Spiace rilevare che in un luogo educativo che si eleva a “prestigioso convitto nazionale”, vi sia la consueta e deplorevole dimenticanza di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le VITTIME DELLE FOIBE, dell’Esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra, storicamente accolti proprio al Foscarini. 

Non una iniziativa didattica a ricordare uomini e donne trucidati, non un fiore sulla lapide posta nell’androne principale, SOLO INDIFFERENZA. Il RETTORE NON PROVA VERGOGNA? Proprio per i suoi compiti ed uffici, e soprattutto per la specificità storica dei fatti che proprio nel Convitto si svolsero, si auspica che, congiuntamente al collegio docenti, concorra egli a promuovere e celebrare il “GIORNO DEL RICORDO”, che rammento, è solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno ed istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92. e che lo stesso stesso Ministero dell’Istruzione (MIUR) invita a solennizzare. 

Ogni “tragedia” è dunque da celebrarsi, perché non devono più sussistere ricorrenze più o meno importanti solo perché ideologizzate e politicizzate, così come non esistono morti di serie A e B.  Proprio per la specificità storica degli eventi occorsi, il Convitto sarebbe luogo propizio per invitare le massime Autorità Istituzionali, regionali, comunali al doveroso omaggio e ricordo della ricorrenza del “Giorno del Ricordo”.

Ha ragione il Signor Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a dichiarare ieri, 10 febbraio 2020: Le Foibe, tragedia sottovalutata e dimenticata. Il vero nemico da battere oggi è l’indifferenza”. Esecrabili OBLIO e INDIFFERENZA che al Foscarini neppure una grande lapide riesce a scalfire.

Alessandro prof. dott. Tamborini*

*Plenipotenziario per le politiche di tutela e promozione del patrimonio storico-artistico-demo-etno-antropologico. Cattedratico di Scienze Religiose, Storia e Simbolismo dell’Arte Antica e Medievale.

Print Friendly, PDF & Email