Nel giro di poche settimane il Matteo nazionale e i suoi alleati ci hanno fatto vedere di tutto; dalla dilettantesca superficialità con cui è stato liquidato un atto criminale e pericoloso come l’omicidio del Generale Soleimani al supino e vergognoso allineamento alle posizioni americane ed israeliane, fino alla patetica scena dell’ormai celebre “Scusi, lei spaccia?” di fantozziana memoria.

Atti del genere non solo scavano un solco profondissimo con ogni avanguardia rivoluzionaria e di reale alternativa al sistema, ma mettono anche in luce tutti i limiti e le contraddizioni di posizioni che sempre più spesso appaiono come strumentali e demagogiche. Quale politico della prima repubblica, fosse anche socialista o democristiano (senza bisogno di scomodare un Almirante), si sarebbe sognato di affrontare una crisi internazionale potenzialmente devastante liquidando l’Iran come un covo di terroristi islamici, senza valutare la nostra storica posizione in Medio Oriente e nel mondo arabo in generale? Quale destra, moderata o radicale, si metterebbe a citofonare a tizio e a caio con una corte di cameraman, giornalisti e forze dell’ordine al seguito, con l’unico scopo di ottenere qualche like in più sui social?

Noi veniamo da un’altra storia, abbiamo avuto altri esempi ed altre parole d’ordine; la nostra comunità, pur tra tutti i suoi limiti ed errori, parla e discute da decenni di terza via, di corporativismo e socializzazione, di stato nazionale del lavoro, di asse euroasiatico, di difesa della nostra terra, di identità nazionale, di Tradizione. Per questo non possiamo che provare disagio rispetto a una politica fatta di “buongiorno Italia”, “buon caffè a tutti” e di gite fuori porta sette giorni su sette.

Naturalmente questa riflessione non ci impedisce di avere la lucidità necessaria per capire dove sia il male minore e per continuare ad operare in ogni ambito da avanguardia consapevole e responsabile, ma avendo ben chiara la nostra diversità e la nostra distanza da certe posizioni. Del resto siamo ben consapevoli che dopo la prima ondata dei populisti del web (M5S) e la seconda dei sovranisti di professione (Salvini e soci), dovremo necessariamente attendere la terza onda, quella delle forze nazional-rivoluzionarie, per dare vita ad una autentica e profonda Ricostruzione Nazionale.

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