Immaginare una guerra USA-Iran è impossibile. Di sicuro, però, la sognano, da vincitori, i wahhabiti e la Fratellanza musulmana, insomma quella parte dell’Islam più troglodita (alleata degli USA[1]) che rema a favore della «fitna», ossia la resa dei conti con gli odiati sciiti. Fitna della quale, al resto del mondo islamico evoluto, non può importare di meno, visto che tale mondo non disdegnerebbe un riavvicinamento tra queste due correnti capace di dare una svolta, in senso metafisico, ad un Islam ormai sclerotizzato in una spiritualità che si occupa solo di regole sociali fuori dal tempo ma tanto care a paesi come l’Arabia Saudita e le altre monarchie del golfo, le quali vedono la propria credibilità religiosa sfaldarsi ogni giorno di più (a nulla giovano, infatti, quei minimi provvedimenti come l’autorizzazione alle donne di poter guidare l’auto o di passeggiare da sole e non in compagnia del padre, del fratello o del marito).

Il raid statunitense che ha portato all’uccisione del Generale Soleimani non è stato un’azione prodromica ad una guerra che gli USA sanno essere insostenibile. L’Iran non è l’Iraq del 2003 e ha un alleato di tutto rispetto, la Russia attuale, che, in ottemperanza al romano «pacta sunt servanda» non lo lasceranno da solo… gli yankee conoscono bene Putin.

Mi sembra evidente che con l’eliminazione del Generale Soleimani in visita a Baghdad, gli Stati Uniti abbiano reso un servizio all’Arabia Saudita e alla Fratellanza musulmana togliendo all’Iran, loro acerrimo nemico, l’uomo militarmente forte, apprezzato dal popolo intero, in grado inoltre di controbilanciare il potere degli Ayatollah, oltre che costituire un pericoloso coagulo suscettibile di attrarre l’attenzione dei popoli del mondo islamico, stufi ormai di una classe dirigente musulmana degna del peggior teatro da grandguignol… in pratica un favore ai Sauditi e all’Islam wahhabita, ma anche agli Ayatollah stessi: come al solito, un capolavoro di stupidità.

Viene poi da chiedersi  com’è che gli USA, dopo aver rivoltato l’Iraq come un calzino e aver favorito l’ascesa di Nouri Al Maliki (uomo di Soleimani) a primo ministro subito dopo la caduta di Saddam, adesso abbiano deciso di considerarlo un leader tanto pericoloso per le sorti del mondo da eliminarlo in barba al diritto internazionale e alla sovranità di uno Stato.

Nel mondo arabo-islamico, gli Stati Uniti sono spesso indicati come gli «shaitan» ossia i satanassi, vuoi vedere che hanno ragione loro? Dal Vietnam in poi, ne avessero azzeccata una!


[1] I Bush consideravano «uno di famiglia» il Principe Bandar, allora a capo dei servizi sauditi.

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