La rivoluzione femminista avanza (ve ne eravate accorti?) ed avanza velocissima e lieve sulle ali del vertiginoso pensiero politico di Mattia Santori, si posa sul velo della sardina islamico/boldriniana e ridacchia alle spalle di una donna che, in piazza, ha osato dirsi fiera (Diooo miooooooooo!) di essere cristiana.

La rivoluzione femminista s’arresta intimidita di fronte agli stupri, migliaia, degli islamici contro le donne cristiane; subisce, zitta e spaventata, le angherie dell’immigrato che, giorni fa in Grecia, ha preso a pugni una signora rea di essersi fatta il segno della croce davanti ad una chiesa; tace non per viltà (non sia mai!), ma per questioni di buona educazione: l’islamico, si sa, è permaloso e reagisce male!

La rivoluzione femminista non molla però sulle questioni fondamentali.

Già parlai del free bleeding (niente assorbenti! Il mestruo è naturale e nessuno ci imponga di tamponare ciò che naturalmente fuoriesce!) ed ora vi annuncio la riesumazione di una antica lotta nordeuropea: il nowax.

Mentre in Italia più di 30.000 bimbe hanno detto già addio ad una sessualità normale grazie alla civile ed indolore pratica dell’infibulazione e circa 2000 lo diranno il prossimo anno, la lotta femminista si concentra sul pelo… una imbecillità infinita sospesa nel tempo e nello spazio.

“Niente ceretta! Pelo libero, polpaccio mascolino! Non sarà il maschio ad imporci standard di bellezza! Che Tarzan si innamori di Cita e lasci perdere quella remissiva di Jane!”

Gomez Davila diceva che “ogni pace si compra con delle viltà”: le femministe di oggi credono davvero che la pax islamica si otterrà tacendo, occupandosi del nulla, tifando per l’aggressore. Povere illuse, loro ed i nostri uomini sempre più inebetiti, sempre meno in grado non dico di difenderci, ma nemmeno di tirare un ceffone a qualcuno che offende il loro (e il nostro!) onore, provocandoci per strada con male parole o con sguardi da pornografia.

Uno scrittore statunitense di metà Ottocento scriveva: “Vigliacco è chi nell’emergenza del pericolo, pensa con le proprie gambe”.

Ecco, intorno a me vedo tanti podisti e nessun pugile.

Gli uomini hanno sempre più spesso lo sguardo di Santori, le donne quello della Littizzetto… sono tanti e dicono di essere la soluzione, ma io, che amo Gomez Davila, lo cito di nuovo:

“Quanto più gravi sono i problemi, tanto maggiore è il numero di inetti che la democrazia chiama a risolverli”.

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