In questo periodo, in cui imperversa la crisi libica e la proditoria eliminazione del Gen. iraniano Soleimani non è ancora stata digerita lasciando intravvedere pericolosi sviluppi (anche se in merito rimango scettico[1]), non si fa altro che parlare di terrorismo islamico, ma le idee al riguardo non sono per niente chiare.

La confusione inizia con la distinzione tra sci’iti e sunniti, quasi sempre enunciata in maniera non solo approssimativa ma spesso errata. È destinato a far storia, per esempio, il refuso sulle cartine geografiche di una trasmissione RAI in cui l’Arabia Saudita era data per sci’ita e l’Iran era diventato sunnita. Solo un refuso, si dirà. Certo, un refuso che fa sorridere ma che la dice lunga sulle competenze degli autori dei servizi, dei correttori di bozze e dei responsabili vari, che tutti immaginiamo impegnati in una serie di controlli e verifiche, ma come ha fatto a passare al vaglio dei controllori un refuso così marchiano? Mah!

Ma non è questo il punto.

Le affermazioni dei vari esperti – chiamati dai media a spiegare come stiano le cose – che più lasciano di stucco, sono sostanzialmente le seguenti:

  • «Il terrorismo islamico che l’Iran porta in giro per il mondo» (???);
  • «L’Iran promuove il jihad» (???)
  • «Le milizie iraniane in Iraq… » (sì, ma …)

Ebbene, mi accingo a smontare queste baggianate degne della più greve ignoranza, tanto più greve perché essendo il momento grave (mi si passi il bisticcio) abbiamo bisogno di verità, non di confusione.

  • Il terrorismo islamico in giro per il mondo è di marca squisitamente sunnita ed è perpetrato da moujahiddin[2] riconducibili non solo a istanze estremiste come la «Salafa[3]» ma anche a istanze, dicamo così, più accettate anche in casa nostra, come quelle avanzate dalla Fratellanza musulmana, nonché quelle del wahhabismo. Tutte sunnite, tutte riconducibili all’alleato Saudita e tutte visceralmente anti sci’ite!

Nessun movimento sci’ita ha compiuto attentati, se non in zone di guerra, e di sicuro nessuno ha provveduto a sgozzare cristiani, come, invece, ne hanno sgozzati e continuano a sgozzarne i sunniti fattisi jihadisti, perché condizionati dalla predicazione wahhabita (che è l’Islam professato dalla casa regnante Saudita).

  • L’Islam sci’ita iraniano, al contrario dell’Islam sunnita dell’Arabia Saudita, non coltiva nessun «lebensraum» spirituale mirato a convertire l’orbe intero, ma si accontenta di un «lebensraum» regionale limitato a Siria, Libano, Iraq e Stati viciniori dei confini Est, ove insistono nutrite comunità musulmane sci’ite.

La spiritualità sci’ita non prevede la conversione (anche forzata) del mondo non islamico.

Mentre i nostri alleati sunniti di Arabia Saudita e dintorni sognano di convertire il mondo (anche e soprattutto noi cristiani), i cattivi sci’iti iraniani si accontentano della «main mise» sulle comunità sci’ite dei paesi confinanti lasciando loro una certa libertà di interpretazione religiosa, basti pensare alla laicità degli sci’iti ‘Alawiti, o ad altre correnti mistiche che sconfinano nell’esoterismo (i drusi).

  • È vero che le milizie sci’ite in Iraq sono riconducibili in maniera diretta all’Iran, ma è altrettanto vero che sono state pasciute fino a ieri in funzione anti- sunnita dalle truppe americane, che hanno liberato l’Iraq dal sunnita Saddam. Sotto il commissariamento americano in Iraq è stato primo ministro Nouri Al Maliki, uomo della iraniana Forza al Qods, dunque di cosa stiamo parlando?

Fin qui le approssimative e inesatte, per non dire mendaci, affermazioni attribuibili al giornalismo della prima ora.

Passiamo adesso alle considerazioni degli strateghi che hanno seguito, con analisi più approfondite, le suddette sciocchezze.

