Con la mente e il cuore rivolti a tutti i cittadini italiani che lottano in prima linea contro il virus che ha messo in ginocchio la nostra nazione, riteniamo sia il momento di pensare alla rinascita e alla ricostruzione dell’Italia che verrà.

Noi riteniamo morte e sepolte dalle evidenze dei fatti tutte le tesi economiche del mainstream contemporaneo, in particolare l’ordoliberismo e il neomonetarismo, fondati su un materialismo volto a sostituire alle nazioni la mera nozione di mercato e che hanno arrecato devastazione a tutta l’Europa tramite le loro politiche di vincoli e austerità.

Dopo la pandemia sarà necessario ricostruire una Nuova Italia, ma sin da ora occorre agire perché questa rinascita diventi realtà. I seguenti punti serviranno a mettere in sicurezza la nostra nazione dalle mire straniere e dalla speculazione della grande finanza internazionale e a salvare l’Italia dal regresso economico e sociale e dall’irrilevanza internazionale.

Per questo motivo:

1. Diffidiamo il Governo nazionale dall’utilizzo in qualsiasi forma del Meccanismo Europeo di Stabilità, che metterebbe l’Italia in una condizione di definitiva schiavitù e assoggettamento al dominio di Bruxelles e dell’Unione Europea. Azionare il MES sfruttando l’emergenza sarebbe un atto di alto tradimento, e come tale andrebbe processato. Chiediamo al contrario che il Governo ottenga la liquidazione e il rimborso dei versamenti effettuati dall’Italia (oltre 14 miliardi di euro) a questo fondo privato lussemburghese e che tali risorse vengano immediatamente destinate a sostegno del Servizio Sanitario Nazionale.

2. Ammoniamo similmente il Governo dall’aderire a qualunque processo di emissione di Eurobond o simili, dal momento che costituirebbero il naturale preambolo ad un’unione fiscale europea e la fine degli ultimi elementi di sovranità dello Stato italiano (nonché di tutti gli Stati europei).

3. Chiediamo che il Governo agisca in maniera coordinata con la Banca d’Italia per rilasciare un piano di sostegno su vasta scala dell’economia italiana, basato sui seguenti capisaldi:

  • sospensione di tutti gli adempimenti fiscali in corso per l’anno 2020;
  • saldo straordinario da parte della Banca d’Italia a favore dei creditori di tutte le rate di mutui o altre forme di finanziamento a scadere nel corso del 2020, liberando del peso aziende e famiglie italiane;
  • saldo immediato da parte della Pubblica Amministrazione di tutti i debiti scaduti verso imprese e cittadini;
  • avvio di un piano di investimenti pubblici – principalmente in grandi opere, in ricerca e sviluppo e finanziamenti alle imprese per il rinnovo di impianti e macchinari – pari ad almeno il 10% del PIL.

4. Chiediamo che il deficit di spesa pubblica conseguente ai punti di cui sopra venga finanziato con l’emissione di una Moneta Nazionale di Popolo, concepibile sotto forma di emissione di BTP a tasso zero privi di scadenza e sottoscritti da parte della Banca d’Italia. Pretendiamo, affinché Banca d’Italia possa agire liberamente in tal senso, l’uscita dal Sistema Europeo delle Banche Centrali.

5. Chiediamo che sia affidato alla Banca d’Italia, riformata affinché possa agire in maniera responsabile e coordinata con gli altri organi dello Stato, un sistema di vigilanza e regolamentazione nazionale, in luogo di quello europeo, di tutto il settore bancario fondato sui seguenti principi:

  • definizione dell’attività bancaria quale attività di pubblico interesse;
  • separazione netta tra l’attività di risparmio e quella di investimento;
  • tutela del piccolo risparmio da parte del settore pubblico;
  • inasprimento dei profili di responsabilità personale (anche di tipo penale) degli amministratori.

6. Chiediamo che, a seguito dei passati interventi di salvataggio pubblico, si preveda che:

  • tutte le attività acquisite dallo Stato (partecipazioni in MPS, portafogli crediti Carige, banche venete, etc..) siano stabilmente consolidate all’interno del bilancio di Cassa Depositi e Prestiti;
  • le banche che hanno approfittato di tali operazioni per acquistare a prezzi di saldo le parti sane degli istituti in liquidazione, siano chiamate ad effettuare, proporzionalmente all’aumento dei ricavi riscontrati, versamenti extra verso il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

7. Vogliamo che partite IVA e lavoratori autonomi siano finalmente liberate dalla schiavitù fiscale e che per la prima volta siano tutelate allo stesso modo dei lavoratori dipendenti nelle misure per la rinascita economica italiana, tramite finanziamenti a fondo perduto che consentano il rilancio delle rispettive attività. Vogliamo che particolare attenzione sia dedicata al sostegno della filiera corta e della produzione italiana, la migliore delle tutele per tutte le comunità in caso di nuove emergenze.

8. Vogliamo che lo Stato torni a ricoprire un ruolo di primo piano in tutti i settori strategici e di interesse nazionale. Alcune delle situazioni ingenerate da decenni di privatizzazioni selvagge – come le concessioni autostradali – andranno sanate con qualsiasi metodo, incluso l’esproprio.

9. Vogliamo un piano nazionale per la natalità, fondato sull’istituzione di un Reddito alle Madri dovuto dallo Stato per il solo titolo della maternità, indipendentemente dal reddito del beneficiario o del suo nucleo familiare, ed esente da imposte o pignoramenti.

10. Vogliamo che contro l’aumento progressivo di fenomeni di automazione e robotizzazione, che non sarà certo fermato dall’irrompere del virus, si risponda:

  • con la progressione del sistema pensionistico e dello Stato sociale faticosamente costruito a partire dagli anni Venti, di contro al suo smantellamento;
  • con la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario;
  • con la riduzione dell’offerta di lavoro che conseguirà all’istituzione del Reddito alle Madri;
  • con il blocco effettivo dei flussi migratori in entrata verso l’Italia.

11. Auspichiamo una riforma fiscale volta a tassare il reddito dove viene prodotto e non dove viene distribuito, che preveda un aumento dell’imposizione fiscale sul possesso di capitali liquidi e sulla rendita finanziaria, redistribuendo il ricavato a favore dei ceti produttivi. Vogliamo inoltre una vera e definitiva pace fiscale dello Stato coi ceti produttivi del paese, che attraverso un condono tombale consenta alle aziende del paese di ripartire senza più il peso del passato.

12. Infine, chiediamo l’istituzione di una Commissione indipendente da qualsiasi condizionamento politico, composta da figure di massimo rilievo nel settore medico, scientifico e giuridico, che approfondisca in ogni aspetto l’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del coronavirus in Italia e stabilisca:

  • le responsabilità del Governo nazionale per quanto riguarda la diffusione del virus sul territorio nazionale, con particolare attenzione riguardo alla mancata chiusura delle frontiere nel periodo immediatamente antecedente allo scoppio dell’epidemia;
  • la correttezza giuridica e costituzionale della gestione dell’emergenza, condotta dal Governo a colpi di decreti amministrativi e senza far ricorso alla decretazione d’urgenza, che avrebbe comportato una responsabilità politica e penale dell’Esecutivo;
  • il peso che i tagli alla sanità imposti dal Patto di Stabilità e dalle politiche di austerità hanno avuto sull’enorme numero di cittadini italiani morti senza neanche poter arrivare in terapia intensiva, a causa del numero di posti drasticamente ridotto negli ultimi anni in tutte le Regioni.
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