Approfondimento sul primo punto del Manifesto economico di Ordine Futuro “Rinascere e Ricostruire”. Tutte le misure e le priorità per fronteggiare la terribile crisi economica che si prospetta dopo il coronavirus. Di seguito il link al Manifesto completo.

In questi giorni il governo Conte ha ventilato l’ipotesi di ricorrere all’aiuto del Fondo Salva-Stati – il MES – per finanziare le misure economiche di aiuto alle famiglie e alle imprese, minacciate dal blocco delle attività per l’emergenza sanitaria in corso. Che cos’è il MES e perché rappresenta un pericolo mortale per la sovranità italiana?

Il MES è un’organizzazione internazionale costituita nel 2011 con un Trattato affiancato a quelli dell’Unione Europea. Può contare su un capitale autorizzato di 700 miliardi di euro, di cui gli stati membri hanno già versato 80 miliardi di euro in proporzione al loro PIL (l’Italia partecipa con circa il 18%). Il MES ha già concesso in passato prestiti ai paesi “in difficoltà” – Cipro (6,3 miliardi), Grecia (61,9 miliardi) e Spagna (41,3 miliardi) – ma a fronte di rigide condizionalità: chi riceve i prestiti si obbliga ad approvare un memorandum d’intesa (MoU) che definisce con precisione e rigore quali misure si impegna a prendere in termini di tagli al deficit/debito e di riforme strutturali.

Nel 2019 è stata proposta una riforma del MES che lo rende ulteriormente pericoloso e che rappresenta un provvedimento pesantissimo in materia di sovranità e autonomia degli Stati europei. La riforma prevede infatti che il supporto finanziario da parte del MES sia attivato solamente in favore di paesi che non si trovino in procedura d’infrazione con la UE, che abbiano da due anni un deficit inferiore al 3% del PIL e un debito pubblico inferiore al 60% del PIL.

Dunque, l’Italia sarebbe in prima battuta esclusa dal supporto promesso con soldi che lei stessa ha versato in larga parte; potrebbe accedere in seconda battuta a questo stesso supporto solo se accettasse una ristrutturazione automatica del proprio debito; vedrebbe così i propri soldi prestati indietro dal fondo a cui li ha assegnati, a patto però di decurtare il valore nominale di titoli nei quali milioni di italiani ancora investono i propri soldi. Il tutto è stato discusso in Europa dal governo italiano di nascosto dal Parlamento, con Conte che ha a più riprese promesso all’Europa l’approvazione di questa riforma, salvo poi tornare sui suoi passi di fronte ai dubbi di una parte della sua stessa maggioranza.

Per questo noi ci opponiamo radicalmente al MES sia nella sua forma “riformata” che attenta alla sovranità degli Stati europei, sia nella sua forma originaria di ente di strozzinaggio internazionale affiancato alla Trojka. Chiediamo al contrario che l’Italia pretenda in sede europea la liquidazione e il rimborso dei versamenti effettuati (14 miliardi di €) e che tali risorse vengano immediatamente destinate a sostegno del Servizio Sanitario Nazionale, sia nell’ottica dell’attuale emergenza che nell’ottica di un ripristino dell’efficienza perduta a causa dei tagli in atto da decenni.

Leggi il nostro manifesto economico “Rinascere e Ricostruire – L’Italia dopo il coronavirus”:

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