  • L’Iran è un paese che calpesta quotidianamente i diritti umani, ove le donne vengono lapidate e gli omosessuali precipitati dai palazzi. Dobbiamo fermarlo prima che infetti l’Islam.
  • L’Iran va fermato perché sta costruendo la bomba atomica.
  • L’Iran è come la Germania nazista, vuol conquistare se non il mondo, sicuramente tutto il Medio Oriente.

A tali scemenze si può rispondere così:

  • L’Iran calpesta quotidianamente i diritti umani? Sì, secondo le categorie occidentali e liberal-democratiche. Non so se lo faccia quotidianamente, ma sicuramente non ha ancora eguagliato il nostro alleato saudita, al quale tributiamo ammirazione per il solo fatto che nel 2019 ha concesso alle donne di guidare l’automobile.
  • L’Iran sta costruendo l’atomica? Probabilmente sì, ma che ne è del Pakistan totalmente sunnita, ove non mancano i cristiani uccisi per il fatto di essere tali e dove esiste la legge sulla blasfemia, che facilita oltre agli assassinii anche le esecuzioni capitali, sempre in danno dei cristiani o di chi musulmano non è? In Iran nessun cristiano è stato assassinato e nemmeno giustiziato in ottemperanza alla ipocrita legge sulla blasfemia, che in alcuni paesi nostri alleati permette di far uccidere legalmente chi non è musulmano.
  • L’Iran vuol conquistare il mondo, e se non il mondo almeno il Medio Oriente?

Il mondo!? Ma non facciamo ridere! Quanto al Medio Oriente, a parte la Siria, alleata dell’Iran e lo Hezbollah libanese, il Medio Oriente (per noi italiani Vicino Oriente) è ben più ampio: Giordania (sunnita), Palestina (sunnita, ove imperversa Hamas sunnita), Israele, l’Egitto (paese cerniera tra Africa e Vicino e Medio Oriente, anch’esso sunnita), ove insiste la penisola del Sinai nella quale imperversano gruppi jihadisti sunniti.

Quello che alcuni non riescono (o non vogliono) a capire è che il peggior nemico dell’Islam sci’ita è l’Islam sunnita (wahhabita dell’Arabia Saudita, l’Islam della confraternita dei Fratelli Musulmani e delle altre correnti integraliste), al quale gli yankee hanno reso un grande favore uccidendo il Generale Soleimani.

Non inganni la presenza di Hamas (sunnita e jihadista, legato a doppia mandata alla Fratellanza Musulmana) ai funerali del Generale Soleimani in terra sci’ita, (c’erano delegazioni provenienti da un po’ tutto il mondo arabo-islamico non sci’ita), si è trattato di mera opportunità politica.

E non si dimentichi che il Generale Soleimani è stato quello maggiormente impegnato nella lotta a Al Qaeda e ISIS (filiate dall’Arabia Saudita e pasciute dalla Fratellanza Musulmana, quella di Erdogan). Una cosa è evidente: c’è un Occidente che avversa chi combatte i terroristi, mentre non disdegna di andare a braccetto con chi li finanzia.


[1]In seguito all’uccisione del Generale Iraniano Soleimani, l’Iran ha roboantemente annunciato una dura rappresaglia e non poteva non essere roboante, almeno nelle dichiarazioni, tuttavia ritengo che  non verranno compiute azioni eclatanti.

Nessun impianto petrolifero verrà attaccato da forze riconducibili all’Esercito iraniano, nessuna petroliera verrà colpita nello stretto di Hormuz dalla Marina iraniana, ma continueranno quelle azioni di lancio di razzi e tiro di mortai contro basi statunitensi e imboscate con RPG contro convogli. In pratica, niente di nuovo sotto il sole, solo un incremento, da parte sci’ita, di azioni che prima erano condotte dall’insorgenza sunnita.

[2] Moujahiddin = colui il quale pratica il jihad armato.

[3] Il movimento salafita  si ispira alla tradizione dei «pii antenati» di Mohammad in tutto per tutto (vestimentario, matrimonio, regole di vita quotidiane, etc).

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