al caro-libri promosso dalle case editrici e appoggiato dallo Stato.L’inutile silenzio non deve più essere l’arma di politici “garanti” del nostro futuro.
ADESSO BASTA!”

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