Italia, 2020. Viviamo in un posto meraviglioso, l’hanno chiamato “Occidente”. Ci hanno detto che è sotto attacco e ci hanno detto che il nemico non usa armi e tecniche convenzionali, chiamandoci alla battaglia in campo aperto, ma ha scelto di colpirci nella “comfort zone” della vita quotidiana, con l’agguato, con l’imboscata, in una parola, con il terrorismo. L’Occidente ha quindi, naturalmente, dichiarato guerra su scala globale al terrorismo.

Siria, 2020. Il popolo siriano, con il suo legittimo Governo, è impegnato da quasi nove anni in una battaglia sanguinosissima, che è costata più di 500.000 morti a quello che un tempo era un florido e pacifico Paese del Vicino Oriente, proprio contro il terrorismo. Le bande armate e gli eserciti irregolari che tentavano di soggiogare tutta l’area geografica comprendente e circostante il territorio siriano sono ormai in rotta, ma hanno lasciato dietro di sé una realtà fatta di sangue, distruzione e miseria che farà sentire i propri effetti sugli equilibri di quella parte del pianeta ancora per decenni.

Và da sé che l’Occidente, in lotta contro il Terrorismo, non possa far altro che sostenere un legittimo Governo che ha lottato e lotta contro gli stessi nemici, per lo stesso obiettivo. Invece fa altro. Come dicevamo – ironicamente, qualora non fosse chiaro – viviamo in un posto meraviglioso. E meravigliose sono le contraddizioni con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno.

Ed è così che riceviamo diverse segnalazioni da parte di persone che intendevano partecipare alla raccolta fondi, organizzata dall’associazione Evita Perón all’interno del progetto ‘Evita Perón for Syria’, “Emergenza Siria”, con una donazione e che non sono riuscite a portare a termine la transazione. Bonifico bloccato. E non solo: chiamata intimidatoria da parte – udite udite – dell’Antiterrorismo! «Ma come? – direte voi – L’Antiterrorismo prende di mira, blocca, indaga, interroga chi si vorrebbe occupare proprio delle vittime del terrorismo stesso?» Ebbene sì! Un ridicolo quanto grottesco interrogatorio telefonico alle cui domande come: «conosci personalmente la titolare del conto? Che obiettivo ha la donazione?». Urge dare risposte chiare ed esaustive, perché la Siria, come Iran ed Iraq sono Stati inseriti nella blacklist dei burocrati europei. È ovvio!  Chi è quel privato che, volendo finanziare il terrorismo, non lo fa tramite bonifico bancario su circuito nazionale inserendo come causale che i soldi son destinati al terrorismo siriano? 

Ricordiamo che le somme raccolte tramite l’iniziativa “Emergenza Siria” saranno interamente destinati ai bambini orfani di Damasco, cristiani e musulmani, senza alcuna discriminazione, ospitati presso l’istituto delle Suore Francescane Missionarie del C.I.M. del Memoriale della conversione di San Paolo a Damasco. Bambini che sotto i colpi del terrorismo hanno perso tutto: casa, famiglia, affetti, speranza, futuro. Bambini cui le Suore stanno cercando di ridare il sorriso, spiegando che nulla è perduto, e c’è tanto da ricostruire sulla loro martoriata terra.

Ma no, per l’Occidente questo non va bene. La Siria, con il suo legittimo Governo, rea solo di reclamare la propria sovranità ed indipendenza, rea solo di non assoggettarsi ai diktat stranieri, rea solo di difendere la propria integrità territoriale, è ancora arbitrariamente etichettata come “stato canaglia”. Nonostante abbia pagato il tributo più sanguinoso in assoluto nella lotta contro il terrorismo. Nonostante abbia combattuto anche per noi, sì, perché senza la vittoria militare siriana, il Daesh avrebbe conquistato buona parte del Vicino Oriente e del Nord Africa, e le conseguenze in termini di immigrazione e sicurezza nazionale sarebbero state catastrofiche anche per l’Europa. La Siria è stata un argine che ha tenuto la guerra lontana da casa nostra. E noi la ripaghiamo con le sanzioni. Sanzioni tra cui un rigido blocco finanziario. Sappiatelo: in banca non dovete parlare di Siria. Basta scriverne il nome, per ricevere le premurose attenzioni dei burocrati dell’Occidente, quell’Occidente in guerra contro il terrorismo, ma anche – cortocircuito! – in guerra contro i primi a muovergli guerra!

Per chi volesse donare anche solo una piccola somma a favore dei bambini orfani di Damasco, a breve uscirà nuova locandina sulle nostre pagine social.

Ufficio stampa Associazione Evita Peron

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