Ci siamo scontrati, derisi, insultati, ma adesso siamo sulla stessa barca. Entrambi chiusi in casa, col rischio di contrarre comunque la malattia e, dopo, di cadere nella disgrazia. Quindi, amico europeista, siediti virtualmente di fronte a me e ascoltami, come se fossimo vecchi amici (e chissà, magari lo siamo anche, a prescindere dalle opinioni diverse).

Amico europeista, non si sentì un po’ preso in giro da questa Unione Europea in cui tanto hai creduto? Ti ho sentito, o meglio ti ho letto, mentre ti lamentavi delle parole della signora Lagarde, decisamente fuori luogo in un momento come questo, dove il presente ed il futuro sono incerti. Eppure eri convinto che ogni eurocrate fosse un angelo mandato dal cielo (laico).

Forse all’inizio ho gongolato un po’, ma poi mi sono immedesimato in te ed ho capito che è terribile vedere incrinarsi ciò in cui si crede. E ti ho visto ancora più preoccupato quando la Germania, faro di questa Unione, ha bocciato i cosiddetti “corona-bond”, mostrando ingratitudine verso il mondo che la ricostruì dopo l’ultima guerra. E persino gli eurofili più illustri sono rimasti scioccati dalla piega che sta prendendo questa comunità che tu sogni.

Amico europeista, ti ho visto piangere per i tanti morti e i tanti ricoverati, ti ho visto avversare i tagli alla sanità pubblica, anche se sei un fervente liberista. E ti ho visto disperato quando, de facto, hanno interrotto Schengen. Amico europeista, voglio credere nella tua buona fede. Non voglio vederti solo come un figlio di papà che si trasferisce all’estero per studiare e lavorare, o che considera i lavoratori normali poco più che servi della gleba, bifolchi e analfabeti. Voglio veramente credere che anche tu abbia dei valori, come la pace, la libertà, la giustizia. Perché li ho anch’io, che sono un convinto antieuropeista, ma al contempo un europeo vero.

Anch’io voglio la pace tra i popoli del nostro continente, anch’io voglio cooperazione, amicizia e crescita comune. Anch’io desidero la libertà e la giustizia, in ogni loro forma, compresa quella sociale. Ecco, la giustizia sociale è quella che ora ci vogliono portare via, mascherandosi dietro i tuoi ideali, ma tradendoli ogni giorno, in cambio del roaming e dell’assenza di controlli di frontiera. 

Amico europeista, forse abbiamo molto poco in comune ma entrambi amiamo questa Europa, seppur in modi diversi. E se la ami davvero, comincia ad amare prima il tuo popolo e a combattere per lui. Io ti sto tendendo la mano, amico mio, non farti prendere in giro. W l’Europa vera, e ovviamente w l’Italia!

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